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  1. #1
    Comunista democratico
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    Predefinito Dichiarazione di voto dell'Area del PRC Essere Comunisti al CPN

    CPN del 14-15 luglio 2007 - Dichiarazione di voto di Claudio Grassi

    di Claudio Grassi

    su redazione http://www.esserecomunisti.it del 15/07/2007

    Dichiarazione di voto sul documento proposto dalla Segreteria nazionale del Partito della Rifondazione Comunista

    Condivido la gran parte delle considerazioni che sono contenute nel documento proposto dalla segreteria nazionale.
    In particolare mi convince la proposta che viene avanzata su come affrontare la partita delle pensioni: rispetto del programma dell'Unione, coinvolgimento dei lavoratori, costruzione della mobilitazione per l'autunno.

    Condivido anche la valutazione molto critica sull'operato del Governo e sulle ripercussioni gravissime che avrebbe sul Governo stesso lo svolgimento del referendum elettorale.

    Anche la proposta dell'unità a sinistra è declinata in modo convincente: essa contempla un nostro forte impegno nel processo unitario, che è giusto e urgente, senza che ciò significhi lo scioglimento delle forze politiche organizzate che vi partecipano.

    C'è anche una parte del documento che, come è facile capire, non condivido ed è il riferimento, in positivo, al congresso di Venezia. E ciò non solo perché allora sostenni un documento alternativo, i cui contenuti ritengo tuttora validi, ma perché mi pare che le difficoltà di cui stiamo discutendo in questi giorni, di cui abbiamo discusso alla conferenza di Carrara, siano il prodotto della impostazione sbagliata di quel congresso.

    Ciò nonostante – esprimendo un dissenso netto su questo punto, ma condividendo le proposte politiche contenute per il futuro, che è quello che più mi interessa – esprimo un voto favorevole al documento.

    Lo facciamo, come area Essere Comunisti, anche per dare un contributo, come abbiamo fatto a Carrara, in una fase difficile per il Partito, per il suo rilancio. Chiediamo che questo atteggiamento venga assunto anche dalla maggioranza al fine di rendere più efficace e incisiva l'iniziativa di Rifondazione Comunista e per cercare di superare le divisioni che spesso paralizzano l'attività sui territori.
    Myrddin

  2. #2
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  3. #3
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    Ma come si fa a non vedere che siamo gli unici, assieme alla Fiom, che stanno resistendo;"

    Ho estratto questa frase dalla dichiarazione di Grassi. Il compagno ha centrato il punto: come si può creare un'unità (liste uniche) con Sinistra Democratica, Verdi e PdCI quando, di fatto, Rifondazione è l'unico partito che cerca di difendere i lavoratori? Come è possibile un'alleanza federativa con altri partiti che, dalla famosa "lettera dei 4" (quella congiunta dei 4 ministri della sinistra), non si sono quasi più fatti sentire? Inoltre, c'è una differenza di fondo, che è la concezione del governo: per noi, il governo è giustamente un mezzo. Per Mussi e il suo movimento, è il fine primo.
    Si può discutere con gli altri di volta in volta, e votare comunemente, ma le esternazioni di certi compagni della maggioranza fanno pensare ad una accelerazione stile PD in caso di vittoria del congresso (Giordano ha detto espressamente che il processo va accelerato). Un po come quando Fassino, a un mese dal congresso dei DS, diceva che il partito non si sarebbe sciolto.
    Sulla questione delle pensioni, fino ad ora (poi non si sa, ma fino ad ora sicuramente) la maggioranza si sta comportando meglio che in altre occasioni, sembrando meno accondiscendente rispetto (ad esempio) a quando si votò la finanziaria. In base a quello che riuscirà ad ottenere, si deciderà anche il futuro di Rifondazione.
    Ma se resteremo soli a lottare contro il nuovo PD e le sue scellerate proposte, senza l'aiuto della sinistra della coalizione, non riusciremo a strappare nulla. E allora, che senso avrebbe restare al governo? E che senso avrebbe perseguire un'unità su vincoli programmatici con chi considera una questione come quella che si dibatte in questi mesi meno importante o (peggio ancora) con chi è d'accordo con un innalzamento tout court dell'età pensionabile?

    Personalmente, mi riserverò di decidere "da che parte stare" (al congresso intendo) vedendo la decisione finale dei parlamentari del partito sulla questione delle pensioni.
    Questo perchè il discorso fatto da Grassi è condivisibile, ma è un po strana la conclusione.

