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Discussione: Business montenegrini.

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    Business montenegrini.

    MAFIA: DJUKANOVIC; MAROVIC, ACCUSE PM BARI INFONDATE
    (ANSA) - BELGRADO, 4 LUG - L'ultimo presidente della Unione di Serbia e Montenegro (discioltasi pacificamente l'anno scorso con un referendum e la secessione di Podgorica), Svetozar Marovic, ha respinto come infondate le accuse di contrabbando di sigarette rilanciate nei giorni scorsi dalla magistratura italiana contro Milo Djukanovic: ex primo ministro, padre dell'indipendenza montenegrina e tuttora punto di riferimento dell'establishment politico del piccolo Paese adriatico. Commentando l'annunciata richiesta di rinvio a giudizio della procura barese contro Djukanovic - additato dai pm come capo occulto di una presunta cupola criminale dedita al contrabbando negli anni '90 tra le due sponde dell'Adriatico -, Marovic si e' detto convinto dell'inconsistenza delle accuse. A suo giudizio, il commercio di sigarette fu promosso in realta' alla luce del sole dalle autorita' del Montenegro a fine anni '90 per garantire risorse alla repubblica nel momento dell'interruzione dei flussi finanziari da Belgrado seguita alla rottura di Djukanovic con la linea politica dell'allora governo centrale della piccola Jugoslavia di Slobodan Milosevic. Un'operazione condotta in linea con la legislazione locale dell'epoca e per la quale i vertici montenegrini pro tempore ''non hanno nulla di cui vergognarsi o aver paura'', ha tagliato corto Marovic, citato oggi dall'agenzia Tanjug. L'ex presidente - che attualmente e' numero due del Partito social-democratico di Djukanovic, forza cardine di tutti i governi montenegrini degli ultimi anni compreso quello in carica - ha aggiunto che ''Milo Djukanovic non ha tratto profitti personali'' dalla vicenda. E, pur riconoscendo che la giustizia italiana ''dovra' fare il suo corso'', si e' detto certo di un'assoluzione finale, tenuto conto anche che ''l'Ue e l'ufficio europeo anti-frode hanno gia' certificato la legittimita' di quelle operazioni''. ''Attendiamo serenamente che la vicenda giudiziaria di Bari si chiuda'', ha concluso Marovic, ribadendo che ''il consolidamento di buoni rapporti con l'Italia resta una priorita''' per il nuovo Montenegro indipendente. (ANSA).
    04/07/2007 15:24

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  2. #2
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    TPI: DEL PONTE CHIEDE PIU' COOPERAZIONE A MONTENEGRO

    PODGORICA - Il procuratore generale del tribunale penale internazionale (Tpi), Carla del Ponte, ha invitato le autorita' montenegrine a cooperare nel modo piu attivo per fermare altri criminali di guerra in fuga dopo l'arresto dell'uno di loro, Vlastimir Djordjevic, in Montenegro.

    Djordjevic era stato fermato a fine giugno nel corso di un'operazione congiunta delle polizie serbe e Montenegrine. "Ho parlato con il presidente montenegrino della nostra futura cooperazione e per il fatto che Djordjevic abbia potuto nascondersi qui per molto tempo senza essere individuato", ha detto del Ponte alla stampa dopo colloqui con il presidente Filip Vujanovic.

    Djordjevic, 58 anni, accusato di crimini di guerra e di crimini contro l'umanita' per atrocita' nella guerra del Kosovo, e' stato arrestato a Budva.

    Del Ponte ha dichiarato che non sa dove si trovi l ex presidente serbo bosniaco Radovan Karadzic, ma non ha escluso una sua saltuaria presenza in Montenegro.

