René Guénon nel gennaio del 1939 scrisse un articolo di una importanza enorme: la ' Realizzazione ascendente e realizzazione discendente', ora nel volume ' Iniziazione e realizzazione spirituale'. In questo articolo spiegava: " La realizzazione totale dell'essere si può vedere come l'unione di due aspetti in qualche modo corrispondenti a due fasi di esse, l'una ' ascendente ', l'altra ' discendente'. L' esame della prima fase, in cui l'essere partito da un certo stato di manifestazione si eleva fino all'identificazione con il suo principio non manifestato, non può sollevare difficoltà alcuna, in quanto è questo che, ovunque e sempre, viene espressamente indicato come il processo ed il fine essenziale di ogni iniziazione, quella che culmina nella 'uscita dal cosmo', e per conseguenza nella liberazione dalle condizioni limitative di qualsiasi stato particolare d'esistenza. Della seconda fase per contro, quella che riguarda la ' ridiscesa' nel manifestato, sembra si sia parlato molto più raramente ed in molti casi in maniera molto meno esplicita......". Più in là nell'articolo affermava: " Per rifarsi subito all'esempio forse più noto, anche se di solito non altrettanto ben compreso, la differenza in questione è in definitiva quella che esiste fra il Pratyeka-Buddha e il Bodhisattwa...".
Vediamo ora di approfondire sommariamente la dottrina, che come dice Guénon non ben compresa, della differenza fra Pratyeka-Buddha e Bodhisattva.
Il Buddha Shakyamuni, su richiesta del dio Brahma, decise di cominciare la sua predicazione, quindi presentò i suoi insegnamenti in tre tappe principali, note appunto come "le tre rotazioni della ruota del dharma". Ha insegnato la prima ruota nel Parco delle Gazzelle a Sarnath, l'attuale Benares, la seconda sul Picco degli Avvoltoi a Rajagriha e la terza a Vaishali.
Fu nel corso della seconda rotazione che il Buddha trasmise i preziosi insegnamenti conosciuti come i "Sutra della perfezione della saggezza" , Prajnaparamitasutra. Questi Sutra sono difficili da capire quindi, quattrocento anni dopo il nirvana del Buddha, apparve il protettore Nagarjuna che compose numerosi commentari, spiegando tutte le tappe della profonda via che il Buddha aveva insegnato nei Sutra Prajnaparamita. Così fece, in seguito, anche il supremo Asanga, fornendo altri commentari.
Ma le capacità degli esseri umani diminuiscono, declinano e resero necessario verso il VI sec. d.C. un nuovo commentario dal titolo Madhyamakavatara scritto da Chandrakirti, principale discepolo di Nagarjuna.
Il primo verso del Madhyamakavatara ( che ci riporta alle parole di Guénon ) recita:
I semplici uditori e i buddha intermedi sono nati dai potenti esseri vincitori,
I buddha sono nati dai bodhisattva,
La mente della compassione, la saggezza della non dualità
E il bodhicitta sono le cause dei figli dei conquistatori.
Va qui innanzi tutto sottolineato che coloro che seguono la via Hinayana sono motivati dal desiderio di raggiungere la Liberazione dal samsara per se stessi ( il che equivale alla descrizione della realizzazione ascendente ), mentre coloro che seguono la via Mahayana sono motivati dal desiderio di raggiungere la piena Illuminazione per il bene di tutti gli esseri viventi ( il che equivale alla descrizione della realizzazione discendente ).
Questo verso di Chandrakirti ci aiuta a distinguere gli esseri saggi in quattro tipi: gli Sravaka , i Buddha solitari ( Pratyeka-Buddha ), i Bodhisattva e i Buddha. Sravaka e Pratyeka-Buddha appartengono alla via Hinayana, i Bodhisattva e i Buddha appartengono alla via Mahayana.
Il verso del testo radice viene diviso in tre parti:
1- Come gli Sravaka e i Pratyeka-Buddha sono nati dai Buddha.
2- Come i Buddha sono nati dai Bodhisattva.
3- Le tre cause principali di un Bodhisattva.
Lo Sravaka è un praticante che è entrato nella via Hinayana e annuncia: " Io ho praticato esattamente come ho udito gli insegnamenti corretti. A partire da adesso non conoscerò più nessuna rinascita nel samsara ( Liberazione )". Nella via dei "semplici Uditori", Sravaka-yana si aspira a divenire un arhat. Gli Uditori generano la rinuncia al samsara contemplando le quattro nobili verità.
I Pratyeka-Buddha o Buddha solitari sono superiori agli Uditori e generano la rinuncia al samsara contemplando i dodici anelli in relazione dipendente. Le scritture sacre denominano questi praticanti dei " realizzatori solitari simili a dei rinoceronti ", perché come i rinoceronti vivono nella solitudine.
Se sia gli Sravaka che i Pratyeka-Buddha sono nati dai Buddha, i Buddha da quale causa provengono? Chandrakirti dona la risposta nella seconda riga del verso : i Buddha sono nati dai Bodhisattva. Quindi per realizzare l'Illuminazione un praticante del Mahayana deve divenire un Bodhisattva e raggiungere la realizzazione spontanea del bodhicitta ( mente dell' Illuminazione ).
Se gli Uditori e i Buddha solitari sono nati dai Buddha, e i Buddha dai Bodhisattva, da quali cause i Bodhisattva provengono? Chandrakirti risponde nelle due ultime righe del verso spiegando che il Bodhisattva ha tre cause principali: la mente di grande compassione ( la radice delle due cause seguenti ), la saggezza della non-dualità ( che realizza la vacuità ) e il bodhicitta ( il grande desiderio di diventare un buddha per il bene di tutti gli esseri viventi ).
Riassumendo: gli Sravaka e i Pratyeka-Buddha sono nati dai Buddha, i Buddha sono nati dai Bodhisattva, i Bodhisattva sono nati dal bodhicitta e dalla saggezza non-duale e questi ultimi sono nati a loro volta dalla compassione. La grande compassione ( che come dice Guénon non va confusa "con 'altruismo', 'umanitarismo' , 'filantropia', e altri piatti 'ideali' celebrati dai moralisti, che ......sono fin troppo evidentemente sprovvisti di qualsiasi carattere trascendente o sovrumano...") è la radice di tutte le vie spirituali e di tutti gli esseri superiori.
Appare ora chiara l'affermazione che anche dopo aver realizzato la buddhità, è necessario rimettersi alla grande compassione.
Quindi quella "ridiscesa", la grande compassione, che non è "un desiderio - come dice Guénon - di 'restare nel mondo', allorchè non si tratta affatto di restarvi, ma, ben diversamente, di ritornarvi dopo esserne usciti ", agisce per il bene di tutti gli esseri viventi, per far sì che tutti ( e sottolineo con forza "tutti") gli esseri senzienti raggiungano la buddhità.
KD




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