
Originariamente Scritto da
Nostradamus
La barca affonda ed i topi scappano...
Berlusconi: molti senatori maggioranza pronti a lasciare Prodi
ROMA 04/07/2007 (Reuters) -
Molti senatori della maggioranza sono sul punto di dire "basta" al governo guidato da Romano Prodi, perché non più disposti ad accettare i "diktat" di una parte della sinistra, ha detto oggi il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.
"Ci sono tanti senatori di questa maggioranza che non sono più disposti ad accettare questi diktat, io penso che queste persone che in passato hanno anche ricoperto ruoli istituzionali siano sul punto di dire basta a questo modo di fare del governo", ha dichiarato Berlusconi, senza fare nomi, intervenendo alla Tv delle Libertà, l'emittente diretta da Michela Vittoria Brambilla, presidente dei "circoli" che sostengono Forza Italia.
Il capo dell'opposizione ha anche detto di guardare a Prodi con "preoccupazione" per le divisioni interne alla coalizione di centrosinistra e che il candidato alla guida del Partito democratico Walter Veltroni non potrà fare meglio del premier.
"Ogni giorno questo governo dà una cattiva prova di sé, ma non per demerito di Prodi", ha proseguito Berlusconi. "Guardo a Prodi veramente con preoccupazione, non vorrei essere nei suoi panni. E' una persona assolutamente moderata, è un liberale ma, pover'uomo, che deve fare, quando ha una sinistra che su tutto impone i suoi diktat".
Secondo l'ex premier, la discesa in campo del sindaco di Roma
Walter Veltroni ha fatto aumentare di
appena l'1,5% i consensi per il nascente Partito democratico.
Presentando gli ultimi sondaggi di Euromedia, Berlusconi ha detto che dopo la candidatura di Veltroni il Pd è salito al 27% dal precedente 25,6% e poi al 27,1% dopo il discorso di Torino.
"Forza Italia non ha subito nulla perche era al 31,6%, è scesa di uno 0,1% al 31,5% e dopo il discorso di Veltroni è ritornata ad essere largamente il primo partito itailano con il 31,6%".
"Veltroni non potrà fare nulla di diverso rispetto a Prodi", ha detto ancora Berlusconi.