    Il ministro dell interno montenegrino Jusuf Kalamperovic non ha potuto precisare se in Montenegro si nasconda qualcun altro dei ricercati dal Tpi, ma ha assicurato che ''se ci sono, non ci saranno eccezioni quando si trattera' di arrestarli". Dopo Podgorica Del Ponte visitera' anche la Bosnia e la Croazia. A Sarajevo avra' colloqui con le autorita' bosniache e sara' presente l 11 luglio a Potocari per la commemorazione in occasione dell' anniversario del massacro di Srebrenica. Alla fine del giro di visite Del Ponte a Zagabria partecipera' a un raduno sulla giustizia internazionale e incontrera' autorita' croate.
    09/07/2007 152 (ansa)

  3. #3
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    DOPPIE CITTADINANZE

    Un terzo di cittadini del Montenegro si dichiarano serbi, e si aspettano che gli venga data la possibilità di ricevere la cittadinanza doppia. Le autorità in Montenegro, per il momento, non mostrano tali intenzioni. Se e quanto, per i buoni rapporti fra i due stati, la questione attenderà la soluzione, nel servizio a cura di Mladen Bijelic.

    La consegna della cittadinanza fa parte di diritti sovrani su cui decide ogni stato, in pratica i suoi organi di potere. Molti serbi che vivono in Montenegro si aspettano dalla Serbia di venirgli incontro, perché il Montenegro, come nessun altro paese, potrebbe ufficialmente vietare ai suoi cittadini di chiedere e ricevere anche la cittadinanza di altri stati, in questo caso della Serbia. A dir la verità, ci sono stati casi falliti. Per esempio, l’Italia ha tentato di minare la cittadinanza doppia con una legge particolare, però l’iniziativa non ha dato dei risultati. Così anche la Slovenia, dopo le critiche del Consiglio d’Europa all’inizio degli anni novanta, ha rinunciato all’intenzione di abolire con leggi speciali l’istituto della cittadinanza doppia.

    Molti paesi d’Europa e del mondo conoscono l’istituto della cittadinanza doppia, per questo motivo le tendenze delle autorità montenegrine di vietare con la legge ai suoi cittadini di essere iscritti nel libro di cittadini della Serbia non fa parte della prassi europea, in altre parole non è in conformità agli standard europei. Non è possibile negare il diritto ad una seconda cittadinanza ai cittadini che vivono in Montenegro, se questo, dall’altra parte, non è stato negato a numerosi emigranti che vivono in altri stati. Sul fatto chi può essere iscritto nel libro di cittadini serbi lo decide Belgrado, e non Podgorica.

    Secondo il direttore dell’Ufficio del governo serbo per i diritti umani e delle minoranze, Petar Ladjevic, i cittadini della Serbia che appartengono ad uno dei 26 gruppi di minoranze possono ricevere, oltre alla cittadinanza serba, anche quella dello stato matrice. Naturalmente, il loro stato matrice prende la decisione su questo, e determina le condizioni di applicazione di questo diritto. Secondo Ladjevic, non è possibile ricevere la cittadinanza doppia in Serbia soltanto nel caso di occupazione in una istituzione di particolare interesse statale, dove è necessaria soltanto la cittadinanza della Serbia.

    Per quanto riguarda il rilascio della doppia cittadinanza per i serbi che vivono in Montenegro, quest’iniziativa è stata appoggiata dal vicepresidente del governo serbo Bozidar Djelic, durante la sua visita in questo stato vicino. Poco dopo, anche il presidente del parlamento serbo Oliver Dulic, durante la visita nei paesi vicini creatisi sul territorio dell’ex Jugoslavia, ha evidenziato che la Serbia desidera costruire strabili e buoni rapporti con i paesi vicine e regionali. Durante la visita a Podgorica, Dulic ha particolarmente rilevato che la Serbia non farà mosse unilaterali che potrebbero destabilizzare questi rapporti. Dulice e il presidente del parlamento montenegrino, Ranko Krivokapic, si sono detti d’accordo che i rapporti fra la Serbia e il Montenegro sono diventati “sani” da quando i due paesi sono diventati stati sovrani. Loro hanno fatto sapere che i due paesi dovrebbero lavorare insieme sulla stabilità della regione, non aggravando questo con mosse o soluzioni unilaterali.


