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Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Predefinito Anche questa e' giustizia itagliona....

    da VareseNews (notare la parte finale dell'articolo)

    Varese - Udienza rinviata in tribunale: un esercente che stava facendo delle consegne si è presentato in abiti da lavoro di fronte alla ex moglie
    Al divorzio in calzoni corti. Il giudice lo rispedisce a casa
    C'è chi la prende molto male, c'è invece chi considera il divorzio una tappa della vita, magari da incastonare tra una consegna e l'altra. E' quello che deve aver pensato un negoziante varesino che ieri mattina si è presentato in tribunale, in calzoncini corti, all'udienza di divorzio davanti al giudice di Varese Carmelo Leotta. L'esercente aveva infatti una mattinata pesante, cominciata con i clienti del negozio - una nota bottega varesina - e proseguita con una serie di consegne che, con il caldo estivo, è sempre meglio affrontare con un abbigliamento leggero. A metà mattina doveva presenziare all'udienza per l'ufficializzazione del divorzio, ma non ha avuto il tempo di tornare a casa; ha pensato allora di indossare una dignitosa felpa e di lasciarsi i calzoni corti, confidando nel fatto che in una città operosa come Varese il giudice avrebbe compreso che di fronte al lavoro duro di un varesino doc, l'etichetta non conta.
    Una volta giunto il suo turno, il 38enne negoziante ha però visto la faccia del giudice diventare improvvisamente severa: «Non ci si presenta davanti a un tribunale della repubblica in calzoncini corti» ha esclamato il giudice Leotta di fronte ai presenti: «Vada a casa a cambiarsi, noi l'aspettiamo qua». Costernazione del negoziante, dell'aspirante ex moglie, e dell'avvocato, una nota penalista varesina, che assiste entrambi i coniugi in una causa che fino a quel momento era filata via liscia come l'olio.
    Com'è, come non è… il negoziante ha preso armi e bagagli ed è andato cambiarsi, ma la fretta era tanta e invece di andare a casa, si è recato, a pochi passi dal tribunale, nella cooperativa sociale dove lavora l'aspirante ex moglie. Gli operatori sociali gli hanno fornito abiti destinati agli indigenti, cercando con cura i più dignitosi per non urtare la suscettibilità del tribunale e dopo pochi minuti, grazie alla task force della cooperativa sociale, l'esercente, che nel frattempo sbuffava per il ritardo nelle consegne, è potuto ritornare davanti al giudice, che ha finalmente acconsentito all'udienza di divorzio. «Ma insomma – ha protestato il negoziante - ieri mattina c’era il mago Absea, nell’aula di fronte, vestito da sposa e con il tanga… e a me fanno problemi per i calzoncini corti….la legge deve essere uguale per tutti!».

    Venerdi 13 Luglio 2007
    Roberto Rotondo
    [email protected]

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  2. #2
    Forumista senior
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    Predefinito

    E questa e', sempre in un campo legato al mondo della Giustizia itagliona, demenza amministrativa "padana"


