Le norme di sicurezza penalizzano pesantemente i piccoli produttori sardi
Vino, mirto e olio d’oliva: in aereo non c’è posto
La protesta, in aeroporto, ha la forma di una bottiglia di mirto, ma anche di vino o d’olio. Le stesse che vengono sequestrate in questi giorni ai turisti: per le norme antiterrorismo, i liquidi non possono viaggiare come bagaglio a mano.
Protesta il segretario del Psd’Az Efisio Trincas: un danno per i piccoli produttori.
In sintonia il Comune di Sinnai: lo scippo ai turisti penalizza il territorio. In trincea i produttori: vino e olio, anche per proporre gli "assaggi" oltre il mare, devono viaggiare nella stiva.
A PAGINA 7
AREOPORTI SARDI
PROTESTE IN BOTTIGLIA
Mirto e vino, souvenir sotto sequestro
I produttori: niente sconti nemmeno per le missioni commerciali
Bottiglie al setaccio negli aeroporti: mirto, olio, vino.
Il Comune di Sinnai: penalizzati turisti e piccoli produttori.
Uno schiaffo al turista. E l'altro all'economia agroalimentare della Sardegna. C è aria di rivolta, nell'isola, per le misure di sicurezza che, negli aeroporti, riguardano le sostanze liquide. Senza eccezioni. «Souvenir? Ci dispiace, ma non può imbarcarlo». E così vino, olio, mirto, miele e via elencando finiscono sotto sequestro. Ma non fanno eccezione le due bottiglie-campione che il direttore commerciale di una cantina o di un oleificio porta con sé nella ventiquattrore per l'incontro con il ristoratore della penisola o con l'importatore inglese. L’addetto alla sicurezza, a Elmas così come ad Alghero e Olbia - ma le norme riguardano tutta l'Europa - può anche sforzarsi di essere gentile, ma non sono ammesse eccezioni.
DANNO ECONOMICO. La polemica sta esplodendo in questi giorni: l'estate 2007, infatti, rappresenta il primo banco di prova delle nuove norme rapportate ai flussi turistici. Il risultato è nelle decine di bottiglie che, quotidianamente, finiscono in una stanzetta dell'aeroporto. «E poi, come ho letto sul giornale, in qualche asta benefica», rilancia Josto Murgia, assessore al Turismo e, Commercio di Sinnai. «Seppur condividendo il nobile fine del ricavato e conoscendo le norme internazionali antiterrorismo, mi preme sottolineare», aggiunge Murgia, «la discriminazione commerciale che subiscono i nostri prodotti, soprattutto i liquori di mirto e di filu'e ferru».
SARDISTI IN CAMPO. Una polemica rilanciata anche da Efisio Trincas, segretario nazionale del Partito sardo d'Azione. «Molti piccoli produttori di olio, vino e mirto stanno subendo. Non riescono ad entrare e vendere direttamente in aeroporto: questo sistema», aggiunge Trincas, «vincola il turista a comprare la bottiglia souvenir direttamente prima di salire in aereo. Mi chiedo: è giusto che alcuni abbiamo la possibilità di fare affari dentro un luogo pubblico ed altri no?». A rimetterei sono i piccoli produttori, ma anche l'immagine del territorio e della Sardegna tutta. E quindi la sua economia. «A Sinnai», dice Josto Murgia, «operano un liquorificio e una distilleria che danno numerosi posti di lavoro. Vantano produzioni dì eccellenza penalizzate però, così come le cantine e gli oleifici, dal non poter vendere nella zona commerciale dell'aeroporto. Capita sempre più spesso», aggiunge Murgia, «che comitive di turisti acquistino prodotti delle nostre aziende ma poi siano costretti a lasciarli all'ingresso degli imbarchi». Sì, rilancia l'assessore di Sinnai, «con una spesa supplementare hanno la possibilità di acquistare altri prodotti superati i controlli, ma non hanno lo stesso valore turistico di quelli acquistati nelle località dove si è soggiornato». Josto Murgia si appella cosi alle tre società di gestione degli scali sardi affinché «possano mettere a disposizione degli spazi espositivi per garantire eque possibilità di vendita per tutti i produttori, a partire dal mirto».