    Fonte: ww.radioyu.org

  4. #4
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    GIUSTIZIA: ARRESTO MONTENEGRINO; DIFESA, INCOSTITUZIONALE
    (ANSA) - BARI, 23 AGO - Dal 7 luglio scorso un calciatore montenegrino di seconda categoria, Zivko Vujadinovic, di 27 anni, e' in carcere a Bari in base a una richiesta di arresto della magistratura di Belgrado, ma - spiegano i suoi difensori - senza che gli sia stato notificato il provvedimento originario che ha generato la cattura. Per questi motivi i legali del giovane, Giangregorio De Pascalis e Lucia Ieva del Foro di Trani (Bari), annunciano che solleveranno questione di legittimita' costituzionale dell'art.716 del codice di procedura penale nella parte in cui prevede che un soggetto possa essere fermato su richiesta di uno Stato estero senza che gli venga notificato il provvedimento che ha generato la misura restrittiva. Il giovane, proveniente dalla Grecia, e' stato arrestato nel porto di Bari perche' nei suoi confronti pendeva una sentenza definitiva della magistratura di Belgrado che ha condannato Vujadinovic ad un anno di reclusione (dei quali sei mesi gia' espiati in carcerazione preventiva) per cessione di sostanze stupefacenti. Dopo la sentenza, la magistratura serba ha diramato un mandato di arresto internazionale nei confronti del giovane. I parenti dell'arrestato, che sarebbe figlio di un ex calciatore della Dinamo Zagabria, sono molto risentiti con le autorita' italiane per la mancata scarcerazione del giovane. ''In base all'art.715 cpp - spiega l'avv.De Pascalis - il 17 agosto scorso abbiamo chiesto la revoca dell'arresto perche' non era pervenuta alla magistratura barese, entro i 40 giorni previsti, la richiesta di estradizione del nostro assistito. Abbiamo quindi fatto istanza di scarcerazione alla procura generale di Bari che ha chiesto notizie al ministero della Giustizia. Dal ministero, il 21 agosto, hanno risposto sostenendo di aver ricevuto la richiesta di estradizione entro i termini di legge dalla magistratura di Belgrado''. Sulla richiesta di estradizione si dovra' pronunciare prossimamente la Corte d'appello di Bari. (ANSA).
    23/08/2007 160

  5. #5
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    SERBIA-MONTENEGRO: TENSIONI SU VESCOVO AMICO DI MLADIC

    BELGRADO - Diplomazia al lavoro oggi a Belgrado per attenuare le tensioni tra le due repubbliche ex jugoslave Serbia e Montenegro, provocate in questi giorni dalla vicenda del chiacchierato vescovo ortodosso Filaret: al religioso, capo di una diocesi serba che si estende anche nel territorio montenegrino, Podgorica ha chiuso le frontiere perche' e' inserito nella lista nera del'Unione europea dei presunti complici della lunga latitanza dei super ricercati per crimini di guerra serbo bosniaci Ratko Mladic e Radovan Karadzic.

    Il presule piu' volte respinto al confine ha iniziato uno sciopero della fame e secondo i suoi sostenitori versa ormai in precarie condizioni di salute. Ma il Montenegro, resosi indipendente dalla Serbia con un referendum l'anno scorso e impegnato di avvicinarsi a l'Ue, insiste a negargli l'accesso fino a quando i sospetti contro di lui verranno chiariti.

    La polemica si e' allargata dopo che mercoledi' Aleksandar Simic, un consigliere del primo ministro serbo Vojislav Kostunica, e' intervenuto in difesa del vescovo accusando il Montenegro di non rispettare diritti umani e di essere ''un mezzo Stato''. Parole che hanno succitato indignazione e proteste a Podgorica, placate solo in parte nelle ultime ore da una dichiarazione del vice premier serbo liberale Bozidar Djelic, il quale si e' scusato liquidando le affermazioni di Simic come ''posizioni personali'' che non coinvolgono in alcun modo il governo di Belgrado.

    Un chiarimento definitivo potrebbe arrivare nelle prossime ore con il confermato arrivo nella capitale serba del ministro degli esteri montenegrino Milan Rocen.
    07/09/2007 15:24 (Ansa)

