L'Australia ammette: in guerra per il petrolio
il primo ministro australiano John Howard
L'Australia ammette che la difesa dei pozzi petroliferi è una delle ragioni principali del suo impegno militare in Iraq. Nel giorno in cui il primo ministro John Howard si è presentato al Parlamento per ribadire che il «governo rimarrà impegnato in Iraq con i nostri alleati fino a quando le forze irachene non avranno più bisogno del nostro aiuto», esplode la polemicha per il fatto che il premier abbia ammesso che una delle ragioni per cui si resta è il petrolio.
Ancora più esplicito è stato il ministro della Difesa Brendan Nelson che indicando le priorità della politica di difesa e sicurezza del paese ha detto «che la sicurezza delle risorse è una di queste. Ovviamente il Medio Oriente, non solo in Iraq, ma nell'intera regione - ha aggiunto - è uno dei principali fornitori di energia, in particolare petrolio, del mondo». Parole che hanno spinto l'opposizione ad accusare il governo di aver mentito sulle vere ragioni della guerra.
«Era il petrolio di Saddam Hussein e non le armi di distruzione di massa, nella mente di Bush, Blair ed Howard quando hanno iniziato questo monumentale errore che è costato la vita a 67mila civili» ha detto il leader dei Verdi, Bob Brown.




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