A rivelarlo il Ragioniere Generale Mario Canzio in una lettera al Parlamento.
Lo Stato non ha i fondi per risarcire le vittime della mafia.
La proposta di legge prevede 10 milioni di euro ma ne servirebbero più di 300 milioni.
Roma, 9 lug.- Lo Stato non ha i fondi per risarcire le vittime della mafia. A sottolinearlo in una lettera inviata al Parlamento è il
Ragioniere Generale Mario Canzio. Dalla prima pagina del Corriere della Sera, si apprende che "la proposta di legge che equipara il vitalizio a quello delle vittime del terrorismo prevede una spesa inferiore rispetto alle necessità".
Secondo la
proposta di legge l'onere di spesa previsto sarebbe di
10 milioni di euro l'anno, ma il ministero dell'Economia non è d'accordo con le cifre, anche per via dei nuovi casi che potrebbero verificarsi ogni anno: "complessivamente 10 unità per le vittime della criminalità organizzata e dieci unità per le vittime del dovere -scrive il Ragioniere dello Stato- da aggiungere alle 500 unità' già esistenti per mano di mafia, camorra e 'ndrangheta (400 morti e 100 invalidi) e 1.550 dall' altro gruppo (1.200 morti e 350 invalidi)".
I calcoli del
ministero dell'Economia invece sembrano tener conto di 10 possibili vittime all'anno, cinque per ogni categoria, e rimangono comunque molto lontani dai 10 milioni individuati nella proposta di legge. Solo
nel primo anno di applicazione della normativa, infatti, la spesa sarebbe di circa
223 milioni di euro (considerando gli arretrati previsti) che passerebbero a 45 milioni per il secondo anno e a 55 milioni per il terzo.
Con cifre di questo genere Canzio conclude categoricamente che "con riferimento al triennio 2007-2009, nell'accantonamento di fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del ministero dell' Economia e della finanze per l'anno 2007,
non risultano risorse da destinare allo scopo".
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