    L'Ernesto e Essere Comunisti, con modi diversi, dicono le stesse cose. Ma Grassi è contradditorio: dice che siamo gli unici a difendere le pensioni insieme alla FIOM (vero), ma poi dice che l'unità con chi non le difende (SD in primis) è fondamentale. Dice che il partito ha abbassato troppo la testa fino ad ora, che c'è una crisi (vero), ma che va appoggiato l'attuale operato della maggioranza, votando a favore di ogni loro documento.

  4. #4
    Comunista democratico
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    Citazione Originariamente Scritto da Niccolò Visualizza Messaggio
    Ma come si fa a non vedere che siamo gli unici, assieme alla Fiom, che stanno resistendo;"

    Ho estratto questa frase dalla dichiarazione di Grassi. Il compagno ha centrato il punto: come si può creare un'unità (liste uniche) con Sinistra Democratica, Verdi e PdCI quando, di fatto, Rifondazione è l'unico partito che cerca di difendere i lavoratori? Come è possibile un'alleanza federativa con altri partiti che, dalla famosa "lettera dei 4" (quella congiunta dei 4 ministri della sinistra), non si sono quasi più fatti sentire? Inoltre, c'è una differenza di fondo, che è la concezione del governo: per noi, il governo è giustamente un mezzo. Per Mussi e il suo movimento, è il fine primo.
    Si può discutere con gli altri di volta in volta, e votare comunemente, ma le esternazioni di certi compagni della maggioranza fanno pensare ad una accelerazione stile PD in caso di vittoria del congresso (Giordano ha detto espressamente che il processo va accelerato). Un po come quando Fassino, a un mese dal congresso dei DS, diceva che il partito non si sarebbe sciolto.
    Sulla questione delle pensioni, fino ad ora (poi non si sa, ma fino ad ora sicuramente) la maggioranza si sta comportando meglio che in altre occasioni, sembrando meno accondiscendente rispetto (ad esempio) a quando si votò la finanziaria. In base a quello che riuscirà ad ottenere, si deciderà anche il futuro di Rifondazione.
    Ma se resteremo soli a lottare contro il nuovo PD e le sue scellerate proposte, senza l'aiuto della sinistra della coalizione, non riusciremo a strappare nulla. E allora, che senso avrebbe restare al governo? E che senso avrebbe perseguire un'unità su vincoli programmatici con chi considera una questione come quella che si dibatte in questi mesi meno importante o (peggio ancora) con chi è d'accordo con un innalzamento tout court dell'età pensionabile?

    Personalmente, mi riserverò di decidere "da che parte stare" (al congresso intendo) vedendo la decisione finale dei parlamentari del partito sulla questione delle pensioni.
    Questo perchè il discorso fatto da Grassi è condivisibile, ma è un po strana la conclusione.

    L'Ernesto e Essere Comunisti, con modi diversi, dicono le stesse cose. Ma Grassi è contradditorio: dice che siamo gli unici a difendere le pensioni insieme alla FIOM (vero), ma poi dice che l'unità con chi non le difende (SD in primis) è fondamentale. Dice che il partito ha abbassato troppo la testa fino ad ora, che c'è una crisi (vero), ma che va appoggiato l'attuale operato della maggioranza, votando a favore di ogni loro documento.
    Caro compagno, si deve partire da un dato di fatto.
    Avrai letto le dichiarazioni di Dini.
    Si sta facendo di tutto per marginalizzare rifondazione, cancellarne il peso politico, eliminarne la funzione essenziale di unico vero condizionamento a sinistra del governo Prodi.
    E se questo è vero si deve riconoscere che una funzione l'ha anch ela maggioranza del partito, non solo chi ha diversi dissensi su punti anch eimportanti.
    Noi con SD dobbiamo dialogare, e rimanendo ancorati alla gestione del partito possiamo condizionare l'evoluzione del PRC, diversamente si diventa marginali e non si incide su nulla.
    Hai visto che fine stanno facendo, l'una dopo l'altra le minoranze del PRC? Si stanno tutte autodistruggendo. Stanno scomparendo dal partito. Ed è paradossale, perchè proprio ora si puiò incidere. Ma si deve incidere in modo diverso dal passato, condividendo la gestione del partito.
    Myrddin

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Caro compagno, si deve partire da un dato di fatto.
    Avrai letto le dichiarazioni di Dini.
    Si sta facendo di tutto per marginalizzare rifondazione, cancellarne il peso politico, eliminarne la funzione essenziale di unico vero condizionamento a sinistra del governo Prodi.
    E se questo è vero si deve riconoscere che una funzione l'ha anch ela maggioranza del partito, non solo chi ha diversi dissensi su punti anch eimportanti.
    Certamente: la maggioranza stavolta si sta dimostrando meno accondiscendente rispetto a questioni passate (come la finanziaria). Bisogna aspettare la proposta finale e il comportamento del partito: visto quello, ognuno trarrà le proprie conclusioni.