  6. #6
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    BALCANI: PARTE DA PUGLIA RILANCIO RAPPORTI MONTENEGRO /ANSA
    - di Luisa Amenduni - (ANSA) - BARI, 9 SET - Rilanciare e consolidare le relazioni gia' esistenti e intensificare i rapporti di collaborazione, in particolare nei settori socio-sanitario e dei trasporti marittimi e aerei. E' stato questo lo scopo della 'Giornata del Montenegro' che si e' tenuta nel padiglione della Regione Puglia, nell' ambito della 71/a edizione della Fiera del Levante di Bari. All' incontro, promosso dagli assessorati al Mediterraneo e allo Sviluppo economico della Regione Puglia, sono intervenuti il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e Zeljko Sturanovic, primo ministro della Repubblica del Montenegro (indipendente dal 3 giugno dell'anno scorso, dopo un referendum nel quale il 55,5% dei montenegrini si e' pronunciato per la separazione dalla Serbia). Con Sturanovic, alla sua prima visita ufficiale in Italia, c'era una folta delegazione montenegrina della quale facevano parte, tra gli altri, il ministro per il turismo e la tutela del territorio, Predrag Nenezic, e il presidente della Camera di commercio del Montenegro, Vladimir Vukmirovic. Nel corso dei lavori - presieduti dall'assessore al mediterraneo della Regione Puglia, Silvia Godelli - e' stato fatto il punto sulla situazione della Repubblica montenegrina che nell' arco dell' ultimo anno ha registrato un incremento dell'1% della produzione industriale con particolare riferimento ad alcuni settori, tra cui quello del mobile, del tessile, dell' industria estrattiva e dei macchinari. Grande dinamismo e' stato registrato nel settore del turismo, con una crescita del 15,5% del numero dei turisti, provenienti per il 60% dalla Serbia e dall' interno. A fronte di questo trend positivo si registrano problemi legati ad una elevata disoccupazione e ad un' economia ancora troppo poco flessibile. Con la Puglia, con la quale il Montenegro ha da tempo ottimi rapporti, ci sono pero' nuove possibilita' di collaborazioni, ha sottolineato Sturanovic: ''Penso prima di tutto - ha detto - al settore del turismo, alla economia marittima, al settore dell' energia, soprattutto a quella che si puo' ottenere con le fonti rinnovabili, all' agroalimentare e a quello della tutela dell' ambiente''. Vendola ha annunciato una nuova visita della Puglia in Montenegro: rappresentanti dei sistemi camerali, commerciali e imprenditoriali, prenderanno nuovi contatti per ''un cammino proficuo - ha detto Vendola - tra i due Paesi''. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Vendola ha anche sottolineato che le imprese italiane non devono avere paura ad investire in Montenegro: ''Oggi - ha detto - il nostro sistema di impresa ha molte piu' possibilita' di operare in sicurezza in tutta l'area balcanica e anche in Montenegro''. Questo perche' ''i Balcani nel loro complesso stanno cambiando. L' affidabilita' delle loro classi dirigenti, il processo di democratizzazione e di pianificazione e anche la costruzione delle regole di uno stato di diritto e' un fatto che guadagna di anno in anno posizioni molto importanti''. Tutto questo avendo la consapevolezza, secondo Vendola, ''che bisogna andare nell' area balcanica prima per imparare e poi insegnare''. Altre assicurazioni per le imprese sono giunte anche dall' assessore regionale Silvia Godelli: ''Il Montenegro - ha detto - ha oggi un sistema di agevolazioni molto ma molto interessanti a cui attingono gia' molti paesi dell' Unione Europea, l' Italia e' l' ultimo paese, purtroppo, per quanto riguarda gli investitori, pur essendo vicinissimo''.
    09/09/2007 19:16

  7. #7
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    UE: PREMIER MONTENEGRO, PRESTO PROCEDURE PRE-ADESIONE
    (ANSA) - BARI, 9 SET - ''E' nostra intenzione intraprendere le procedure di pre-adesione all'Unione Europea, compreso il rispetto dei trattati di stabilita'''. Lo ha detto il primo ministro della Repubblica del Montenegro, Zeljko Sturanovic, intervenendo oggi ai lavori della ''Giornata del Montenegro'' organizzata dalla Regione Puglia nell'ambito della 71/a edizione della Fiera del Levante di Bari. ''Inoltre ci apprestiamo a firmare, a meta' ottobre, - ha continuato Sturanovic - un trattato per la semplificazione delle procedure dei visti, per entrare nell'area di Shengen''. Un obiettivo, quello dell' ingresso in Europa, su cui la popolazione e' concorde ma che - secondo il premier del Montenegro - ''non puo' prescindere dagli aiuti dei paesi membri''.
    09/09/2007 18:26

