MILANO — I concorrenti di Telecom fanno quadrato sullo scorporo della rete. Vodafone, Fastweb, Wind, Tiscali, British Telecom, Tele2, Welcome Italia ed Eutelia hanno inviato all’Authority delle comunicazioni un documento congiunto in cui viene sottolineata la necessità della separazione per correggere le asimmetrie di mercato e aumentare la concorrenza. Separazione che deve riguardare sia l’attuale dorsale in rame sia la new generation network.
E’ la prima volta che i competitor diTelecom si muovono compatti. Hanno scelto di farlo su un tema strategico, come quello della rete, e per di più in una fase in cui iniziano a emergere visioni differenti tra l’Authority e il gruppo telefonico. Nella lettera inviata ieri al termine della fase di consultazione pubblica avviata da Corrado Calabrò sul tema dello scorporo, l’analisi delle otto società parte dalla constatazione che «a dieci anni dall’avvio del processo di liberalizzazione » il mercato della telefonia, «e soprattutto della banda larga» è caratterizzato «da una posizione di assoluta dominanza da parte dell’operatore ex monopolista» e presenta «criticità strutturali che rischiano di compromettere il futuro assetto competitivo del mercato». In questo contesto lo scorporo della rete rappresenta dunque non un’occasione per riequilibrare il mercato ma, scrivono, «un necessario rimedio» alle distorsioni. Quelle attuali e quelle che rischiano di venirsi a creare con la rete di nuova generazione, che potrebbe portare a una «rimonopolizzazione del mercato da parte dell’operatore dominante ». Motivo per cui a detta di Vodafone, Fastweb, Wind, Bt, Tiscali, Tele2, Eutelia e WelcomeItalia nel perimetro da scorporare vanno inclusi «tutti gli asset che, attualmente e nel prevedibile futuro, sono necessari per fornire i servizi all’ingrosso». Quindi anche la new generation network. Per vigilare sul processo di separazione i competitor di Telecom propongono l’istituzione di un «organismo indipendente» con un «ruolo attivo dell’Autorità nella definizione di un processo che assicuri una gestione efficiente» della rete e garantisca parità di accesso, rispetto del principio di neutralità tecnologica e soprattutto garanzia di ritorno sugli investimenti.
Insomma le otto società firmatarie del documento hanno le idee chiare su come deve procedere il lavoro dell’Authority per le comunicazioni. E non solo sullo scorporo ma anche sulla trattativa con Telecom, al punto da ritenere «paradossale» che l’Authority possa concedere un allentamento dei vincoli posti a Telecom sul fronte delle tariffe o delle offerte al mercato retail, in cambio dello separazione funzionale. Cosa che invece il gruppo telefonico sembra orientato a chiedere. Giusto una settimana fa Pistorio ha fatto presente che nel momento in cui il controllo dell’infrastruttura sarà ceduto, anche i vincoli posti in capo alla società devono decadere. Tuttavia, è scritto nella lettera inviata all’autorità, Telecom «continua ad avere quote pari al 95% del mercato degli accessi, 70% del mercato della larga banda e il 67% del mercato dei servizi di fonia nazionale» nel settore retail. Dunque «sarebbe paradossale associare a talemisura un premio per Telecom ».
Federico De Rosa
05 luglio 2007
qualcuno può rinfrescare la memoria su cosa prevedeva lo "scandaloso" "Piano Rovati"?




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