    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Noi con SD dobbiamo dialogare, e rimanendo ancorati alla gestione del partito possiamo condizionare l'evoluzione del PRC, diversamente si diventa marginali e non si incide su nulla.
    Hai visto che fine stanno facendo, l'una dopo l'altra le minoranze del PRC? Si stanno tutte autodistruggendo. Stanno scomparendo dal partito. Ed è paradossale, perchè proprio ora si puiò incidere. Ma si deve incidere in modo diverso dal passato, condividendo la gestione del partito.
    La gestione del partito è chiaramente fondamentale, ed è a questo che puntano tutte le minoranze interne.
    Dato che mi sembra chiaro che Essere Comunisti non presenterà un proprio documento ma emenderà quello della maggioranza, aspetterò di vedere il documento emendato. La mia idea è che, con l'idea di entrare nella direzione del partito, si finisca per firmare un documento de facto simile a quello della maggioranza dell'ultimo congresso, e per finire con l'agire di conseguenza.

    Faccio un esempio meno importante: ricordi la critica che la ex mozione 2 faceva alla Sinistra Europea? La condividevo in pieno: che fine ha fatto, ora, quella critica?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Hai visto che fine stanno facendo, l'una dopo l'altra le minoranze del PRC? Si stanno tutte autodistruggendo. Stanno scomparendo dal partito. Ed è paradossale, perchè proprio ora si puiò incidere. Ma si deve incidere in modo diverso dal passato, condividendo la gestione del partito.
    Queste parole le sento da troppo tempo, i Grassiani me le ripetono ogni volta che ne hanno l'occasione. Ma quale risultato è stato ottenuto in passato con questa linea? Nessuno.

    E' vero le minoranze si sono (quasi tutte) sfaldate. Ma chiediamoci perchè?
    Bandiera rossa ha sostenuto la maggioranza nella svolta movimentista causando lo sdradicamento del partito dai luoghi di lavoro e di studio e adesso che vuole fare? Raccogliere ciò che può al congresso ed abbandonare il partito.
    Progetto ha applicato alla lettera il "manuale del piccolo settario" che non solo è uscito dal partito ma si è scisso in non so quanti pezzi.
    E L'Ernesto? Ha contrastato la linea di maggioranza al congresso con la storia dei paletti (che oggi ce li saremmo trovati dove potete immaginare) ma poi a livello locale ha fatto di tutto per gestire il partito che adesso si trova in uno stato pietoso. Adesso si sono spaccati. Aspetto che Pegolo chiarisca meglio la sua posizione.
    Poi resta l'area di FalceMartello (all'ultimo congresso ha preso l'1,65% dei voti) e mi auguro che a nessuno venga in mente di dire che è colpa di questa area se il partito è a pezzi! Questi compagni già stanno preparando la battaglia congressuale (leggete l'ordine del giorno che ho pubblicato).

    E' bene che i compagni valutino l'operato della maggioranza del Partito ma anche delle minoranze. Perchè se si deve contrastare la linea scellerata che la maggioranza ha elaborato è altrettanto vero che le opposizioni ci devono dire per che cosa si deve fare battaglia interna.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Niccolò Visualizza Messaggio
    Certamente: la maggioranza stavolta si sta dimostrando meno accondiscendente rispetto a questioni passate (come la finanziaria). Bisogna aspettare la proposta finale e il comportamento del partito: visto quello, ognuno trarrà le proprie conclusioni.



    La gestione del partito è chiaramente fondamentale, ed è a questo che puntano tutte le minoranze interne.
    Dato che mi sembra chiaro che Essere Comunisti non presenterà un proprio documento ma emenderà quello della maggioranza, aspetterò di vedere il documento emendato. La mia idea è che, con l'idea di entrare nella direzione del partito, si finisca per firmare un documento de facto simile a quello della maggioranza dell'ultimo congresso, e per finire con l'agire di conseguenza.

