A proposito della richiesta di maggiori forze dell'ordine a Milano, ecco un fatterello di un paio di settimane fa, con l'intervento della polizia in uno stabile occupato da spacciatori senegalesi e risoltosi con... le forze del presunto ordine, in tenuta anti-sommossa, scappare per paura di qualche spintone!
Proprio così: ecco dove finiscono i vostri soldi, cari contribuenti d'Italia! Non finiscono solo in miliardari ospedali mai completati, in corsi d'informatica per stranieri, in ricchi compensi per conduttori televisivi, in regali per starlettes-prostitute. Finiscono anche in reparti di polizia che, nonostante allenamento ed equipaggiamento, scappano appena vengono un po' spintonati da energumeni africani! E' quello che è successo a Milano, dalle parti di via Confalonieri, dove i poliziotti hanno avuto l'ordine di lasciare il campo libero a gruppi di criminali senegalesi, ubriachi, drogati e violenti, per di più senza permesso di soggiorno!
Patetica la scena conclusiva, con, da una parte, gli africani furiosi, dall'altra, i milanesi in protesta e, in mezzo, gli "sbirri" abbandonare il posto con la "coda tra le gambe"!
Un altro esempio di questa illiberale e corrotta Italietta globalizzata...
  • Dall'articolo "Gli immigrati respingono la polizia" (Sandro De Riccardis, La Repubblica -ed. Milano-, 13 marzo 2007):
Scatta alle sette e mezzo di sera il più imponente tentativo di liberare la
Stecca degli artigiani dagli oltre cinquanta senegalesi che dalla scorsa estate
hanno trasformato lo stabile tra via Confalonieri e via De Castilla in un
fortino della droga
. Una trentina di uomini, gli agenti del commissariato
Garibaldi Venezia e quelli del reparto mobile, presidiano in assetto
antisommossa le due entrate
. Bloccano i primi extracomunitari sorpresi
all´ingresso che sono privi di documenti e nelle tasche nascondono dosi di
cocaina. Sono i primi a essere portati via, mentre la polizia entra e subito si
scontra con un primo gruppo di spacciatori che sono seduti intorno a un fuoco.
Si alzano e protestano contro gli agenti. La polizia chiede al gruppo di
abbandonare lo stabile, ma gli occupanti non arretrano di un metro. La tensione
sale, gli stranieri urlano sempre di più, partono gli spintoni e i colpi di
manganello. Poi tutti gli immigrati si rifugiano in una vecchia officina
abbandonata, da dove non usciranno più finché la polizia non allenterà la morsa.

Gli agenti tentano di entrare. La porta a vetri sta per cedere, ma dietro c´è un
muro di corpi neri che fa pressione e la polizia non riesce a fare nemmeno un
passo avanti. Alla fine gli agenti ripiegano, trascinando con sé alcuni dei
senegalesi. Tornati sul marciapiede di via Confalonieri, aspettano davanti al
cancello per quasi venti minuti. Nel frattempo gli immigrati escono
dall´officina abbandonata. Cantano canzoni africane, ballano intorno al fuoco,
agitano ritratti di santoni neri davanti ai poliziotti che li osservano
immobili. Poi agli agenti arriva l´ordine di abbandonare il presidio e le divise
blu si spostano nel parco, cinquanta metri più in là, prima di andarsene
definitivamente.
I senegalesi escono in strada e cantano vittoria. Molti sono sotto l´effetto di
alcol e droga. Hanno di fronte residenti e passanti, giornalisti e fotografi.
Iniziano a inveire contro tutti. Lanciano pietre e cocci di bottiglie che
s´infrangono sulle auto, e tizzoni infuocati che solo per caso non colpiscono le
persone che scappano verso via Borsieri e via Volturno. Una bottiglia finisce
contro la finestra del palazzo di fronte e infrange le vetrate di un
appartamento.
È una guerriglia urbana che ricorda quella dello scorso luglio,
quando i senegalesi avevano vinto la guerra contro i marocchini e conquistato il
monopolio dello spaccio di hashish, marijuana e cocaina a colpi di pietra e
lanci di bottiglie. Allora gli scontri si erano conclusi con un marocchino in
fin di vita e il dominio incontrastato dei senegalesi. Anche ieri, la reazione
del gruppo di spacciatori è stata violenta e inaspettata. Gli agenti hanno
lasciato la zona fra la furia dei senegalesi e le proteste dei residenti.
«C´è
bisogno di un intervento risolutivo - protestavano alcuni rivolti al dirigente
del commissariato di zona - . Dovete intervenire con più uomini e liberare
l´area. Altrimenti si rischia solo di provocarli. Questi stanotte spaccano
tutto». «Adesso che li avete fatti arrabbiare - dice un altro - dobbiamo
tenerceli noi».
Via Confalonieri resta impraticabile per almeno due ore. Solo verso le 22, molti
abitanti possono tornare nelle loro case.
Un´anziana uscita a passeggio con il
cane si fa scortare a casa da due ragazzi: uno di questi raccoglie l´allarme di
una donna del primo piano di uno stabile, che lo avverte di non andare oltre
perché uno dei senegalesi avrebbe una pistola. I ragazzi italiani del quartiere,
all´angolo con via Borsieri, spiegano alle auto cosa sta succedendo e le
invitano a proseguire avanti.
Alla fine della serata di scontri e violenza, otto extracomunitari privi di
documenti finiscono in questura, ma almeno cinquanta restano asserragliati nel
loro fortino.
«Ci auguriamo che lo stabile venga sgomberato nei prossimi giorni
- dice il vicesidaco Riccardo De Corato, appena venuto a conoscenza
dell´operazione della polizia - e che la zona sia definitivamente liberata dagli
spacciatori».