Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito D'accordo che l'alcool fa male, ma....

    Questa è troppo toga!!!



    Sinnai 09.07.2007
    Oggetto: il “limite” alla vendita del liquore di Mirto, prodotti liquidi come vino e olio.
    Apprendo dagli organi di stampa dell’avvenuta asta di beneficenza attraverso la vendita delle bottiglie di Liquore di Mirto sequestrate all’ingresso dell’aeroporto di Cagliari.
    Seppur condividendo il nobile fine del ricavato e conoscendo le norme internazionali antiterrorismo che limitano l’imbarco di liquidi negli aerei, come ASSESSORE AL TURISMO E COMMERCIO del Comune di Sinnai, mi preme sottolineare la discriminante commerciale che subiscono i produttori locali, soprattutto di liquori di Mirto e Filu ’e Ferru.
    A Sinnai sono presenti un liquorificio ed una distilleria che danno numerosi posti di lavoro diretti e indiretti (attraverso la raccolta delle bacche). Essi si attestano nel mercato come prodotti di eccellenza che però rimangono discriminati dalla possibilità di vendita dei liquori per un utilizzo turistico; stessa sorte subiscono i produttori gli oleifici e le cantine locali.
    Il limite all’ingresso di liquidi negli aeroporti penalizza la produzione del Liquore di Mirto ed in particolar modo quelle aziende che non hanno la possibilità di vendere i loro prodotti nella zona commerciale aeroportuale.
    Il Liquore di Mirto è un vero e proprio prodotto tipico Sardo ambasciatore del più tradizionale sapore di Sardegna e quindi dei luoghi in cui si produce, Sinnai è uno di questi. Riterrei giusto che i gestori dell’Aeroporto di Cagliari e di tutta la Sardegna pongano in essere alcune iniziative di tutela dei produttori affinché vendano le referenze all’interno dello scalo. I liquori e altri prodotti liquidi venduti all’interno, nei negozi di privati che legittimamente ponderano le loro referenze, possono essere tranquillamente imbarcati. Chiedo a tal proposito, agli Enti gestori degli aeroporti della Sardegna, che si possano mettere a disposizione degli spazi espositivi mediante i quali sia garantita l’equa possibilità di vendita a tutti i produttori e nello specifico di Mirto della Sardegna. In questo caso l’Assessorato al Turismo e Commercio di Sinnai è ben lieto di collaborare a tutela dell’aspetto turistico e commerciale della nostra terra.

    A sostegno delle nostre richieste faccio presente che è capitato, di recente, che intere comitive di turisti avessero acquistato Liquori di Mirto o Filu ‘e Ferru aventi specifici riferimenti sinnaesi e siano stati costretti a lasciare i prodotti all’ingresso degli imbarchi. Hanno avuto la possibilità di acquistare altri prodotti simili all’interno dell’aeroporto ma, essendo di differenti marche e diversa provenienza, non avevano lo stesso valore “turistico” di quelli acquistati nella località dove avevano soggiornato.
    Ringrazio gli organi di stampa che avranno la bontà di pubblicare tali riflessioni critiche e gli enti gestori che permetteranno a questo Assessorato di tutelare i propri cittadini imprenditori.

    Josto Murgia
    Assessore al Turismo e Commercio
    Comune di Sinnai

    Il problema, ovviamente, non riguarda solo il Mirto ma anche Fil'e Ferru, Abba Ardente, vini di ogni genere, bevande analcooliche, olio e chissà che altro.
    Ora, se è vero che la guerra contro il terrorismo è sacrosanta, è altrettanto vero che il terrorismo è anche il prodotto della prepotenza dei cosiddetti esportatori di democrazia, e non c'entra con le tradizioni pacifiche e con l'economia della Sardegna.
    La Sardegna stessa, d'altra parte, offre ogni giorno al conflitto globalizzato un tributo ormai insostenibile in termini di vincoli di ogni genere, che ne penalizzano fortemente l'economia ed rendono oscuro il futuro dei suoi figli.
    In casi del genere sarebbe un bel segno, bello e davvero concreto, se il Governo Regionale volesse affrontare il problema e risolverlo consentendo a tutti i Produttori Sardi di proporre sugli scaffali degli aeroporti Sardi bevande, vini, liquori e alcoolici, senza distinzione. Ad una situazione di emergenza, perfettamente comprensibile, si risponderebbe con una soluzione di emergenza, altrettanto comprensibile.
    Sicuramente più comprensibile del fatto che chi compra la bottiglia di liquore continentale o straniero nell'aeroporto di Cagliari, la può portare con se in aereo, mentre chi acquista le stesse cose Sarde fuori dall'aeroporto, semplicemente non può farlo, e gli vengono sequestrate le bottiglie.

    OCCHENONSIA UNA IDEA RAFFINATA PER TOGLIERE IL VIZIO DEL BERE A QUALCUNO?

