[PRESIDENTE].È iscritto a parlare il senatore Boscetto. Ne ha facoltà.
BOSCETTO (PdL).
Signora Presidente, saluto lei, il ministro Alfano e la sottosegretario Alberti Casellati e lascio terminare questi applausi che, ovviamente, sono doverosi per quanto riguarda la posizione politica dei nostri contraddittori.
Avrei avuto piacere che fosse presente il senatore Ceccanti, perché da professore di diritto costituzionale già gli imputai di essere diventato professore di statistica; oggi è diventato professore di letteratura, neppure solo italiana, ma internazionale.
MARCENARO (PD). Comparata, senatore Boscetto.
BOSCETTO (PdL).
Rispetto alle sue elucubrazioni, che volevano portare e hanno portato a ragionamenti politici su Lewis Carroll, mi trovo in moderato contrasto.
Non si può tirare fuori da esempi letterari specificazioni applicate a situazioni delicate e forti come quella della quale stiamo discutendo.
Ugualmente, nonostante il ricorso intellettuale a Manzoni e ai Promessi Sposi e a quelle che furono evidenziate come esercitazioni di brocardi da parte di Azzeccagarbugli, difficilmente si arriva alla materia del contendere politico.
Certo, ne "I Promessi Sposi" (vado a memoria) si trovano stupendi episodi come quello del contrasto politico che si registrava in Spagna sotto Filippo IV, quando il conte duca d'Olivares era il favorito.
Fu lui che inviò alcune truppe in Italia per partecipare alla battaglia di Casale Monferrato; di lì vi furono degli spostamenti nel Nord.
Gli eserciti si portavano dietro la peste e da quest'ultima nacque la meravigliosa storia che Manzoni scrisse e che si risolse poi nei grandi termini della Provvidenza.
Abbiamo bisogno noi di concetti così elevati quando andiamo a discutere di un provvedimento come questo, in materia di legittimo impedimento?
Credo di no, ma forse sì.
Quando certe leggi diventano in qualche modo oggetto di un giudizio di Dio va tutto bene, ma bisogna ovviamente rispettare i diversi punti di vista.
Non vi sono stati tanti interventi da parte nostra, ma alcuni sono stati molto chiari.
Chiarissimo è stato il duplice intervento del relatore, senatore Mugnai, che è riuscito con la grande capacità che gli è propria ad esprimere esattamente la nostra posizione.
Discutibili o non discutibili che siano, le posizioni in politica sono ovviamente considerate in un determinato modo o in un altro a seconda che il ragionamento venga dalla maggioranza o dall'opposizione.
Vi sono poi situazioni culturali intermedie.
Ieri ho avuto modo di comprare l'ultimissimo libro di Travaglio, «Ad personam», al cui interno si trovano, riferite alle diverse legislature Prodi e Berlusconi, dal 1994 ad oggi, critiche incredibili sulla politica italiana, che non fanno sconti né al centrodestra, né al centrosinistra.
Se ci si mette nella posizione di Travaglio, niente è andato bene, niente è stato etico, tutto è stato portato verso posizioni forti ed interessi di parte.
Mi piacerebbe che Travaglio diventasse Presidente del Consiglio perché vedremmo come riuscirebbe a risolvere i problemi di uno Stato.
Ma, come sappiamo, ed è inutile dirlo, uno Stato è un'entità estremamente complessa, che deve curarsi di enormi interessi, che deve mediare, che deve andare avanti, che deve riuscire a contrastare situazioni di tutti i tipi.
Allora, il giustizialismo puro, la critica totale non ha senso.
Quando qualcuno, un uomo che stimo molto come il senatore Zanda, attacca persino il presidente Schifani, come avvenuto qualche minuto fa, in qualche modo travalica la sua posizione di Vice Capogruppo di un importante partito.
Il presidente Schifani fa tutto il possibile per conservare in quest'Aula la garanzia dell'imparzialità e ci riesce a mio parere al 100 per cento; se poi c'è qualche momento in cui l'opposizione non è d'accordo, fa parte della fisiologia del reggimento da Presidente di una Assemblea così complessa.
(Applausi dal Gruppo PdL).
Quindi, al presidente Schifani va tutta la nostra stima e sono convinto che, sotto sotto, al di là della retorica degli interventi di contrasto, anche voi la pensate come me.
Berlusconi certamente è la vostra bestia nera, perché ha introdotto in questo Paese delle novità che non sarebbero piaciute ad Occhetto e continuano a non piacere al centrosinistra.
Occhetto aveva attivato la sua "gioiosa macchina da guerra" sicuro di vincere: Berlusconi è sceso in campo e in tre mesi ha cambiato questo Paese, e - a nostro avviso - lo ha cambiato in meglio!
(Applausi dal Gruppo PdL. Commenti del senatore Maritati).
