I Capitalisti, i destri, i socialisti e i comunisti
La societa' italiana (ed anche occidentale) per quanto attiene alla scienza economica mi sembra ideologicamente sempre piu' divisa in 4 settori o quadranti.
I Capitalisti
Persone che si ingegnano nel pensare un prodotto o un servizio; investono "capitali"; chiedono aiuto a "collaboratori" e insieme realizzano il prodotto/servizio che (in caso di successo) viene apprezzato dalla comunita'. La comunita' "compra" il prodotto/servizio e il Capitalista ne ha "profitto".
L'obiettivo del Capitalita e' il profitto?
Dipende, c'e' il Capitalista interessato unicamente al profitto per goderne personalmente. C'e' il Capitalista interessato al profitto per poterlo reinvestire ed incrementare il numero di prodotti/servizi da offrire alla comunita.
C'e' differenza tra i due tipi di Capitalisti? In teoria si, nella pratica no. Scopriremo in seguito il perche'.
I "destri"
Persone di varia estrazione sociale, alcuni si rifanno al nostro recente passato con il fascismo, altri assolutamente non vogliono avere nulla a che fare con il fascismo, si sentono di "destra" perche' non vogliono gli immigrati, a loro piace "l'ordine", vogliono solo famiglie "tradizionali", etc.
In economia questi soggetti non hanno nulla a che vedere con i Capitalisti. Anzi, tipicamente sono dipendenti statali, o di grandi aziende. Per loro la funzione dello stato e' vitale. E' giusto avere una sanita' pubblica, pensioni minime, aiutare le aziende in difficolta'.
Andando a fondo, in campo economico e non solo, le loro idee sono molto simili agli ultimi due settori o quadranti: i socialisti e i comunisti.
Simpaticamente un mio amico li definisce (a ragione) i "comunisti neri".
I "socialisti"
Questo "gruppo" proviene da quel piu' ampio movimento culturale iniziato con la rivoluzione francese di fine '700 e si e' poi sviluppato fortemente in tutto il mondo occidentale verso la fine dell'800 e in tutto il secolo scorso.
Ultimamente si definiscono: socialdemocratici, liberal socialisti, in USA si chiamano liberal, etc.
Per loro lo stato e' fondamentale, lo stato deve essere ovunque. A differenza dei comunisti, i socialisti si rendono conto che dare allo stato la produzione dei beni e' un errore: ogni tanto ci ripensano. Sono confusi.
La differenza di classe esiste e va combattuta, sicuramente va di molto attenuata.
I "comunisti"
Quest'ultimo gruppo sono i nostalgici di quel movimento sviluppatosi ad inizio '900 e terminato (cosi' si dice, in realta' non e' cosi') nel 1989.
A parole, in Italia molti di questi "comunisti" si sono dissociati dalla forma di "comunismo" con controllo diretto dei mezzi di produzione, come in URSS.
Questo a parole, nei fatti e nelle loro politiche, si nota benissimo che il loro scopo e' sempre quello.


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