  2. #2
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    sighei a votai partidusu itaglianusu ca jai si poninti a noranta gradusu!!!!questo e' il risultato dell'autonomismo che avete sempre voluto

  3. #3
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    Predefinito joele71

    grazie per la pubblicazione. penso che possa essere uno dei tanti temi di cui noi sardisti dobbiamo interessarci. torrausu a battallai po is sardus, is impresasas sardasa e po sa terra nostra mancai cun pitticheddasa (ma mannasa) battallasa chi seu faendi.
    a si biri e totusu impari forza paris

  4. #4
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Saludi joele71, e beni benìu.
    Ci ddas fatta a scrì innoi…

    Sull’ argomento in questione, leggendo le nuove regole a cui si fa riferimento, quelle che limitano l’imbarco di liquidi negli aerei, riguardano il bagaglio a mano.
    Mentre è sempre consentito trasportare liquidi all’interno del bagaglio da stiva, se non ho capito male.

  5. #5
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    Predefinito

    Confermo.
    Ho viaggiato fino a pochi giorni fa sia volo con Meridiana che Middle East Airlines ed entrambi stesse regole, pochi liquidi a mano e liquidi a volontà in stiva, entro i limiti del peso generale consentito per tali voli.

  6. #6
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito L’UNIONE SARDA, 13 luglio 2007

    Le norme di sicurezza penalizzano pesantemente i piccoli produttori sardi
    Vino, mirto e olio d’oliva: in aereo non c’è posto

    La protesta, in aeroporto, ha la forma di una bottiglia di mirto, ma anche di vino o d’olio. Le stesse che vengono sequestrate in questi giorni ai turisti: per le norme antiterrorismo, i liquidi non possono viaggiare come bagaglio a mano.
    Protesta il segretario del Psd’Az Efisio Trincas: un danno per i piccoli produttori.
    In sintonia il Comune di Sinnai: lo scippo ai turisti penalizza il territorio. In trincea i produttori: vino e olio, anche per proporre gli "assaggi" oltre il mare, devono viaggiare nella stiva.

    A PAGINA 7

    AREOPORTI SARDI
    PROTESTE IN BOTTIGLIA

    Mirto e vino, souvenir sotto sequestro
    I produttori: niente sconti nemmeno per le missioni commerciali


    Bottiglie al setaccio negli aeroporti: mirto, olio, vino.
    Il Comune di Sinnai: penalizzati turisti e piccoli produttori.


    Uno schiaffo al turista. E l'altro all'economia agroalimentare della Sardegna. C è aria di rivolta, nell'isola, per le misure di sicurezza che, negli aeroporti, riguardano le sostanze liquide. Senza eccezioni. «Souvenir? Ci dispiace, ma non può imbarcarlo». E così vino, olio, mirto, miele e via elencando finiscono sotto sequestro. Ma non fanno eccezione le due bottiglie-campione che il direttore commerciale di una cantina o di un oleificio porta con sé nella ventiquattrore per l'incontro con il ristoratore della penisola o con l'importatore inglese. L’addetto alla sicurezza, a Elmas così come ad Alghero e Olbia - ma le norme riguardano tutta l'Europa - può anche sforzarsi di essere gentile, ma non sono ammesse eccezioni.

    DANNO ECONOMICO. La polemica sta esplodendo in questi giorni: l'estate 2007, infatti, rappresenta il primo banco di prova delle nuove norme rapportate ai flussi turistici. Il risultato è nelle decine di bottiglie che, quotidianamente, finiscono in una stanzetta dell'aeroporto. «E poi, come ho letto sul giornale, in qualche asta benefica», rilancia Josto Murgia, assessore al Turismo e, Commercio di Sinnai. «Seppur condividendo il nobile fine del ricavato e conoscendo le norme internazionali antiterrorismo, mi preme sottolineare», aggiunge Murgia, «la discriminazione commerciale che subiscono i nostri prodotti, soprattutto i liquori di mirto e di filu'e ferru».

    SARDISTI IN CAMPO. Una polemica rilanciata anche da Efisio Trincas, segretario nazionale del Partito sardo d'Azione. «Molti piccoli produttori di olio, vino e mirto stanno subendo. Non riescono ad entrare e vendere direttamente in aeroporto: questo sistema», aggiunge Trincas, «vincola il turista a comprare la bottiglia souvenir direttamente prima di salire in aereo. Mi chiedo: è giusto che alcuni abbiamo la possibilità di fare affari dentro un luogo pubblico ed altri no?». A rimetterei sono i piccoli produttori, ma anche l'immagine del territorio e della Sardegna tutta. E quindi la sua economia. «A Sinnai», dice Josto Murgia, «operano un liquorificio e una distilleria che danno numerosi posti di lavoro. Vantano produzioni dì eccellenza penalizzate però, così come le cantine e gli oleifici, dal non poter vendere nella zona commerciale dell'aeroporto. Capita sempre più spesso», aggiunge Murgia, «che comitive di turisti acquistino prodotti delle nostre aziende ma poi siano costretti a lasciarli all'ingresso degli imbarchi». Sì, rilancia l'assessore di Sinnai, «con una spesa supplementare hanno la possibilità di acquistare altri prodotti superati i controlli, ma non hanno lo stesso valore turistico di quelli acquistati nelle località dove si è soggiornato». Josto Murgia si appella cosi alle tre società di gestione degli scali sardi affinché «possano mettere a disposizione degli spazi espositivi per garantire eque possibilità di vendita per tutti i produttori, a partire dal mirto».

