
Originariamente Scritto da
scledum
WWW.BLOGGERS.IT/SCHIO -----------------------------------------------
Oggetto: lettera aperta al direttore
Caro direttore,
non le ruberò molto spazio poiché le gratuite polemiche a margine della tradizionale cerimonia per ricordare le 54 vittime dell’eccidio di Schio, e con loro tutti i Caduti, civili e militari, della Repubblica Sociale Italiana, le voglio lasciare a chi vorrà farle, dato che da quello che sono riuscito a sapere gli agitatori del giorno dopo sembrano essere abbastanza numerosi.
Mi limito a manifestare la soddisfazione della nostra organizzazione per essere riusciti a portare a termine ciò che ci eravamo prefissi, nonostante l’arroganza di una sinistra sempre più in rovina e caparbiamente incapace non solo di rivolgere lo sguardo avanti ma di parlare al paese reale, malgrado le continue azioni di disturbo dei parlamentari vicentini e nonostante gli assurdi e ingiusti divieti che ci sono stati imposti. Divieti, che per inciso, abbiamo rispettato.
Diversamente da quanto scritto ieri dal segretario comunista scledense Gianmarco Anzolin la nostra presenza alle ex carceri è stata concordata assieme ai dirigenti della Questura.
La sinistra non voleva il corteo e così è stato: per quale ragione quindi prendersela in questo modo con il Questore di Vicenza? Francamente non comprendo tutto questo nervosismo. La sinistra che oggi protesta contro le Forze dell’ordine accusandole di non essere in grado di fare il proprio lavoro, evidentemente non ricorda che in questi mesi di proteste contro la base Usa al Dal Molin hanno potuto fare di tutto o quasi. Non si contano le manifestazioni non autorizzate e le occupazioni abusive (vedi l’aeroporto o la Basilica Palladiana), per le quali la Questura ha voluto tenere una linea, mi passi il termine, “morbida”, tra l’altro criticata aspramente anche da molti esponenti del centro destra vicentino. Da tutta questa vicenda è impossibile non rilevare una curiosa e divertente convergenza che sta affiorando tra il sindaco di Vicenza Enrico Hullweck e il segretario comunista scledense. Tutti appassionatamente contro il Questore.
Battute a parte, non si capisce la ragione per cui questa strategia di lavoro intrapresa dagli uomini di viale Mazzini, che tra l’altro ha salvaguardato l’ordine pubblico, avrebbe dovuto essere differente con la nostra parte politica. Forse quelli della sinistra ritengono giusto il classico metro di giudizio dei due pesi e delle due misure?
Leggo la lettera di Anzolin e mi sforzo di trovare degli spunti nobili e politicamente legittimi, ma è così intrisa di banalità e di palesi contraddizioni che mi risulta impossibile trovarne uno. Non me ne vorrà il signor Anzolin, persona che tra l’altro stimo, ma questa sua lettera mi pare il classico intervento di chi non è in grado di accettare un confronto civile e democratico, rispettoso dell’interlocutore che ha di fronte.
Ma è risaputo che la sinistra si è sempre ritenuta moralmente un gradino superiore a tutti gli altri perché a suo dire detentrice della verità assoluta.
Chiudo queste poche righe sugli incresciosi fatti di domenica pomeriggio.
Il signor Anzolin, proprio perché non è una persona stupida, nel suo intervento ha omesso di ricordare che una cinquantina di suoi compagni di Libera Zone (quelli a cui il sindaco Luigi Dalla Via concederà un centro sociale), hanno dato vita ad una manifestazione non autorizzata, esponendo addirittura uno striscione sul sagrato del Duomo che il sottoscritto si è limitato a togliere perché sospinto da un forte senso civico e di rispetto per ciò che rappresenta quell’edificio; vale a dire un luogo sacro che non può ogni anno essere violato da quattro manigoldi in ricerca di visibilità. L’hanno presa male, i pacifisti a corrente alternata, tanto da sentirsi giustificati ad aggredirmi fisicamente, anche se poi non sono riusciti nel loro intento solo grazie al solerte intervento delle Forze dell’ordine. Tra gli aggressori c’era il signor Francesco Pavin: un grande uomo di pace che proprio in questi giorni ha avuto ancora modo di recitare la parte del santarellino, tutto bandiere arcobaleno e propositi pacifisti. Ma lasciatemi raccontare un aneddoto. L’altra sera mentre guardavo un telegiornale locale che riportava la cronaca della conferenza stampa indetta al Presidio permanente sulla questione della pallottola recapitata alla Bottene, con mio vivo stupore ho notato aleggiare sulla sua crapa da disobbediente incallito una splendida aureola. Dio santo! Mi sono detto. Vuoi mica che lassù in questa epoca di crisi di vocazioni si sono messi a liquidare anche le patenti di santità?! Non nego che la cosa mi ha turbato notevolmente.
Caro direttore, e concludo veramente, è mai possibile che dopo oltre 60 anni gli italiani che vogliono onorare i cosiddetti “vinti” non abbiano diritti neanche fossero gli ultimi clandestini sbarcati sulle coste di Lampedusa? E’ mai possibile?
Alex Cioni
PORTAVOCE DI CONTINUITÀ IDEALE