VOCI DELLE RESISTENZE
Primo campeggio nazionale delle resistenze
Da Cinisi a Monte Sole
L’ASSOCIAZIONE
L’Associazione Radio Aut è nata nel maggio del 2001 a Trabia (PA) dall’esperienza socio-culturale di un gruppo di studenti universitari, impiegati e operai che decidono di contrastare la realtà e gli interessi mafiosi e clientelari del loro paese.
Fin dalla sua nascita l’associazione si è riconosciuta nel nome e nell’esperienza politica di Radio Aut, radio libera formata nei comuni di Cinisi e di Terrasini (PA) nel 1977 per iniziativa di un gruppo di giovani militanti della sinistra radicale, decisi a rivolgere l’esigenza di un rinnovamento rivoluzionario della società contro il dominio e lo sfruttamento che il potere mafioso esercitava in quel territorio.
All’interno di quella particolarissima esperienza, che racchiudeva peculiarità politiche, analitiche ed esistenziali nata in seguito ad un decennale percorso di militanza e di impegno antimafioso, si formano la personalità e lo spessore politico e intellettuale di Giuseppe Impastato, nato a Cinisi nel 1948 da una famiglia legata fortemente alla cosca locale. Nonostante ciò, ancora giovanissimo, rompe con le logiche e le pratiche mafiose del padre, avviando un percorso politico e culturale di opposizione alla mafia.
Le sue denuncie dai microfoni della radio sui delitti e sugli affari della mafia di Cinisi, sui legami e sulle collisioni tra i mafiosi e i politici locali, fecero sì che il capomafia Gaetano Badalamenti ne decidesse la condanna a morte.
“Peppino” venne ucciso con una carica di esplosivo nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978 dopo essere stato selvaggiamente picchiato.
Sulla scorta di quella esperienza la nostra associazione vuole essere uno strumento di controinformazione, di pratiche culturali innovative e create dal basso che si richiamino all’antimafia sociale di Peppino. Pensiamo, infatti, che l’opposizione alla mafia debba passare attraverso una lotta e una mobilitazione che coinvolgano quegli ampi strati della popolazione che quotidianamente subiscono il dominio e la cultura mafiosa.
A quattro anni dalla sua costituzione oggi Radio Aut è una riconosciuta realtà di movimento presente in paesi, quartieri, scuole e università ed opera attraverso attività sociali e culturali legate al territorio.
A partire dal 2002 Radio Aut è stata tra gli ideatori e tra i realizzatori del “Forum Sociale Antimafia Peppino Impastato” che da allora si svolge ogni anno, a maggio, presso Cinisi, cioè in quella stessa città che aveva visto l’impegno, le lotte ed anche la tragica fine di Peppino Impastato.
DOVE NASCE RADIO AUT MARZABOTTO
L’interesse per Marzabotto e la sua storia prende forma in occasione di un concreto atto di resistenza, durante le giornate di lotta degli operai della FIAT, davanti i cancelli dello stabilimento di Termini Imprese nel dicembre 2002. In quell’occasione l’associazione entra in contatto con i compagni della CGIL di Bologna, che si trovano lì per gestire come volontari il servizio mensa organizzato dalla FIOM nei giorni della mobilitazione. L’associazione aveva realizzato un dossier di controinformazione dal titolo FIAT VOLUNTAS MAFIAE e stava realizzando delle interviste ai volontari della mensa. Da quel semplice contatto ha preso vita un percorso conoscitivo delle esperienze della resistenza antifascista dell’Appennino bolognese ed in particolare dell’eccidio di Marzabotto.
Dal confronto diretto e concreto tra due percorsi storici resistenziali nasce la volontà di unificare sotto un unico denominatore e di comunicare i diversi ambiti storici che hanno visto, vedono e vedranno in atto esperienze di resistenza.
Di lì a poco si sarebbe costituito un gruppo Radio Aut con sede a Marzabotto.
Nel marzo 2005 Radio Aut – gruppo di Marzabotto inizia le proprie attività con un ciclo di proiezioni dal titolo eloquente; Da cinisi a Marzabotto: immagini e voci della resistenza.
Nel corso di questi incontri – organizzati presso la sala consiliare del comune di Marzabotto – hanno portato la loro testimonianza Elio Teresi (presidente di Radio Aut) Renato Romagnoli (partigiano della 7° Gap.) Giuliano Giuliani (padre di Carlo Giuliani) e Fulvio Grimaldi.