    Varese - Busto Arsizio - "Siamo stati abbandonati, ora l'emergenza è terminata", attaccano gli assessori di Provincia e Comuni
    Cinquecento euro al mese per chi esce con l'indulto
    Una goccia nel mare, ma serve anche quella. Provincia di Varese, Comuni di Varese e Busto Arsizio e Provveditorato Regionale per la Lombardia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - Ministero della Giustizia hanno presentato e sottoscritto nella sala Neoclassica di Villa Recalcati il protocollo d’intesa che dà l’avvio in provincia di Varese al progetto "LI.So.La.": Liberati per Indulto: Sostegno al reinserimento Lavorativo. L'obiettivo è quello di favorire il reinserimento sociale e lavorativo delle persone beneficiarie dell'indulto ed evitare la loro ricaduta attraverso la realizzazione di una serie di interventi d'inserimento socio-lavorativi finanziati dalla Cassa Ammende del Ministero della Giustizia e dalla Regione Lombardia, che prevedono la creazione di "borse lavoro" da 500 euro mensili per sei mesi: una scelta pensata per dare un appoggio economico che sia al di sotto del valore di una pensione minima («per non scontentare chi ha lavorato una vita legalmente e prende due lire», ha spiegato Antonio Nastasio, rappresentante del provveditorato regionale) e con una durata limitata. Il coordinamento provinciale potrà poi stabilire se ridurre e adattare sia lo stanziamento dei fondi sia la lunghezza dell’erogazione del contributo.
    Il progetto prevede, tramite il coinvolgimento delle Province, dei Comuni e delle associazioni, il sostegno nella ricerca del lavoro e il supporto all'inserimento lavorativo per coloro che si sono trovati in difficoltà sotto il profilo socio economico e professionale. È prevista anche la creazione di una vera e propria "cabina di regia", in collaborazione con l'amministrazione penitenziaria e le istituzioni locali. In tutto il territorio lombardo sono 103 gli inserimenti lavorativi predisposti, ma a fronte delle numerose richieste, il finanziamento è già stato quasi raddoppiato. Per la provincia di Varese lo stanziamento interesserà tre progetti nel Comune di Busto Arsizio e due a Varese, per un importo complessivo di 15 mila euro. I Comuni e gli istituti penitenziari sono tenuti a presentare alla Provincia tutti i documenti necessari e l’amministrazione provinciale attiverà i servizi per l'orientamento, l'avviamento e l'accompagnamento al lavoro, qualora fosse necessario. Costituiscono criterio di priorità per l'ammissione al progetto, una situazione di svantaggio economico e sociale. L'accesso alle risorse sarà subordinato alla stipula di un apposito contratto, tra il datore di lavoro e la direzione dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna.
    A godere della controversa legge sull’indulto sono stati fino ad ora 163 detenuti nel carcere di Busto Arsizio e 42 a Varese, con una prevalenza netta di cittadini stranieri. Il decreto è progressivo, quindi anche nei prossimi mesi continueranno ad esserci detenuti che escono perché maturano i termini previsti dalla legge: «L’emergenza è superata – ha fatto notare l’assessore bustese Luigi Chierichetti -, ma siamo stati abbandonati per mesi dalle istituzioni centrali, che ancora una volta hanno preso un provvedimento senza tenr conto delle ricadute sui territori: i primi giorni di applicazione ci siamo trovati intorno ad un tavolo senza sapere cosa fare e senza che nessuno sapesse dirci nulla. Ben vengano queste borse lavoro, noi comunque ci siamo dati da fare per arginare il problema nei primi mesi, con l’aiuto dell’associazione Volgiter e della Casa Ennesimo, e in carcere sono già in atto 3 o 4 progetti volti all’integrazione e all’aiuto di chi, una volta fuori, non ha punti di riferimento». Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore provinciale Rienzo Azzi: «Ci siamo sentiti sì abbandonati, ma non siamo stati con le mani in mano – ha spiegato – e abbiamo già avviato progetti di reinserimento. La novità importante di queste borse lavoro sta nel fatto che pare si sia capito finalmente che le aziende vanno aiutate nell’intraprendere un percorso che a molti appare “rischioso” ma che può dare buoni frutti se aiutato dalle istituzioni». Soddisfatto Gregorio Navarro, assessore del Comune di Varese: «Accogliamo questo aiuto con l’auspicio che questo tipo di politiche venga incrementato – ha detto - per far diventare quello che per ora è solo un desiderio di integrazione positiva una volontà concreta. Spero che Stato e istituzioni prendano sempre più rischi in questo senso».

    Venerdi 13 Luglio 2007
    Tommaso Guidotti
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  3. #3
    Rifondazione Leghista
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    Citazione Originariamente Scritto da Lancelot Visualizza Messaggio
    da VareseNews (notare la parte finale dell'articolo)

    Varese - Udienza rinviata in tribunale: un esercente che stava facendo delle consegne si è presentato in abiti da lavoro di fronte alla ex moglie
    Al divorzio in calzoni corti. Il giudice lo rispedisce a casa

    ...davanti al giudice di Varese Carmelo Leotta
    Giudice di Varese, con quel nome...?!?

