"Ora potete scrivere il mio necrologio"
Finì così una giornata parlamentare memorabile nella storia italiana.
Perchè mai Matteotti dovette concludere in tal modo il suo intervento, che invece di 20 minuti, durò ben 2 ore e più?
Cosa disse mai al Parlamento?
Disse che il partito fascista, appena eletto con una legge truffaldina, che avrebbe dato al 25% del paese il 67% dei seggi (Legge Acerbo), aveva imbrogliato.
Le elezioni furono quelle del 6 aprile 1924 (giorno in cui nacque Eugenio Scalfari ndr.)
Aveva imbrogliato su larga scala le elezioni.
Credo che dopo l'intervento di Gramsci, il quale condannò la legge contro la massoneria di Mussolini, questo di Matteotti si possa tranquillamente annoverare tra gli eventi più importanti dell'antifascismo. Quello più vero, più carico di importanza storica e politica.
Pensate solo come esordì il Duce: egli disse all'inizio del dibattimento "Questo è senza dubbio l'ultimo esperimento parlamentare che si terrà in Italia. Se fallirà, il Parlamento sarà chiuso e verranno istituiti nuovi organi di governo"
Non male come incipit.
Di particolari aneddoti in quella calda giornata di metà primavera se ne potrebbero raccontare tanti.
Vediamo se riesco a non creare un calderone dantesco senza nè capo, nè coda.
1. Cesare Forni: questo simpatico fascista si presentò in camicia nera, con giacca grigia e guanti marrone. Tutti, all'infuori di lui indossavano guanti bianchi. Il motivo di questo gesto? Pubblica protesta per le bastonate che aveva ricevuto dai suoi camerati fascisti. E perchè mai? I piani alti del partito avevano bloccato il processo di pulizia nelle alte sfere del partito causa corruzione
2. Alfredo Rocco, il presidente della Camera, per salvare il partito fascista, propose in discussione la questione della convalida della nomina a deputati dei suoi camerati senza che questa fosse all'ordine del giorno. L'opposizione non se l'aspettava. Tutti caddero in crisi. Come potevano ribattere all'ordine del giorno senza documenti? Senza essersi adeguatamente preparati? Se non argomentavano, la seduta sarebbe stata chiusa, e l'accusa di brogli passata nel dimenticatoio. Furbo il fascio...
3. Matteotti, nel caos creatosi, prese la parola. E fu l'inizio della bolgia. Non aveva nulla di preparato, ma improvvisò.
Come iniziò il socialista mingherlino?
"Tanto per incominciare il governo ha ammesso di non attribuire alcun vero valore a queste elezioni. Se fossero stati sconfitti nelle cabine elettorali, i fascisti erano pronti ad impadronirsi del potere con la forza"
4. Mussolini ribattè a Matteotti che le elezioni si svolsero regolarmente. Bisogna sapere che in alcune zone d'Italia, vi erano controllori internazionali per convalidare l'operato corretto.
"Stranamente in quelle zone noi dell'opposizione abbiamo vinto con facilità" disse Matteotti.
5. Roberto Bencivenga, deputato dell'opposizione fu aggredito da 4 loschi figuri. Balbo, Bastianini, Starace e Terruzzi.
Chi erano costoro? Fascisti iscritti alla loggia massonica filocattolica di piazza del Gesù.
Bencivenga era iscritto alla loggia massonica concorrente, quella del Grande Oriente di Francia. Questo scontro tra logge fu cruciale per l'instaurarsi della vittoria della prima loggia sulla seconda. I fascisti, però, approvarono la legge contro la Massoneria. Mmm, quale massoneria volevano bloccare? Tutte, od invece solo qualcuna? Ma questa è un'altra storia
6. Roberto Farinacci, capo dei fascisti di Cremona, urlò a Matteotti
"Piantala o faremo ciò che non abbiamo ancora fatto. Stai zitto!"
7. Matteotti concluse il suo intervento con la famosa frase
"Voi non potete tenere una nazione divisa tra padroni e schiavi. Un sistema del genere provoca arbitrio e rivolta. Se invece ristabilirete a libertà, ci saranno errori e momentanei eccessi, ma il popolo italiano come tutti gli altri, dimostrerà di saper correggere quegli errrori da solo"
8. Mussolini, imbattendosi in Giovanni Marinelli, segretario amministrativo del partito fascista, disse
"Se non foste un branco di codardi, nessuno avrebbe avuto il coraggio di fare un discorso del genere!"
9. La stampa internazionale, presente al dibattito, fece un resoconto dettagliato della giornata parlamentare del 30 maggio 1924. Dedicandola alla storia.
E da lì in poi, Matteotti aspettava solo il giorno della sua morte.


Rispondi Citando
6856