  8. #8
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    Montenegro: aspettando la costituzione
    14.09.2007 Da Podgorica, scrive Jadranka Gilić

    Le Bocche di Cattaro (foto L. Zanoni) E’ passato più di un anno dal referendum e dalla conseguente proclamazione di indipendenza. Alcuni passi sono stati fatti per consolidare la nuova repubblica, manca ancora però una costituzione
    Poco più di un anno fa, il 21 maggio del 2006, il Montenegro ha ottenuto, con un referendum popolare, l’indipendenza dalla Serbia. Come per gli altri stati della ex Jugoslavia, il primo grande obiettivo politico espresso in quell'occasione dal governo è stato quello dell’adesione all’Unione europea.

    Subito dopo la proclamazione dell’indipendenza, il Montenegro ha ripreso le trattative con l’Ue, interrotte nel 2005 quando il Montenegro faceva ancora parte della federazione serbo-montenegrina, a causa dalla mancata collaborazione della Serbia con il Tribunale penale internazionale dell’Aja.

    L’Unione europea ha iniziato di conseguenza ad adottare gli strumenti necessari per il processo di Associazione e Stabilizzazione: sono iniziati i negoziati per un futuro accordo e nel novembre 2006 la Commissione ha pubblicato il primo Progress Report annuale sul Montenegro.

    Nel corso di un anno, seguendo la prassi regolare, l’Unione europea ha stabilito obiettivi, priorità e condizioni della partnership con il Montenegro. Da parte sua, il governo del Montenegro, ha individuato alcune aree in cui investire maggior impegno, tra le quali al primo posto c’era l’adozione di una nuova costituzione, fondata sul consensus, in linea con gli standard europei - in particolare nell’ambito dei diritti umani, dell’organizzazione del sistema giuridico, di quello della pubblica sicurezza e delle forze armate. La seconda priorità individuata dal governo era quella della creazione di meccanismi giuridici ed istituzionali necessari al funzionamento del Montenegro come Stato indipendente. Seguivano poi le riforme economiche, l’amministrazione pubblica, il ruolo del parlamento, la cooperazione regionale e la collaborazione con l’Ue per la realizzazione di queste riforme necessarie all’adesione.

    Quasi tutti i partiti dell’opposizione hanno convenuto sull’identificazione dei settori in vista dell’obbiettivo europeo, soltanto il leader della Lista Serba, Andrija Mandic, ha obiettato che, sulla base di una nuova legge di cittadinanza come quella richiesta dall’Unione europea, i serbi in Montenegro sarebbero diventati minoranza etnica.

    Inoltre, dopo la dichiarazione d’indipendenza, il Montenegro ha firmato il controverso accordo con gli USA per la non estradizione al Tribunale penale internazionale dei militari americani, aprendo le porte all’integrazione nella NATO, ma scontrandosi allo stesso tempo con l’Unione europea, che con la sua politica ufficiale si oppone alla non estradizione dei soldati americani.

    Il Montenegro è anche diventato membro del Consiglio d'Europa nel maggio del 2007. Anche se assieme alla Serbia già faceva parte del Consiglio d’Europa, dopo la proclamazione dell’indipendenza, il Montenegro ha dovuto richiedere l’ammissione, rimasta di diritto solo alla Serbia.

    Ma a distanza di oltre un anno dalla proclamazione d’indipendenza il Montenegro non è ancora riuscito ad adottare la nuova costituzione.

    La seduta dell’Assemblea Nazionale, durante la quale si discuterà del progetto di costituzione, è stata convocata per il primo ottobre prossimo.

    Tutti i deputati hanno ricevuto il progetto di costituzione preparato dalla Commissione costituzionale. Tuttavia i rappresentati dell’opposizione hanno boicottato la precedente seduta dove si decideva della proposta costituzionale, sostenendo che non era sufficientemente trasparente perché non era aperta al pubblico.