GLI IMPRENDITORI. Dal 6 novembre, data di entrata in vigore delle nuove regole sulla sicurezza negli aeroporti dell'Unione europea, vivono pesanti disagi organizzativi le imprese produttrici. «Se devi andare a Verona o a Milano per incontrare un buyer o un imprenditore turistico interessato ai tuoi vini, sei costretto a imbarcare il prodotto nella stiva», testimonia Gino Massidda, imprenditore agricolo titolare di una nuova cantina a Ussana. «A parte i tempi morti nell'attesa del bagaglio in una trasferta che dura mezza giornata, la sistemazione nella stiva», aggiunge Massidda, «non è certo quella ideale, per temperatura e movimenti, per un vino che, di E a poco, deve ben figurare per poter chiudere un accordo commerciale».
L’OLIO NELLA STIVA. Un discorso che vale tanto piti per l'olio: «Far viaggiare una bottiglia d'olio nella stiva è una iattura», protesta da Ittiri Tore Sanna, amministratore della Olio Sardegna srl. «A parte l'alterazione delle caratteristiche, il rischio che le bottiglie si rompano è concreto. Nei giorni scorsi», racconta Sanna, «avevo un incontro commerciale a Faenza e ho spedito il prodotto tramite corriere: la bottiglia si è rotta! Trasferta a vuoto e brutta figura». Il discorso vale anche quando sono le aziende sarde a ospitare i buyer. «L’altra settimana», racconta ancora Tore Sanna, «abbiamo ospitato a Ittiri alcuni importatori giapponesi. Ci hanno chiesto alcune bottiglie campione. Quando ho spiegato che avrebbero dovuto viaggiare in valigia, in mezzo agli abiti e alla biancheria, hanno rinunciato». L’auspicio di Sanna, considerato che spesso alla cloche degli aeroporti ci sono le Camere di Commercio, «è che si sensibilizzi l'Enac per far si, che a livello internazionale, venga sollevato concretamente il problema delle aziende alimentari, magari studiando un documento, un certificato, un passaporto che accompagni la bottiglia nel bagaglio a mano».
EMANUELE DESSI’
LE REGOLE
Limiti legati all'antiterrorismo
Per la sicurezza a bordo
sono vietati molti liquidi
Per proteggere i passeggeri dalla nuova minaccia terroristica rappresentata dagli esplosivi in forma liquida, dal 6 novembre, in tutti gli aeroporti dell'Unione europea, ma anche in Norvegia, Islanda e Svizzera, sono entrato in vigore le nuove, misure di sicurezza che limitano la quantità di sostanze liquide che è possibile portare a bordo come bagaglio a mano. Nel sito della Sogaer (www.sogaer.it) è possibile prendere visione della nota informativa dell'Enac (l'Ente nazionale per l'aviazione civile). Alle nuove regole «sono soggetti tutti ì passeggeri in partenza dagli aeroporti della Ue, compresi i voli nazionali, qualunque sia la loro destinazione».
BAGAGLIO A MANO. Nei punti di controllo di sicurezza aeroportuale passeggero e bagaglio a mano vengono controllati per individuare, oltre agli altri articoli già proibiti, anche eventuali sostanze liquide. «Le nuove regole non pongono alcun limite alle sostanze liquide che si possono acquistare nei negozi situati nelle aree poste oltre i punti di controllo o a bordo degli aeromobili utilizzati da compagnie aeree appartenenti alla Ue».
I LIMITI. Mentre non ci sono limitazioni per i liquidi inseriti nel bagaglio da stiva (quello consegnato al check-in per essere ritirato nell'aeroporto dì destinazione), nel bagaglio a mano i liquidi consentiti sono invece in piccola quantità. «Dovranno essere contenuti», si legge nella circolare dell'Enac, «in recipienti dalla capacità massima di 100 millilitri (1/10 di litro) od equivalenti (100 grammi)». 1 recipienti dovranno essere inseriti in un sacchetto di plastica trasparente e richiudibile, di capacità non superiore a un litro. «Dovrà essere possibile chiudere il sacchetto con il rispettivo contenuto, cioè i recipienti dovranno poter entrare comodamente nel sacchetto». Per ogni passeggero, bambini compresi, sarà permesso il trasporto «di uno e un solo sacchetto di plastica. Possono essere trasportati al di fuori del sacchetto, e non sono soggetti a limitazione di volume, le medicine e i liquidi prescritti a fini dietetici, come gli alimenti per bambini».