PRODI: MOMENTO DELLA PACE IN M.O. NON SI PUO' RINVIARE
GERUSALEMME - "Non si può rinviare ulteriormente, dopo sessanta anni, il
momento della pace". Lo ha detto Romano Prodi in un breve discorso alla presenza del primo ministro israeliano Olmert, dopo che i due capi di governo
avevano passato in rassegna il picchetto d'onore per una cerimonia ufficiale. Il presidente del Consiglio ha parlato della necessità della pace tra Israele e Palestina "come garanzia per i popoli della Regione e per Israele ad esistere come stato ebraico".
"E' con grande emozione - è l'esordio di Prodi - che torno qui a Gerusalemme come capo del governo italiano a testimoniare la fortissima amicizia e i profondi sentimenti che legano non solo le istituzioni ma anche il popolo italiano a questo paese e a questo popolo". Il presidente del Consiglio parla di fronte alle delegazioni italiana e israeliana, al picchetto d'onore dell'Esercito, alle numerose autorità religiose, e alla banda che ha suonato gli inni nazionale. "Italia e Israele - aggiunge - condividono storicamente un percorso comune, una civiltà germogliata sullo stesso mare Mediterraneo e in tempi moderni hanno affrontato parallelamente il processo della costruzione dello Stato". Entrambi i paesi, continua Prodi "aspirano a vivere in un'orizzonte di sicurezza per garantire un futuro di serenità ai nostro figli". Dopo aver ricordato che Roma è amica di Israele indipendentemente dal colore del governo di palazzo Chigi, il premier ribadisce che il popolo ebraico ha il diritto di vivere in pace e in sicurezza e che l'obiettivo del processo di pace è quello di avere due aStati sovrani per due popoli". E dunque "non si può rinviare ulteriormente" il momento della pace fra israeliani e palestinesi. Ferma la condanna da parte del governo di Roma per coloro che evocano scenari di sterminio e che negano la Shoah: "Il sonno della ragione - dice Prodi rivolto a Olmert - comincia con la cancellazione della memoria".
Roma e Gerusalemme, assicura dunque Prodi, lavoreranno insieme per raggiungere l'obiettivo della pace e in questo processo avrà molta importanza "anche la dimensione europea di collaborazione con Israele alla quale ho dato tutto il mio contributo". Chiudendo il suo intervento, il presidente del Consiglio assicura di unirsi "alla sofferenza di chi ricorda i giovani caduti nell'ultimo conflitto" ed esprime solidarietà alle famiglie dei soldati israeliani rapiti, augurandosi che "il loro ritorno sia uno spiraglio di luce verso la pace, una pace a cui questa terra ha assolutamente diritto".
CONDANNO SENZA RISERVE CHI NEGA LA SHOAH
"Si levano voci terribili ad evocare scenari di sterminio. Il governo italiano reagisce indignato e lavora perché queste voci non abbiano diritto di cittadinanza nel consorzio delle Nazioni. Con altrettanto vigore condanniamo senza riserve chi nega la Shoah". E' quanto afferma Romano Prodi, durante un breve discorso alla presenza del primo ministro israeliano Ehud Olmert, al termine di una cerimonia ufficiale che si è svolta nel cortile del palazzo del governo israeliano e che precede il colloquio bilaterale tra i due capi di governo.
CARO ROMANO, SO CHE ISRAELE HA UN AMICO A ROMA
"So che lo Stato di Israele ha un amico stretto in Italia, con cui promuovere interessi comuni". Lo ha detto il primo ministro israeliano Ehud Olmert rivolto a Romano Prodi durante un breve discorso al termine di una cerimonia ufficiale nel cortile del Palazzo del governo israeliano a Gerusalemme. La cerimonia precede il vero e proprio incontro bilaterale tra i due capi di governo, che viene presentato così dallo stesso Olmert: "Mio amico Romano, attendo il nostro incontro, durante il quale discuteremo di rapporti bilaterali, della minaccia iraniana, della situazione in Libano e Siria e della nuova situazione con l'Autorità palestinese".
IMPORTANTE RUOLO ITALIANI CONTRO HEZBOLLAH
"I 2.500 soldati italiani della missione Unifil svolgono un lavoro importante e continueranno ad agire efficacemente, secondo il mandato dell'Onu, contro Hezbollah, affinché rimanga tranquillo il confine settentrionale". Così il primo ministro israeliano Ehud Olmert, si rivolge a Romano Prodi al termine di una breve cerimonia ufficiale che precede l'incontro bilaterale fra i due capi di governo. Il primo ministro israeliano ringrazia poi il presidente del Consiglio per l'iniziativa assunta per risolvere la crisi libanese: "Lei è stato il primo leader mondiale a rivolgersi a me, dopo la guerra in Libano, per proporre l'invio di un contingente militare multinazionale".
GRAZIE PER IMPEGNO PER SOLDATI RAPITI GERUSALEMME
Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ringrazia il presidente del Consiglio italiano Romano Prodi per l'impegno di Roma nei confronti dei soldati israeliani rapiti. "Apprezzo - dice Olmert rivolto a Prodi al termine di una cerimonia ufficiale - la vostra sensibilità per i cittadini colpiti dal terrorismo e per i soldati israeliani rapiti. E apprezzo l'impegno attivo per il loro rilascio a breve". Il primo ministro israeliano si mostra anche particolarmente soddisfatto per la visita che Prodi farà questo pomeriggio al villaggio di Sderot, il villaggio colpito dai missili Qassam, lanciati dagli estremisti palestinesi durante l'ultima crisi: "Sono contento perché la sua visita a Sderot testimonia la volontà di vicinanza alla sofferenza dei cittadini israeliani





