La Legge elettorale in Italia
E’ in Italia un grande e vecchio problema sul quale, finalmente, sia i nostri politici e da quello che rilevano alcuni sondaggi anche l’opinione pubblica, stanno ponendo sempre più la loro attenzione.
Finalmente dico perché, dalla seconda guerra mondiale ad oggi, siamo andati “avanti” con leggi elettorali le quali, anche se nate da ispirazione democratica, sono state però in pratica realizzate in maniera molto grossolana tanto da produrre uno sviluppo in molti casi squilibrato fino al punto che progredire sta diventando sempre più difficile o addirittura impossibile.
D’altra parte dobbiamo dire che la Legge elettorale costituisce la fondamenta indispensabile per poter costruire governi rappresentativi ed efficienti e che, quando questa è fatta male, come per la costruzione di un palazzo, diventa difficile o impossibilecostruire non solo ma, se ci riusciamo, sarà comunque una costruzione poco affidabile e troppo costosa come appunto, chi più chi meno, sono stati i governi che abbiamo avuto in Italia dal dopo guerra ad oggi.
E’ con soddisfazione dunque che rilevo il crescente interesse di tante persone verso questo grande problema che, fra l’altro, si presenta come non più rinviabile.
Fatta questa premessa credo però fondata la mia preoccupazione che esistano ancora molte probabilità di trovarsi con una nuova Legge elettorale fatta per tentativi come quando un medico, davanti ad un malato grave del quale nessuno ha capito la malattia, prova nuovi farmaci nella speranza che siano quelli giusti.
In ogni modo non voglio essere troppo pessimista anzi penso che mettendo in pratica qualcuna delle ipotesi che sono gia state fatte, i nostri politici potrebbero realizzare qualcosa che dovrebbe essere migliore della Legge elettorale che abbiamo ora ma che però sarà comunque una nuova Legge che costerà moltissimo, risolverà troppo poco e infine dovrà essere discussa di nuovo fra non molto come, d’altra parte, solitamente è avvenuto.
E’ dunque fondamentale affrontare questo problema riferendosi al giusto metodo e non a dei tentativi o a convinzioni personali prive di un chiaro riscontro logico come è stato fatto fino ad oggi.
Con questo concetto, fra l’altro, era concorde anche la famosa economista inglese Joan Robinson, morta a 80 anni nel 1983, (è stata definita il più grande Nobel per l’economia, mancato) la quale si esprimeva dicendo che il paradigma della sostenibilità, come ogni paradigma sociale, nasce su una base retorica o addirittura da pura metafisica, e, per diventare patrimonio politico, ossia della società, deve attrezzarsi in modo scientifico.
Senza questo salto il paradigma rimane puro esercizio mentale di una ristretta élite come di fatto sono state le Leggi elettorali che abbiamo avuto fino ad oggi in quanto nate da modelli o da convinzioni astratte di pochi politici delle quali però non hanno mai dato spiegazioni chiare e fino in fondo convincenti perché, d’altra parte, non hanno mai avuto i riferimenti scientifici per poterle dare e quindi non sapevano nemmeno come fare a darle !
Continuando così il rischio, quindi, è quello di fare una nuova Legge elettorale o addirittura un nuovo “pastrocchio” che come al solito costerà moltissimo, risolverà troppo poco e, fra non molto dovremo mettere di nuovo in discussione.
Pertanto, oltre che giusto, ritengo anche urgente in questo momento, sottoporre all’attenzione di chiunque come dovrebbe essere la Legge elettorale realizzata secondo il metodo, indicato da “La Verità”.
(“La Verità” Ogni cosa è costituta da una o più coppie di poli …………….
La verità non è una formula e non è una filosofia ma l’una e l’altra insieme e, in ogni modo, è il risultato di una ricerca scientifica durata diversi anni e verificata successivamente per diversi anni ancora.
E’ una scoperta, fatta nel 1975 e depositata recentemente alla S.I.A.E. come opera inedita, che rivoluziona il comune e tradizionale modo di pensare e che aiuta a vedere ogni cosa con maggiore chiarezza come da una finestra posta al di sopra e al di fuori delle nostre convinzioni o della nostra costruzione psicologica).
Conseguentemente e con il preciso scopo di realizzare governi di maggioranza che siano i più rappresentativi, i più efficienti e i meno costosi è necessario procedere sistematicamente secondo la sequenza dei problemi o più precisamente, secondo la sequenza naturale delle coppie di poli, che troviamo durante il percorso ai quali, di volta in volta, dobbiamo dare risposta con i risultati trovati.
Così, con questa logica, tutta la procedura o metodo, comunque si voglia chiamare, è stata naturalmente sviluppata e descritta nei seguenti Capitoli:
Capitolo 1°- Il partito migliore e il partito peggiore
1° - Tutti i cittadini, fatta eccezione per i minorenni e, in ogni modo, per tutti coloro che non sono in grado di intendere e di volere, saranno chiamati a votare e quindi ad esprimere due voti con i quali, per governare, dovranno indicare quale partito politico ritengono il migliore e quale il peggiore, ma si potrebbero anche esprimere indicando quale il più amato e quale il più odiato, che è poi la stessa cosa.