Entrambi sono stati importanti testimoni di percorsi resistenziali di vario tipo: da quella antimafia, a quella antifascista passando per la resistenza contro la globalizzazione e quella antimperialista.
L’idea che sta alla base di iniziative come questa è quella di chiarire che per “resistenze” si intende una pluralità di percorsi anche diversi ma che hanno come ideale riferimento i valori ereditati dalla Resistenza.
L’impegno del gruppo di Marzabotto è stato quindi quello di mantenere saldo quel filo rosso che unisce Cinisi a Marzabotto: ovvero mantenere un legame tra due forme di resistenza.
Fin dall’inizio il gruppo si è posto come obiettivo ultimo quello di creare un appuntamento di livello nazionale sulle resistenze a Monte Sole, un evento che avrebbe permesso di coniugare i valori della Resistenza antifascista con le pratiche dell’antimafia sociale.
In quest’ottica l’associazione si è impegnata sul territorio coinvolgendo le associazioni e gli enti già presenti e costruendo insieme eventi di vario tipo, in particolare pensando ai giovani.
Proprio nel fare questo ci si è resi conto delle inevitabili difficoltà nel coinvolgere le nuove generazioni. Soprattutto quando si parla di memoria, è difficile tenere desta l’attenzione e contemporaneamente non scadere nella retorica.
Anche per questo il compito di preservare la memoria non può essere delegato esclusivamente alle istituzioni, perchè per loro stessa natura esse hanno prospettive ed incarichi per cui faticano a coinvolgere in maniera diretta i giovani. Il rischio è sempre quello di calare iniziative dall’alto che in concreto non producono effetti significativi sul territorio.
Le associazioni invece hanno prospettive differenti: partire dal basso per creare nuovi momenti di aggregrazione e riflessione sui fatti che hanno insanguinato la nostra storia.
L’obbiettivo finale è il medesimo, cambiano i tempi, i modi e le prospettive.
Se non si rinnovano i tempi e i modi nel trasmettere il messaggio si finirà inevitabilmente col perdere tale messaggio e con esso la memoria di ciò che è avvenuto.
Per impedire ciò occorre che enti ed associazioni collaborino - ognuno con le sue peculiarità ed i suoi ambiti ben distinti - affinché si riesca colmare il gap esistente tra le giovani generazioni e la loro memoria storica.
La memoria è un ingranaggio collettivo quindi bisogna impegnarsi non solo a difenderla ma a riviverla nel quotidiano, con atti concreti che abbiano ripercussioni sulla realtà che viviamo.
Il poeta Pablo Neruda diceva che la speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno per la realtà delle cose e il coraggio per cambiarle.
Resistere significa appunto trasformare in azioni concrete quello sdegno naturale che proviamo ascoltando la storia di Monte Sole, manifestando il nostro dissenso contro chi vorrebbe dimenticare e operando nel presente sulla scorta delle esperienze – anche quelle più terribili – del nostro passato.
A tal proposito occorre sicuramente trovare l’occasione per riflettere insieme su un nuovo concetto di resistenza, dentro al quale includere percorsi e realtà diverse, ma che si riconoscono nei valori della Resistenza.
UN NUOVO CONCETTO DI RESISTENZA
Unire percorsi storici diversi ed eterogenei quali l’antifascismo e la resistenza, le lotte operaie, l’antimafia sociale, i movimenti contadini (in Italia e nel mondo), la resistenza sociale per i diritti negati e la resistenza antimperialista, si rende possibile non attraverso un semplice e isolato collegamento, bensì alla luce di una comune riflessione sul concetto di resistenza. Se siamo nel giusto resistere implica una diretta partecipazione al dispiegamento delle potenzialità liberanti racchiuse nella storia e conseguentemente un’opposizione nei confronti di ciò che le contrasta.
Una visione del genere guarda alla resistenza attraverso una prospettiva che la inquadra e la radica fortemente all’interno di una democratizzazione reale dei processi storici.
Sono dunque concreti atti di resistenza volti all’emancipazione collettiva, lottare contro l’appropriazione del lavoro altrui e per i diritti dei lavoratori, opporsi al potere mafioso e alla società del privilegio sulla quale quello stesso potere è basato, battersi contro ogni forma di fascismo e di mobilitazione reazionaria delle masse (concetto questo che non può non contenere anche il fenomeno mafioso e la sua complessa estensione).
