Edizione 279 del 20-12-2007

Intervista ad Adolfo Zauli / Cofferati, un sindacalista che fa solo chiacchiere
L’immagine da uomo d’ordine gli servirà per far carriera nel Partito democratico. Anche se il Cinese non fa nulla di nulla e Bologna si trova senza governo

di Graziano Girotti“La Destra”, il nuovo partito fondato da Francesco Storace, raccoglie a Bologna e provincia circa 300 iscritti. Partito a settembre, grazie all’impegno della sua coordinatrice Anna Montella, ex responsabile regionale per la sanità di Alleanza Nazionale, nelle settimane scorse ha trovato l’adesione anche del senatore Stefano Morselli. “Certo, se le iscrizioni dovessero continuare con questo ritmo – dice Adolfo Zauli, il responsabile cittadino -, c’è da essere molto soddisfatti”.

A parte i numeri, qual è il vostro ruolo sotto le Due Torri? Insomma, il vostro valore aggiunto…
Lo dice il nostro nome: vogliamo rappresentare la destra senza se e senza ma. E soprattutto vogliamo distinguerci per la chiarezza delle nostre posizioni. Pertanto il tavolo sulla sicurezza tra Cofferati e An non ci è piaciuto. Ha creato confusione nell’elettorato di centrodestra e lo stesso Raisi si è dovuto arrampicare sugli specchi per giustificare la sua posizione. In poche parole: siamo convinti che fino al nostro arrivo una vera destra a Bologna, coerente col percorso iniziato a Fiuggi, non ci fosse.

Ora che si è tolto i sassolini che aveva nelle scarpe, parliamo dei problemi della città.
Purtroppo non c’è che l’imbarazzo della scelta. Bologna sta ristagnando, e non da oggi. L’amministrazione della sinistra, che va avanti da mezzo secolo – a parte la parentesi di Guazzaloca – ha sempre voluto considerare la città come una specie di orto da coltivare bene ma mai da sviluppare più di tanto. Oggi stiamo facendo il restyling della tangenziale deciso oltre dieci anni fa e che probabilmente non è più sufficiente. Il traffico rende la vita invivibile: Zamboni si sta rivelando totalmente inadeguato al suo ruolo. Sui parcheggi ha tenuto posizioni che sarebbero da definire retaggi di un marxismo archeologico. Per non parlare della sicurezza, che preoccupa tutti. E intanto si pensa alla moschea.

Si aspettava di più da Cofferati?
Assolutamente no. Era chiaro fin dall’inizio che il suo arrivo a Bologna gli doveva servire esclusivamente come tappa del suo cursus honorum in vista di una carriera nazionale di alto livello. D’altronde è un sindacalista e come tale fa solo chiacchiere. Quando amici che non vivono a Bologna mi dicono che ora abbiamo un sindaco con gli attributi, mi arrabbio moltissimo. Cofferati non fa nulla di nulla. A Bologna non c’è governo.

Quindi non crede che si ricandidi…
Non credo proprio, e non penso neppure che si arrivi ad elezioni anticipate. Cofferati troverà il modo di far valere quell’immagine di uomo espressione di una sinistra moderna che si è voluto costruire facendo il sindaco. Anche grazie agli equivoci cui alcuni settori dell’opposizione si sono prestati. Ora Cofferati può proporsi come politico d’ordine in grado di collocarsi in un Partito democratico che dovrà necessariamente distinguersi dalla sinistra estrema, pena il fallimento dell’intera operazione.

Guazzaloca unico candidato del centrodestra?
Non abbiamo nulla contro di lui e mi sembra che al momento non ci siano alternative. Se il candidato sarà Guazzaloca, gli chiederemo di presentarsi senza giustificazioni precostituite. Se si vince, si vince insieme, e non perché c’è un candidato civico. Così come non si perde perché c’è la zavorra dei partiti. La civicità non deve rappresentare un alibi, mentre in passato qualche volta è successo. Se poi spunteranno altre candidature, le valuteremo.

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