La leggenda del Cavaliere scomparso
Mentre il governo Prodi conclude al Senato, indenne, un’altra giornata di ordinario scontro con l’opposizione più rissosa che si ricordi. Mentre un prestigioso parlamentare della maggioranza, il senatore Gerardo D’Ambrosio, viene definito «assassino» da una gentile collega di Forza Italia (forse per aver difeso la Repubblica dalla illegalità e dal terrorismo quando era al vertice della Procura di Milano). Mentre a Napoli il capo di una opposizione siffatta viene coerentemente accolto dai suoi sostenitori al grido di «Prodi, Prodi, vaffanculo» (grido che lui benevolmente commenta: «Parole rozze ma efficaci»). Mentre insomma la destra berlusconiana si mostra in tutta la sua tronfia e muscolare volgarità, nel centrosinistra di oggi si progetta il centrosinistra che sarà.
Un cantiere di idee e di progetti che nelle sue diverse articolazioni sembra avere una necessità condivisa. Quella di liberarsi del fantasma di Berlusconi. Esigenza lodevole ma temiamo azzardata che ritroviamo nel manifesto di Rutelli per il nuovo centrosinistra, firmato tra gli altri dai sindaci di Torino e di Venezia Chiamparino e Cacciari. Là dove accanto a una serie di proposte per la crescita e la modernizzazione del Paese, si enunciano due princìpi di forte impatto.
1. Si dice che «è finita la lunga stagione in cui la coesione del centrosinistra è stata garantita dall’antagonismo verso Berlusconi».
2. Si sostiene che se l’attuale maggioranza non soddisferà le attese elettorali, «il Pd dovrà proporre un’alleanza di centrosinistra di nuovo conio, per non riconsegnare l’Italia alle destre, ma soprattutto per non essere imprigionato dal minoritarismo e dal conservatorismo di sinistra, né dalla paralisi delle decisioni».
La seconda affermazione ha già fatto rumore sollevando la reazione della sinistra cosiddetta radicale che si è sentita ingiustamente presa di mira. Ma è sulla fine dell’antiberlusconismo che le domande appaiono più pressanti.
Fermo restando che un programma di governo non può reggersi soltanto sul contrasto dell’avversario.
Ma da dove nasce la convinzione che il cavaliere sia oramai un falso bersaglio eredità del passato? Quando è che ha annunciato il suo ritiro dalla politica? E quali sono i segnali che indicano una sua rinuncia a presentarsi come candidato premier della CdL alle prossime elezioni, quando saranno?
Non è vero forse il contrario? Che cioè Berlusconi è già in campagna elettorale, come dimostrano i suoi comizi e la fitta rete di iniziative che in suo nome fioriscono dalle Alpi alla Sicilia. Che la sua supremazia nella destra resta senza rivali, avendolo sia Fini che Bossi riconosciuto come capo indiscusso e sempiterno. Che la dissidenza di Pier Ferdinando Casini appare spericolata ma destinata a rientrare. Infatti in caso di voto anticipato sarebbero probabilmente i suoi dell’Udc a rimetterlo in riga sotto le insegne del cavaliere proprietario.
In conclusione, ha senso dichiarare conclusa la stagione dell’anti-Berlusconi con un Berlusconi più forte che mai? Con il suo patrimonio sempre più immenso? Con il suo conflitto di interessi sempre più intatto? Con i suoi giornali e le sue Tv sempre più militanti? (L’apertura del Tg2 di giovedì sera in diretta da Napoli era impressionante per il culto della personalità che vi si professava). E non dice niente la sostituzione al vertice del Tg5 del «moderato» Carlo Rossella con Clemente Mimun già noto per il suo Tg1 da combattimento?
Non è bastata la lezione di un Berlusconi già dato politicamente per morto almeno un paio di volte nell’ultimo decennio e poi regolarmente risorto con le conseguenze che sappiamo per il Paese e per il centrosinistra? O forse nel centrosinistra «di nuovo conio» esiste una formula magica per fare scomparire gli avversari che non ci piacciono? Ma soprattutto, come potrà mai questo nuovo centrosinistra vincere le elezioni senza il consenso dei tanti convinti che Berlusconi, con tutto ciò che ne consegue, sia il nostro problema politico numero uno?
Padellaro




. Che la dissidenza di Pier Ferdinando Casini appare spericolata ma destinata a rientrare. Infatti in caso di voto anticipato sarebbero probabilmente i suoi dell’Udc a rimetterlo in riga sotto le insegne del cavaliere proprietario.
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