IL PROGETTO FORUM DELLE RESISTENZE
Alla base del progetto c’è una comune riflessione su cosa significhi oggi fare resistenza.
E’ innegabile che oggi se si vuole capire cosa sia la resistenza antimafiosa e quella antifascista bisogna capire cosa sono oggi la mafia ed il fascismo.
Felicia Bartolotta Impastato, mamma di Peppino, durante un incontro con un partigiano della Brigata Stella Rossa e con un reduce dell’eccidio di Marzabotto, disse: “c’èbisogno di una nuova resistenza antimafia”. Questo bisogno è tanto più vero se si è disposti a cogliere nella mafia un sistema di sfruttamento e di dominio basato sul privilegio e sulla privazione dei diritti, sistema che genera disoccupazione, esclusione sociale, sottosviluppo e corruzione.
L’esigenza di una resistenza alla mafia si lega alla constatazione che troppo spesso il “fenomeno mafia” venga interpretato alla luce di due paradigmi opposti, ma che negli esiti della loro applicazione risultano accomunati dal non fornire strumento alcuno per un’opposizione storica alla mafia stessa, né per una sua articolata interpretazione.
Le due visioni sopra dette consistono: l’una in una riduzione della mafia in un mero fenomeno delinquenziale, per quanto estremamente organizzato e diffuso; l’altra tende invece ad avere della mafia un concetto talmente generico e ampio, da renderne impossibile un suo netto riconoscimento, oltre che non poter più distinguere tra mafia e società meridionale, rendendo così vana ogni prospettiva di una Sicilia e di un meridione liberi dalla mafia stessa.
La resistenza alla mafia, dunque, può essere antimafia sociale – proseguendo il percorso storico che dai contadini dei Fasci Siciliani giunge a Peppino Impastato – solo se al fenomeno mafioso si contrappongono delle dinamiche storiche e sociali che ne rappresentino la contraddizione e il superamento.
Allo stesso modo pensare alla Resistenza antifascista non significa solo guardare ad un fenomeno storico temporalmente e spazialmente circoscritto e concluso. La Resistenza così come si è sviluppata tra il ’43 ed il ’45 ha rappresentato uno straordinario momento di densità e valenza storiche, umane, etiche e politiche. Ma pensare di guardare all’antifascismo come ad una parabola conclusa significherebbe non solo tradire e infangare quanto sessanta anni fa è stato fatto ma ─ cosa ben peggiore ─ significherebbe tradire e lasciar cadere quello che non è stato concluso, quel che ancora va fatto, quello che la storia reclama debba essere ancora liberato, quello che un’umanità libera anela di possedere.
Coerentemente con quest’analisi l’associazione ha deciso di intraprendere un percorso che partisse dalla concreta e diretta esperienza dei luoghi e delle testimonianze della Resistenza partigiana e degli eccidi nazifascisti, per giungere alla comunicazione attraverso strategie il più possibile innovative laddove l’associazione è presente. L’associazione ha cioè tentato di opporsi al clima di revisionismo storico e al tentativo di equiparazione tra fascisti e partigiani non solo attraverso il comunicare le dirette testimonianze circa l’esatto svolgimento di alcuni tra i più significativi accadimenti del biennio ’43-’45, ma anche proponendo l’analisi precedentemente esposta, tentando dunque di proporre una contestualizzazione della valenza dell’antifascismo nell’orizzonte della contemporaneità, non tralasciando tra l’altro una considerazione della diffusione dell’aggregazione di stampo neofascista.
Il progetto prende il via dal percorso svolto fin qui da Radio Aut ed intende mettere a frutto le esperienze vissute e i numerosi compagni di viaggio incontrati nel corso degli anni per dare vita ad un appuntamento di spessore sulla scorta dell’esperienza del Forum Sociale Antimafia “Felicia e Peppino Impastato”.
Il Forum rappresenta ormai da sei anni un appuntamento irrinunciabile per quanti – associazioni, movimenti, persone - si battono contro la mafia in Sicilia e in Italia. L’associazione Radio Aut ne è tra i principali animatori e da sempre ospita durante il forum iniziative sulla Resistenza.
Da qui l’idea di mettere a frutto le esperienze fatte dal Forum Antimafia per creare un incontro di questo livello anche a Marzabotto.