    Faccio un esempio meno importante: ricordi la critica che la ex mozione 2 faceva alla Sinistra Europea? La condividevo in pieno: che fine ha fatto, ora, quella critica?
    Vai però a leggerti la mozione congressuale, il nostro libricino rosso, è scritto testualmente che abbiamo RISERVE, non che siamo FRONTALMENTE CONTRARI.
    Myrddin

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Vai però a leggerti la mozione congressuale, il nostro libricino rosso, è scritto testualmente che abbiamo RISERVE, non che siamo FRONTALMENTE CONTRARI.
    Infatti su SE ho parlato di critiche, non di contrarietà. Io non sono mai stato contrario, ma solo molto critico, in quanto il progetto non era ben chiaro fin dalle origini. Oggi, la S.E. è uno strumento in più, ma più che altro "ornamentale" (nel vero senso della parola: cosa è cambiato, se non l'aggiunta della falce con la dicitura "Sinistra Europea?).
    Mi chiedevo solo che fine avessero fatto quelle critiche: perchè se si avevano riserve sulla S.E., non si possono non avere altrettante riserve su una unione delle sinistre non ancora ben definita, in quanto tale unione è definibile con un progetto complementare alla S.E..
    La S.E., per ora poco utile, era (forse) il tentativo di portare i movimenti in politica e di cercare il dialogo con partiti della sinistra di altri stati.
    L'unione della sinistra va oltre: un unione con partiti meno attivi sul territorio rispetto a Rifondazione, con idee diverse su vasti problemi della società e (con S.D.) anche una diversa analisi della società stessa.

    Il dialogo è possibile: solo le sette tipo il PCL sono del tutto contrari a qualsiasi forma di dialogo con altri partiti di sinistra.
    Ma tra il dialogo e un'unione a liste uniche fatta con stile politicista con un programma deciso dai leader c'è differenza.

  9. #9
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    [QUOTE=Niccolò;6076829]Infatti su SE ho parlato di critiche, non di contrarietà. Io non sono mai stato contrario, ma solo molto critico, in quanto il progetto non era ben chiaro fin dalle origini. Oggi, la S.E. è uno strumento in più, ma più che altro "ornamentale" (nel vero senso della parola: cosa è cambiato, se non l'aggiunta della falce con la dicitura "Sinistra Europea?).
    Mi chiedevo solo che fine avessero fatto quelle critiche: perchè se si avevano riserve sulla S.E., non si possono non avere altrettante riserve su una unione delle sinistre non ancora ben definita, in quanto tale unione è definibile con un progetto complementare alla S.E..
    La S.E., per ora poco utile, era (forse) il tentativo di portare i movimenti in politica e di cercare il dialogo con partiti della sinistra di altri stati.
    L'unione della sinistra va oltre: un unione con partiti meno attivi sul territorio rispetto a Rifondazione, con idee diverse su vasti problemi della società e (con S.D.) anche una diversa analisi della società stessa.

    Il dialogo è possibile: solo le sette tipo il PCL sono del tutto contrari a qualsiasi forma di dialogo con altri partiti di sinistra.
    Ma tra il dialogo e un'unione a liste uniche fatta con stile politicista con un programma deciso dai leader c'è differenza.[/
    QUOTE]

    Sono d'accordo con te, questa cosa ce la dobbiamo gicoare, e capire se sarà una unità programmatica oppure un'unione politicista, che dobbiamo assolutamente cotrastare
    Myrddin

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino
    Sono d'accordo con te, questa cosa ce la dobbiamo gicoare, e capire se sarà una unità programmatica oppure un'unione politicista, che dobbiamo assolutamente cotrastare
    Cosa sarà si sa già, un'unione politicista per salvare le poltrone dei dirigenti e rimanere attaccati al carro del PD.

    Le posizioni di Mussi sul governo, sulle pensioni e sulle guerre "multilateriali" sono fin troppo chiare, cos'altro ci aspettiamo? Che ci dica che la legge 30 non si può abrogare, pena la perdita di competitività delle imprese? Del resto i sinistrati democratici sono stati i primi ad abbandonarci nel duro confronto sulle pensioni...

    I dirigenti dei Comunisti italiani li conosciamo ancora meglio, gente disposta a frantumare un partito pur di salvare un governo cadavere...

    Il bello è che Grassi queste cose le sa già, ma da buon dogmatico (non voglio dire opportunista) non vede altra strategia se non l'alleanza con la borghesia progressiva, in pratica la condanna alla subalternità perpetua ai liberali.

    Ma tanto, come da collaudatissimo copione, la scelta (dell'uscita "da destra" dalla crisi) è già presa, prima di qualsiasi congresso, consultazione della base, analisi della fase. Alla fine ci diranno: non si poteva fare altrimenti.

 

 
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