----- Original Message ----- From: pietroancona@tin.it
To: Scalfari eugenio
Sent: Sunday, July 08, 2007 3:47 PM
Subject: Articolo "quando il Sindacato si naccordo con Maroni"



Caro Dottor Scalfari,

l'attacco del suo articolo di oggi dice che l'Italia non è afflitta da una sola Casta ma da tante caste, tante corporazioni, tutte a difendere coin gli artigli sguainati i loro privilegi. Insomma deputati, senatori, grandi dirigenti, notai, farmacisti....ma anche lavoratori e pensionati!!

Leggo nel vocabolario Devoto ed Oli alla voce Casta: "classe o ordine di persone che si considera, per nascita o per condizione, separato dagli altri e gode o si attribuisce speciali diritti".

Ora, mentre non c'è alcun dubbio, che il ceto politico sia una casta (rientra perfettamente nella definizione data), se non altro per il fatto che il suo tenore ed i suoi privilegi se li è attribuiti direttamente per legge, la stessa cosa risulta grottesca e falsa per le categorie dei lavoratori e dei pensionati che, secondo lei, sarebbero a loro volta casta o corporazione
Abbiamo la casta dei pensionati INPS con una media di 12 mila euro di rendita all'anno, la metà delle rendite pensionistiche europee.?Questi pensionati diretti dalla CGIL di Epifani diventano una insopportabile corporazione da smantellare per il bene dell'Italia e dei suoi conti.
Insomma, persone che non si rendono conto come l'allungamento della loro vita sia diventato un grosso problema. Non c'è l'invito aperto al suicidio dopo qualche anno di pensionamento( ma già operano le limitazioni all'assistenza sanitaria che con ticket sempre più pesanti, scoraggiano l'uso delle cure e dei farmaci mentre la pochezza delle rendite rende del tutto impossibile godersi la vita con qualche vacanza e qualche comodità.)..ma forti bacchettate per indurre a non chiedere niente ad accontentarsi della minestra che passa il convento...
Ieri ho letto nel suo giornale che esistono millecinquecento pensionati del Parlamento.
Ex deputati e senatori immagino anche longevi dal momento che non manca loro niente e si possono curare in caso di necessità nelle migliori cliniche del mondo e che godono dei privilegi "piccoli" delle Camere come tagliarsi i capelli gratis, pranzare con nove euro le migliori leccornie della gastronomia italiana, farsi una sauna, comprare sigarette e sigari speciali..... Lei fa parte da molti anni di questa categoria. Si tratta di millecinquecento persone che da sole pesano (una media di settantamila euro ciascuno l'anno) quanto centinaia di migliaia di ex metalmeccanici o parastatali.
In altra parte del giornale il Senatore Lamberti Dini, con la faccia seria e quasi incazzata, chiede l'innalzamento dell'eta di pensionamento delle donne!! Questo signore gode da moltissimi anni di una strepitosa pensione della Banca d'Italia integrata dal Fondo Mondiale. Forse trecento o quattrocentomila euro l'anno, forse di più, che vanno a sommarsi al suo lauto stipendio di senatore.
Naturalmente il fatto che la pensione Dini o Scalfari sia finanziata dai contribuenti italiani
non ha molta importanza. Perchè? Perchè come ha scritto il signor Eugenio Scalfari, in un articolo che mi ha fatto ric redere molto sul suo conto, "non tutti gli uomini nasciamo eguali e siamo diversi come diverse sono le foglie degli alberi di una foresta!!"
Naturalmente il principio della Costituzione Italiana che dichiara il diritto di tutte le persone ad una dignitosa condizione di vita non conta nulla. Non parliamo poi del diritto alla felicità di cui parla la Costituzione americana.....
Sento negli scritti di Scalfari e nel rullare martellante dei tamburi della stampa italiana una grande voglia di fare a meno della democrazia, di stringere a pochissime persone l'area delle decisioni, di saltare la dialettica sociale e di ridurre in un angolo ed al silenzio i sindacati. Il pronunziamento di "Repubblica" per il referendum è in questo senso illuminante. Questa pulsione non è nuova in Italia ma fa molto senso che si sia impadronita di molti esponenti della borghesia liberale e dell'ex sinistra comunista.
Pietro Ancona