Può interessare un topic sul (n)PCI? Chiedo ai mod vista la "delicatezza" dell'argomento![]()


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Per me nessun problema per me. La "clandestinità" dell'(n)PCI è puramente politica, meglio sarebbe parlare di partito non ufficiale dato che i suoi vertici sono più che conosciuti e il manifesto stesso dell'(n)PCI non è dissimile da quello di altri partiti e formazioni extraparlamentari italiane legalizzate. Poi senza starci a prendere in giro è risaputo che (per stessa volontà politica dei Carc) l'(n)PCI è legato strettamente ai Carc.
Per me se c'è qualcuno che l'ha letto si può pure cominciare a parlare del Manifesto programmatico dell'(n)PCI.
A luta continua


No problem


Sul (n)PCI hai perfettamente ragione ma sai, dopo ciò che è avvenuto e sta avvenendo tra Italia e Francia con la repressione giudiziaria da una parte e la demonizzazione (dis)informativa dall'altra, mi sembrava giusto chiedere!
Per quanto riguarda il Manifesto, che potete trovare qui , penso a per chi sia già venuto in contatto con le posizioni politiche dei Carc possa risultare "familiare" nelle elaborazioni teoriche che contiene (d'altronde, il confronto dialettico da cui è scaturito ha coinvolto in larghissima parte i compagni dei Carc, anche se sono intervenuti molti esterni). Il capitolo I è pressochè interamente dedicato ad una ricostruzione storica (molto) generale che comprende l'analisi dell'ascesa e del declino (nella sua fase imperialista) del capitalismo, la divisione in classi ecc. Il punto che a mio avviso è più interessante è 1.7.6, che chiude la parte dedicata all'analisi della storia dei Paesi socialisti; punto importante perchè offre lo spunto per una più generalizzata autocritica da parte dei compagni m-l. Per quanto il punto in questione si mantenga su linee piuttosto generali, emerge chiaramente che dopo la morte di Stalin non fu tanto un "colpo di stato" della destra o avvenimenti del genere (come sostenuto da alcuni "ultras" m-l) a portare all'involuzione revisionista in URSS, bensì furono una serie di errori della sinistra ad aprire un varco alla destra del Partito o piuttosto a lasciare aperto un varco aperto dal sussistere, sia a livello di mezzo di produzione che di sovrastruttura, della piccola proprietà tanto materiale che intellettuale. I punti ravvisati nel PMP sono:
-sussistenza della piccola proprietà e della proprietà di gruppo.
-Sussistenza della proprietà della propria forza-lavoro
-L’impossibilità per le masse, non ancora “mature” politicamente di autogovernarsi, rendendo necessario un potere limitato a un ristretto gruppo di persone; aggiungo io che ciò ha determinato anche la necessaria burocratizzazione del Partito e dello Stato, nonché della penetrazione nei meccanismi politici di elementi corrotti “tendenti per propria natura” alla destra.
-Distribuzione basata sul concetto “a ciascuno secondo il suo lavoro” invece che su quello di “a ciascuno secondo i suoi bisogni”, che di conseguenza tendeva ad accentuare disparità tra individui e lavoratori.
-Concezione borghese della cultura e dell’arte; aspetto rilevante più che altro in ambito scientifico a mio avviso.
Questo è il “riassuntino” del punto che ritengo più rilevante nel I capitolo del PMP. Vorrei a questo punto che si iniziasse un confronto su tale capitolo, ovviamente compresi tutti gli altri punti che ho trascurato (più che altro perché, come già detto, si tratta di una ricostruzione storica).
Qui potete trovare online i comunicati del Partito e i numeri de "La Voce".


Scusate..andro' controcorrente ma non mi sembra opportuno postare certi documenti su questo Forum.


Chiudo questo 3D perche' ritengo che dibattere certe tesi espresse da questo gruppo sia non in linea con quanto si esprime su questo Forum .Grazie.