    Giudice del Tribunale di Varese, voleva dire forse il giornalista!!!



    Tel chi el mago Absea!!!


    Tulle bianco con tanga visibile in trasparenza: così il mago Absea,

    al secolo Fabrizio Marcianese si è presentato nell’aula del tribunale di Varese per rispondere all’accusa di diffamazione.
    Come già nella prima udienza, il cartomante ha dato spettacolo, sia per l’abbigliamento eccentrico, sia per il suo comportamento.

    L’udienza è infatti stata sospesa alcuni minuti perché Absea in lacrime ha abbandonato l’aula, affermando di non poter continuare. Dopo la sosta forzata, Absea è rientrato e l’udienza è ripresa davanti al pm Davide Toscani e al giudice Angela Minerva, che lo hanno condannato ad un multa di 300 euro e al pagamento delle spese processuali dando ragione ad una ex collega, la cartomante della Magic Star Sabrina Favini, offesa da Absea durante una trasmissione televisiva del primo maggio 2005.

  4. #4
    Padania libera dai padioti
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    Citazione Originariamente Scritto da Lancelot Visualizza Messaggio
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    Varese - Udienza rinviata in tribunale: un esercente che stava facendo delle consegne si è presentato in abiti da lavoro di fronte alla ex moglie
    Al divorzio in calzoni corti. Il giudice lo rispedisce a casa
    C'è chi la prende molto male, c'è invece chi considera il divorzio una tappa della vita, magari da incastonare tra una consegna e l'altra. E' quello che deve aver pensato un negoziante varesino che ieri mattina si è presentato in tribunale, in calzoncini corti, all'udienza di divorzio davanti al giudice di Varese Carmelo Leotta. L'esercente aveva infatti una mattinata pesante, cominciata con i clienti del negozio - una nota bottega varesina - e proseguita con una serie di consegne che, con il caldo estivo, è sempre meglio affrontare con un abbigliamento leggero. A metà mattina doveva presenziare all'udienza per l'ufficializzazione del divorzio, ma non ha avuto il tempo di tornare a casa; ha pensato allora di indossare una dignitosa felpa e di lasciarsi i calzoni corti, confidando nel fatto che in una città operosa come Varese il giudice avrebbe compreso che di fronte al lavoro duro di un varesino doc, l'etichetta non conta.
    Una volta giunto il suo turno, il 38enne negoziante ha però visto la faccia del giudice diventare improvvisamente severa: «Non ci si presenta davanti a un tribunale della repubblica in calzoncini corti» ha esclamato il giudice Leotta di fronte ai presenti: «Vada a casa a cambiarsi, noi l'aspettiamo qua». Costernazione del negoziante, dell'aspirante ex moglie, e dell'avvocato, una nota penalista varesina, che assiste entrambi i coniugi in una causa che fino a quel momento era filata via liscia come l'olio.
    Com'è, come non è… il negoziante ha preso armi e bagagli ed è andato cambiarsi, ma la fretta era tanta e invece di andare a casa, si è recato, a pochi passi dal tribunale, nella cooperativa sociale dove lavora l'aspirante ex moglie. Gli operatori sociali gli hanno fornito abiti destinati agli indigenti, cercando con cura i più dignitosi per non urtare la suscettibilità del tribunale e dopo pochi minuti, grazie alla task force della cooperativa sociale, l'esercente, che nel frattempo sbuffava per il ritardo nelle consegne, è potuto ritornare davanti al giudice, che ha finalmente acconsentito all'udienza di divorzio. «Ma insomma – ha protestato il negoziante - ieri mattina c’era il mago Absea, nell’aula di fronte, vestito da sposa e con il tanga… e a me fanno problemi per i calzoncini corti….la legge deve essere uguale per tutti!».

    Venerdi 13 Luglio 2007
    Roberto Rotondo
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    Che buffoni.

    D' altra parte dove non c' è sostanza non rimane che la forma

  5. #5
    Lumbard
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    beh ... il mago l'è un terun, quindi el pò fa quel chel voor

 

 

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