L’appuntamento avrebbe due obiettivi fondamentali:
- offrire una possibilità d’incontro a percorsi resistenziali eterogenei, dando la possibilità a tutte le realtà coinvolte di proporre iniziative e progettare percorsi condivisi al fine di costruire un appuntamento periodico tra associazioni (e non solo) che potrebbe crescere e ampliarsi di anno in anno.
- coinvolgere sia gli enti che già operano a Monte Sole che la popolazione del territorio alla partecipazione e condivisione dell’evento.
Per assolvere questi obiettivi si è deciso di procedere in tre fasi distinte tra loro.
Radio Aut, con il supporto del Parco Storico di Monte Sole ha già stilato un programma di massima per stabilire i tempi e le modalità con cui proporre il progetto.
Da allegare al programma, è stato poi elaborato un appello congiunto Radio Aut-Parco Storico al fine di contattare realtà associative interessate alla collaborazione progettuale e operativa.
Le adesioni all’appello permetteranno di capire il livello di partecipazione e la ricaduta del forum anche a livello di presenze effettive.
Questa prima fase in cui Radio Aut proporrà il progetto e raccoglierà le adesioni, terminerà a fine novembre in coincidenza con la prima riunione del comitato organizzativo a cui parteciperanno tutte le realtà che hanno aderito all’appello.
La seconda fase, quella progettuale, ha inizio con la prima riunione del comitato che coordinerà e progetterà i vari momenti del Forum. In quell’occasione, ogni realtà coinvolta avrà la possibilità di proporre iniziative apportando il proprio contributo.
Successivamente verranno individuati i referenti del comitato che dovranno farsi carico di raccogliere le proposte delle associazioni al fine di iniziare a costruire ogni singolo momento del Forum.
Per fare questo prevediamo che i referenti dovranno incontrarsi almeno una volta ogni due settimane con l’impegno di aprire la riunione alle associazioni almeno una volta al mese per informare sullo stato dei lavori.
La terza fase è quella preparatoria in cui per almeno due settimane prima del Forum ci saranno momenti di promozione dell’evento all’interno dei comuni del Parco affinché il territorio sia pienamente coinvolto dalle attività del Forum.
Durante tutte le attività del Forum il Parco sarà la segreteria organizzativa e fungerà da ente organizzatore occupandosi principalmente del rapporto con le istituzioni e del reperimento delle risorse economico-finanziarie.
Sempre per favorire la collaborazione in rete durante le tre fasi Radio Aut collaborerà e parteciperà a numerosi eventi diffondendo l’ appello e ospitando all’interno del Forum prodotti e contenuti provenienti dagli altri eventi collegati. Non pensiamo solo ai contributi provenienti dal Forum Sociale Antimafia ma anche ai Percorsi Antifascisti organizzati il 25 aprile a Monte Sole e ai corti realizzati al Val Susa Film Festival che da ormai due anni ospita al suo interno un’intera sezione dedicata a Radio Aut.
Periodo e modalità di svolgimento
Il periodo individuato per il Forum é dal 5 luglio al 8 luglio 2007.
I linguaggi usati all’interno del forum saranno scelti nel dettaglio dal comitato organizzativo ma non mancheranno dibatti, mostre e proiezioni, senza dimenticare concerti di richiamo che possano fare da cornice di rilievo all’evento.
Per fare questo occorre la disponibilità di tutte le realtà presenti a Monte Sole, Comuni, Provincia, Regione, Parco Storico, Scuola di Pace, affinché ogni momento del forum possa contare sulle strutture e gli strumenti che questi hanno da offrire.
L’idea è quella di una esperienza diretta e vissuta sul campo, cosa che solo un campeggio può garantire, in modo che ogni partecipante viva Monte Sole a tutto tondo, conoscendone sì le tragedie ma anche le peculiarità naturalistiche presenti.
Non mancheranno i momenti ludici e ricreativi, così come i momenti aperti a tutti e in cui si conta di coinvolgere la comunità locale.
Per dare un segno tangibile della presenza del Forum si pensa di organizzare una grande fiaccolata durante la prima serata del Forum sull’esempio di quella che ogni anno si svolge da Cinisi a Terrasini, ricordando, il coraggio l’impegno e l’uccisione di Peppino Impastato.
A noi piacerebbe che questa fiaccolata non si fermasse qui. Vogliamo che questa possa idealmente continuare oltre Cinisi, oltre la Sicilia, terra che troppo spesso è stata lasciata sola, per terminare a Monte Sole.