Come definisce “La Verità” il migliore e il peggiore sono due dei poli uguali e contrari in questo caso dell’oggetto partito. Quindi questi due poli sono inscindibili fra loro in quanto parte integrante di un oggetto del quale non possiamo accettarne uno ed ignorare l’altro o viceversa.
Sarebbe come pretendere che una batteria abbia solo il polo positivo senza quello negativo, non sarebbe una batteria; oppure, che nel bilancio di un’azienda ci sia solo la colonna dell’avere senza quella del dare, non sarebbe un bilancio, e ancora, che il nostro pianeta abbia solo il polo Nord senza quello Sud, non sarebbe un pianeta, ecc.
I voti, quindi, dovranno essere sempre e soltanto due tanto che alla fine dei risultati elettorali la somma dei voti favorevoli risulterà identica alla somma dei voti contrari.
Pertanto tutte le schede che avranno un solo voto o più di due voti dovranno essere ritenute nulle.
In questo modo sarà dunque realizzata una competizione, quella elettorale, dalla quale possiamo rilevare questi fondamentali risultati:
La dimensione di ogni partito.
Che sarà direttamente proporzionale alla quantità dei voti favorevoli ottenuti.
L’ indice di gradimento di ogni partito.
Che sarà dato dalla differenza fra la quantità dei favorevoli e la quantità dei voti contrari e quindi:
1° Se un partito ottiene 1.000.000 di voti favorevoli e 800.000 contrari, vuol dire che il suo indice di gradimento é positivo e cioè +200.000
2° Se un partito ottiene 1.000.000 di voti favorevoli 1.200.000 contrari, allora vuol dire che il suo indice di gradimento é negativo e cioè -200.000
L’ effettivo valore politico di ogni partito.
Che sarà dato dai voti favorevoli sommati a quelli dell’Indice di gradimento e cioè:
nel 1° caso 1.000.000 di voti favorevoli + 200.000 di indice di gradimento danno un Effettivo Valore politico di 1.200.000 voti.
nel 2° caso 1.000,000 di voti favorevoli – 200.000 di indice di gradimento danno un Effettivo Valore politico di 800.000 voti.
Rilevati tutti gli effettivi Valori politici dei partiti e elencandoli in ordine di grandezza possiamo, quindi, realizzare una graduatoria corretta o meglio più giusta di quella che si otterrebbe elencando solo per quantità di voti così come avvenuto fino ad oggi.
Per continuare però:
Dato che ogni aspetto del problema dovrà essere rigorosamente chiaro e fra l’altro anche per la necessità di capire, fino a che punto lo sono, vorrei sottoporre all’attenzione degli interessati, intanto solo questo primo capitolo al quale seguiranno poi quelli di seguito elencati:
Capitolo 2°- Chi ha vinto e chi ha perso
Capitolo 3°- Chi deve proporsi e chi deve opporsi
Capitolo 4°(solo se esiste il problema) - Chi deve associarsi e chi deve dissociarsi
Capitolo 5°- Applicazione pratica del metodo
Elezioni politiche in Italia del 9 aprile 2006. Chi dovrebbe governare
Elezioni politiche in Germania del settembre 2005. Chi dovrebbe governare
Elezioni politiche in Spagna del 14 marzo 2004. Chi dovrebbe governare
Elezioni politiche in Francia del 2004. Chi dovrebbe governare
Per concludere credo importante informare che:
1° - Essendo l’argomento trattato di grandissima importanza e anche urgente voglio precisare che è stato da me affrontato spinto dalla convinzione della validità del metodo che ad esso è stato applicato.
Per contro però la mia capacità di scrivere risulterà poco evoluta sia come qualità espressiva e probabilmente anche dal punto di vista grammaticale. D’altra parte il mio lavoro, fino ad oggi, non stato quello di fare lo scrittore.
Non solo, ma è anche possibile che i dati e le informazioni raccolte siano da verificare e magari da correggere o completare.
Chiunque volesse intervenire in proposito sarà per me un importante aiuto del quale ho sicuramente bisogno.
2° - In un primo momento avevo deciso di fare un elenco degli argomenti o componenti più importanti della nostra società dei quali evidenziare gli squilibri che possiamo chiamare anche deformazioni o uscita dai quei parametri, prodotti dalle vecchie Leggi elettorali, che rendono difficile o impossibile lo sviluppo.
Questo comporta una raccolta dati ed una loro corretta interpretazione e descrizione che certamente non è una fatica da poco ma però devo anche dire che affrontare questi problemi, significa agire prematuramente nel senso che per ricostruire è più logico ripartire dalla base .
Nello specifico infatti, tutti gli squilibri o deformazioni sociali o uscite dai “parametri” o comunque si vogliano chiamare, mentre da una parte hanno danneggiato e danneggiano tutta la società dall’altra invece hanno favorito alcuni cittadini o qualche categoria. Quindi dato che alla base di tutto è fondamentale e prioritaria una buona Legge elettorale preferisco rimandare questi argomenti ad un momento più adatto perché per quello trattato, sicuramente prioritario, è indispensabile la collaborazione di più cittadini possibile indipendentemente dalla loro appartenenza o simpatia politica.
© Ubaldo Voli
Vinci 8 giugno 2007
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