    Dal canto suo il governo ha dichiarato che il progetto della nuova Costituzione del Montenegro è stato preparato in armonia con gli standard europei, prendendo in considerazione tutte le proposte del Consiglio d'Europa, dell’OSCE e della Commissione di Venezia. Inoltre, la Commissione costituzionale ha accolto tutte le proposte del Consiglio d'Europa: lo Stato basato sui diritti di cittadinanza, un sistema giuridico indipendente, l’assenza di conflitti d’interesse, la protezione dei diritti umani, la proibizione della pena di morte, la regolazione dello status delle forze armate e dei servizi segreti.

    Ma, per il momento, la maggior parte dei partiti d’opposizione è contraria all’impianto della nuova costituzione.

    Le forze politiche montenegrine restano divise. Le questioni sulle quali si scontrano il governo e l’opposizione sono fortemente identitarie: la lingua ufficiale e i simboli statali.

    La posizione del governo è che la lingua ufficiale dovrebbe essere il montenegrino, e anche se i partiti al governo hanno dichiarato di essere pronti a riconoscere la lingua serbo-montenegrina come lingua ufficiale, per il momento questa soluzione di compromesso non è gradita ai partiti filo-serbi dell’opposizione.

    Inoltre, il Movimento per i cambiamenti (PZP), uno dei partiti principali dell’opposizione, si è espresso a favore della proposta di una nuova costituzione, ma a condizione che dopo l’approvazione di quest'ultima il Parlamento venga sciolto e vengano indette nuove elezioni. La coalizione governativa è ovviamente contraria a questa proposta.

    Infine va anche tenuto presente che la questione della chiesa ortodossa rappresenta un problema nel problema. Le chiese ortodosse balcaniche sono autocefale e di conseguenza il governo montenegrino cerca di ristabilire una Chiesa ortodossa montenegrina, che già esisteva, ma che dopo il 1918, quando il Montenegro diventò parte del Regno dei serbi, croati e sloveni, era stata inglobata nella Chiesa ortodossa serba. L’indipendenza del Montenegro ha permesso alla vecchia Chiesa del Montenegro, che non si è ancora proclamata tale, di rivendicare le proprietà a suo tempo trasferite alla Chiesa ortodossa serba.

    L’opposizione filo-serba è contraria al riconoscimento della Chiesa ortodossa montenegrina e cerca di proteggere la Chiesa ortodossa serba presente in Montenegro.

    Nonostante la situazione sia alquanto complessa, il Premier montenegrino, Zeljko Sturanovic, si è dichiarato ottimista per quanto riguarda l’approvazione in Parlamento della nuova carta costituzionale ed ha individuato tre ragioni per le quali bisogna essere efficienti: “Primo, è necessario che il Montenegro formi ed anche definisca l’indipendenza con un atto supremo. Secondo, l’approvazione della carta costituzionale è la pre-condizione per la preparazione e l’adozione di una serie di leggi strategiche. Terzo, sarebbe opportuno mostrare alla comunità locale ed internazionale che siamo capaci di ottenere un consenso generale sulle questioni statali più importanti, nonostante le differenze politiche esistenti.” (Antena M, 2 settembre).

    Per l’approvazione parlamentare della nuova carta costituzionale sono richiesti due terzi dei voti del Parlamento, cioè 54 degli 81 voti complessivi. In caso di mancanza della maggioranza in Parlamento si terrà un referendum popolare a maggioranza semplice. La stima dei costi di un eventuale referendum ammonta 1,5 milioni di euro, cifra che rappresenta una somma significativa per un paese come il Montenegro. Ma è pur vero che una cattiva costituzione rappresenterebbe un costo maggiore.

    Fonte: www.osservatoriobalcani.org

  9. #9
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    Da dove nasce storicamente un identità culturale montenegrina separata da quella serba ? La lingua montenegrina in cosa è diversa dal serbo ? Roberto Minichini

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Minichini R. Visualizza Messaggio
    Da dove nasce storicamente un identità culturale montenegrina separata da quella serba ? La lingua montenegrina in cosa è diversa dal serbo ? Roberto Minichini
    Effettivamente sono un tutt'uno. E stata la subdola politica di Djukanovic e dei suoi compagni di merende a creare le divisioni. Spero che in un prossimo futuro serbi e montenegrini tornino a vivere sotto lo stesso tetto.

 

 
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