Australia: «Siamo in Iraq per il petrolio»
«Ma anche per evitare la guerra tra sciiti e sunniti e il radicamento di Al Qaeda». Il premier Howard: «Terrorismo prima minaccia»
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CANBERRA - «La protezione delle risorse petrolifere è una delle ragioni per le quali le nostre truppe sono in Iraq». La clamorosa dichiarazione è del ministro della Difesa australiano, Brendan Nelson, effettuata davanti ai microfoni della radio nazionale Abc. «Altre due motivazioni sono evitare che la crisi umanitaria non degeneri nella guerra tra sciiti e sunniti, ed evitare il radicamento di Al Qaeda nel Paese. Per questi e altri motivi è estremamente importante che l'Australia non abbandoni prematuramente l'Iraq prima di una stabile sicurezza», ha detto Nelson che poi ha aggiunto: «Il Medio oriente, non solo l'Iraq, è un importante fornitore di energia, e gli australiani devono riflettere su cosa succederebbe se ci fosse un prematuro ritiro dall'Iraq».
POLEMICHE - L'Australia ha tuttora mille soldati in Iraq più altri 600 militari tra marinai e aviatori nella regione. Nel 2003 il primo ministro John Howard, uno dei più ferventi sostenitori della politica del presidente americano George W. Bush, inviò 2 mila soldati in Iraq. L'opposizione laburista ha detto che, se dovesse vincere le elezioni previste a fine anno,Il primo ministro australiano John Howard (Ap)
ritirerà tutti i soldati australiani dell'Iraq. Il commento del portavoce del Partito laburista alle dichiarazioni del ministro Nelson: «Ci sono voluti quattro anni per dire il vero motivo per il quale siamo in Iraq».
HOWARD - Poco più tardi il premier Howard, parlando a 300 esperti di difesa e sicurezza nazionale all’Istituto di strategia politica di Canberra, ha dichiarato che il terrorismo islamico rimarrà una delle maggiori sfide alla sicurezza nazionale dell’Australia e dei suoi alleati. «I recenti attacchi sventati a Londra e Glasgow hanno sottolineato la minaccia che proviene dall’estremismo islamico e portato alla luce possibili connessioni con l’Australia. Gli attacchi portati nel mondo islamico ci ricordano che tutte le comunità che lottano per la democrazia e la tolleranza sono a rischio».
05 luglio 2007
www.corriere.it


Il primo ministro australiano John Howard (Ap)
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