GABRIELE DE BARI dal nostro inviato
KAPFENBERG - Chioma fluente e passo felpato, calzettoni scesi e tutto sinistro. Simone Del Nero ha impiegato poco per farsi apprezzare dai nuovi compagni: tecnica, estro, simpatia e tanta voglia di lavorare per sfruttare la bella opprotunità che gli ha offerto la Lazio. Dalla B alla serie A, fino alla Champions League. Un momento che potrebbe rilanciare la carriera di questo talentuoso ragazzo toscano che sembrava destinato a grandi livelli. Del Nero, infatti, che conta 13 presenze nella Under, era uno dei punti di forza della formazione allenata da Claudio Gentile, campione d’Europa a Bochum in Germania. Il laziale veniva impiegato come punta esterna al fianco di Gilardino. Però, mentre il milanista ha bruciato le tappe arrivando in Nazionale e vincendo il Mondiale, il bresciano ha conosciuto un periodo di involuzione e si è un po’ perso per strada.
«Questa è la mia grande occasione, arrivo in una piazza importante con gli stimoli giusti per rilanciarmi e dare il mio contributo alla Lazio che mi ha voluto. Sono onorato di essere qui e di far parte di questa squadra». Simone Si è presentato ai nuovi tifosi con parole decise e molta concretezza, segno che è consapevole di quello che dovrà fare per meritarsi la fiducia della società. «Dopo tanti anni passati al Brescia, finalmente avrò la possibilità di giocare per traguardi più ambiziosi, compreso le partite in Europa». Del Nero, che compirà 26 anni il 4 agosto, ha cominciato nell’Empoli, nella stagione 2000-2001 è passato al Brescia dove è rimasto fino al giugno scorso, eccezion fatta per qualche mese trascorso con la maglia del Livingston (Scozia).
La Lazio l’ha acquistato a parametro zero, perché in scadenza di contratto, definendo l’operazione una ”scommessa”. A Delio Rossi, però, non erano sfuggite le qualità del ragazzone (187 cm. di altezza) dai piedi buoni e l’ha voluto nella Lazio come alternativa di prima scelta. C’è chi lo definisce un centrocampista esterno, chi una seconda punta, ma Del Nero riesce a interpretare con facilità entrambi i ruoli anche se non può proprio definirsi un attaccante di razza perchè non ha il gol nel suo dna calcistico. La mancanza di feeling con la porta sembra essere il suo neo, oltre a qualche pausa di troppo. Una delle migliori partite della carriera Del Nero l’ha disputata proprio contro la Lazio al ”Rigamonti”, facendo vedere di essere un elemento interessante e in grado di creare problemi a qualsiasi difesa.
Nelle due amichevoli finora giocate, nel periodo di ritiro, Simone Del Nero si è dimostrato decisamente il più pronto dei nuovi acquisti. Soprattutto contro il Kapfenberg, avversario di maggior livello, il fantasista ha sfoderato colpi geniali, dribbling veloci e giocate di ottimo contenuto tecnico. Il suo ingresso, nella ripresa, come sostituto di Mauri, ha rivitalizzato e reso più rapida la manovra della squadra. Nonostante qualche duro calcione ricevuto dagli austriaci che non riuscivano a fermarlo. Rossi, non potendo contare sull’infortunato Meghni, l’ha impiegato come trequartista alle spalle della coppia Rocchi-Pandev e i risultati sono stati apprezzabili. Quasi certamente lo rivedremo in campo anche contro i campioni tedeschi dello Stoccarda, nel test più impegnativo di tutto il ritiro. Per il neo biancoceleste sarà una nuova occasione per stupire i compagni e tifosi accorsi in Austria. Del Nero ha scelto la maglia numero 81, che rappresenta il suo anno di nascita.




Rispondi Citando

