L'obiettivo? Unirsi. Ma già Pertini diceva: "Se in un'isola si trovano tre socialisti, fanno tre correnti"...
Sabato 14.07.2007 15:40
Sono calati all'Eur di Roma da tutta Italia i drappelli col garofano rosso. Gente incanutita che si ritrova, incredula e smarrita, comunque felice di esserci ancora. Naufraghi dopo lo tsunami. Su di loro tangentopoli, il biennio 1992-1993, ha avuto l'effetto della bomba atomica. Poi, ai pochi superstiti, la seconda repubblica ha concesso una magra sopravvivenza perché si emendassero. Chi l'ha fatto ha teso a percorsi di sopravvivenza personale, è passato nelle file di Forza Italia (Stefania Craxi, Cicchitto, Tremonti, Margherita Boniver ecc.) o del Pds-Ds (Giorgio Benvenuto,Valdo Spini e ora nel Pd Del Turco, Signorile, Manca). Requisiton indispensabile: dimenticare e cancellare le parole "socialista" e "socialismo".
Gli altri invece hanno vagato fra l'inferno e il purgatorio, girando e rigirando nelle piaghe lasciate aperte da Bettino Craxi, un chiodo arrugginito che li ha appesi a una croce per chiudere una pagina di storia che pure aveva dato all'Italia anche momenti di grandi speranze, di lotte vinte, di riforme vere.
Al Partito socialista l'Italia deve rispetto. Togliersi il cappello di fronte a più di 100 anni di storia in chiaro-scuro, ma storia vera. Va colto il sorriso che dall'Eur questi "compagni" provano a lanciare agli italiani. Vale più del programma, l'orgoglio socialista. Dicono. Quasi 15anni di veleni e "sangue" da guerra civile tascabile. Esagerano sempre i socialisti. Nel dramma e nella festa. Alla ricerca di una idealità da trasmettere pomposamente. Il giorno scelto per la fine della diaspora socialista, 14 luglio, è tutto un programma. Il 14 luglio del 1789 il popolo di Parigi insorge, assalta la Bastiglia simbolo del potere assolutista, inizia la Rivoluzione francese.
A Roma, scesi dai torpedoni, hanno dato l'assalto (pagando) ai fiorai, per mettersi all'occhiello dell'abito della festa il garofano più bello. Sempre gli stessi.Pugno chiuso, pacche sulle spalle, sempre primi nel valzer delle mozioni
astruse, sempre pronti ad azzuffarsi non si sa perché. Altre volte, in questi anni, ci hanno provato a ricomporsi e ci hanno creduto a rilanciare un partito dall'identità socialista. Ma finora hanno fallito. Stavolta o la va o la spacca. Non ci sarà un'altra occasione.




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