    GLI IMPRENDITORI. Dal 6 novembre, data di entrata in vigore delle nuove regole sulla sicurezza negli aeroporti dell'Unione europea, vivono pesanti disagi organizzativi le imprese produttrici. «Se devi andare a Verona o a Milano per incontrare un buyer o un imprenditore turistico interessato ai tuoi vini, sei costretto a imbarcare il prodotto nella stiva», testimonia Gino Massidda, imprenditore agricolo titolare di una nuova cantina a Ussana. «A parte i tempi morti nell'attesa del bagaglio in una trasferta che dura mezza giornata, la sistemazione nella stiva», aggiunge Massidda, «non è certo quella ideale, per temperatura e movimenti, per un vino che, di E a poco, deve ben figurare per poter chiudere un accordo commerciale».

    L’OLIO NELLA STIVA. Un discorso che vale tanto piti per l'olio: «Far viaggiare una bottiglia d'olio nella stiva è una iattura», protesta da Ittiri Tore Sanna, amministratore della Olio Sardegna srl. «A parte l'alterazione delle caratteristiche, il rischio che le bottiglie si rompano è concreto. Nei giorni scorsi», racconta Sanna, «avevo un incontro commerciale a Faenza e ho spedito il prodotto tramite corriere: la bottiglia si è rotta! Trasferta a vuoto e brutta figura». Il discorso vale anche quando sono le aziende sarde a ospitare i buyer. «L’altra settimana», racconta ancora Tore Sanna, «abbiamo ospitato a Ittiri alcuni importatori giapponesi. Ci hanno chiesto alcune bottiglie campione. Quando ho spiegato che avrebbero dovuto viaggiare in valigia, in mezzo agli abiti e alla biancheria, hanno rinunciato». L’auspicio di Sanna, considerato che spesso alla cloche degli aeroporti ci sono le Camere di Commercio, «è che si sensibilizzi l'Enac per far si, che a livello internazionale, venga sollevato concretamente il problema delle aziende alimentari, magari studiando un documento, un certificato, un passaporto che accompagni la bottiglia nel bagaglio a mano».

    EMANUELE DESSI’



    LE REGOLE
    Limiti legati all'antiterrorismo
    Per la sicurezza a bordo
    sono vietati molti liquidi

    Per proteggere i passeggeri dalla nuova minaccia terroristica rappresentata dagli esplosivi in forma liquida, dal 6 novembre, in tutti gli aeroporti dell'Unione europea, ma anche in Norvegia, Islanda e Svizzera, sono entrato in vigore le nuove, misure di sicurezza che limitano la quantità di sostanze liquide che è possibile portare a bordo come bagaglio a mano. Nel sito della Sogaer (www.sogaer.it) è possibile prendere visione della nota informativa dell'Enac (l'Ente nazionale per l'aviazione civile). Alle nuove regole «sono soggetti tutti ì passeggeri in partenza dagli aeroporti della Ue, compresi i voli nazionali, qualunque sia la loro destinazione».

    BAGAGLIO A MANO. Nei punti di controllo di sicurezza aeroportuale passeggero e bagaglio a mano vengono controllati per individuare, oltre agli altri articoli già proibiti, anche eventuali sostanze liquide. «Le nuove regole non pongono alcun limite alle sostanze liquide che si possono acquistare nei negozi situati nelle aree poste oltre i punti di controllo o a bordo degli aeromobili utilizzati da compagnie aeree appartenenti alla Ue».

    I LIMITI. Mentre non ci sono limitazioni per i liquidi inseriti nel bagaglio da stiva (quello consegnato al check-in per essere ritirato nell'aeroporto dì destinazione), nel bagaglio a mano i liquidi consentiti sono invece in piccola quantità. «Dovranno essere contenuti», si legge nella circolare dell'Enac, «in recipienti dalla capacità massima di 100 millilitri (1/10 di litro) od equivalenti (100 grammi)». 1 recipienti dovranno essere inseriti in un sacchetto di plastica trasparente e richiudibile, di capacità non superiore a un litro. «Dovrà essere possibile chiudere il sacchetto con il rispettivo contenuto, cioè i recipienti dovranno poter entrare comodamente nel sacchetto». Per ogni passeggero, bambini compresi, sarà permesso il trasporto «di uno e un solo sacchetto di plastica. Possono essere trasportati al di fuori del sacchetto, e non sono soggetti a limitazione di volume, le medicine e i liquidi prescritti a fini dietetici, come gli alimenti per bambini».

 

 

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