Tutto quello che accade negli anni dobbiamo imputarlo a questa diversissima posizione politica.
Noi riteniamo che il centrosinistra sia l'espressione del conservatorismo e che la nostra parte politica sia invece tesa alla novità, all'innovazione e ad una garbata risoluzione.
Lo dirà la storia chi ha ragione, non possiamo dircelo fra noi.
È chiaro che voi avete tutta una serie di posizioni di contrasto alle nostre, e meno male: se non ci fossero forti posizioni di contrasto vorrebbe dire che c'è una massa indefinita e grigia nella politica, che a noi non piacerebbe.
Vogliamo metterci di fronte all'opposizione in termini che per noi sono fortemente costruttivi e fortemente innovatori.
Capisco che queste parole non possono piacervi, ma mi auguro che siano del tutto condivise dai colleghi parlamentari che mi sono intorno.
(Applausi dal Gruppo PdL).
Stiamo giocando da anni una partita politica nella quale riteniamo di poter cambiare il Paese e di averlo in parte cambiato.
Voi invece pensate che tutto quello che facciamo sia in qualche modo interessato, soprattutto con riguardo a Berlusconi.
Non è vero!
VOCI DAI BANCHI DEL PD. No! No!
BOSCETTO (PdL).
Abbiamo visto il Presidente del Consiglio raggiunto da una comunicazione giudiziaria, dopo qualche mese dalla vittoria nelle elezioni del 1994, pubblicata in anticipo sul «Corriere della Sera», e abbiamo capito che non stava bene a troppi la novità della nostra vittoria e delle nostre logiche di cambiamento.
(Commenti dai banchi dell'opposizione).
Da lì poi è andato avanti, ormai per un periodo lunghissimo, tutto il contrasto che ritengo persino serio da parte del centrosinistra, perché non vedo aperture intellettuali significative.
Non vedo nessuno che in qualche modo si ponga il problema chiedendosi: avrà ragione Berlusconi? Avranno ragione i berlusconiani?
Io vi dico che noi siamo talmente convinti della nostra posizione politica, che ormai da quindici anni sosteniamo tutta una serie di logiche non perché ci danno degli ordini, come qualcuno ha detto...
..........
Avremo poi davanti a noi tre anni: in quel momento si capirà cosa si può fare in questo Paese per migliorarlo dalle fondamenta.
E lì allora voi dovrete partecipare alle grandi riforme riguardanti questo Paese.
Vedremo se lo farete.
Vedremo se, dopo questi due anni di schermaglie recenti, ci sarà la volontà di soffermarsi a migliorare il Paese.
Poi nel 2013 vinca chi vinca; ma sulla base di un lavoro serio fatto da tutti.
Pensare e dire, com'è stato detto, che Berlusconi ha scardinato e sta scardinando il Paese è un semplice artifizio retorico.
Noi riteniamo che questo Paese, anche attraverso le ultime esperienze, sia stato retto con mano salda dal Governo Berlusconi.
Noi abbiamo risolto e stiamo risolvendo problemi forti, soprattutto in economia, che non so come avrebbe potuto risolvere un vostro Governo, quale quello che ha dato purtroppo una pessima prova di sé, con tutta la stima per Prodi, nei 18 mesi trascorsi dal 2006 al 2008.
Voi non riuscivate ad approvare provvedimenti indispensabili (mi viene in mente un certo decreto sicurezza) perché le divisioni al vostro interno non permettevano di realizzare nulla.
Il Paese questa vostra esperienza governativa l'ha vissuta, e non vuole ripeterla.
Quando, dopo aver approvato questo provvedimento sul legittimo impedimento alla Camera, voi presentate al Senato
1.500 emendamenti, date evidentemente la prova di non voler discutere: su quei dieci emendamenti fondamentali, sui quali pure si sarebbe potuto discutere:
date la prova palese di un ostruzionismo direi addirittura fine a se stesso, perché 1.500 emendamenti sono la prova provata di un'azione ostruzionistica.
Volevate farlo per dire al Paese che 1.500 emendamenti dimostrano la fondamentale logica contraria del centrosinistra.
Mi chiedo quindi se si sia trattato di un gesto di sconsideratezza o se si sia voluto scientemente portare noi - o meglio, il Governo - a chiedere il voto di fiducia per poi poter dire che su questo provvedimento abbiamo posto la trentesima questione di fiducia.
Ricordate però che il Governo Prodi, se non ne ha chieste 30 di fiducie, ne ha chieste 28!
http://www.senato.it/service/PDF/PDF...BGT/467441.pdf
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Trascrizione stenografica dell'intervento dell'On Boscetto ( PDL) in occasione dell'approvazione della legge sul " legittimo impedimento " .
( 10.3.10 )
Parole chiare , parole giuste , parole su cui qualcuno dovrebbe riflettere
