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L'Alluvione della Valtellina è una serie di disastri e di tragedie naturali che successero nell'estate del 1987 in Valtellina in Provincia di Sondrio.
Dopo un periodo di forti piogge il 18 luglio 1987 nel paese di Tartano un'enorme massa di acqua e fango si abbatte sul condominio La Quiete e sull'albergo Gran Baita uccidendo undici persone. Poco dopo il fiume Adda straripa e allaga quasi completamente il comune di Ardenno che si trova nella parte centrale della Valtellina: si interrompono così i collegamenti con la parte est della Provincia di Sondrio ed anche la ferrovia è travolta dall'acqua, molte persone vengono sfollate dalle loro case. Anche altri comuni vengono sommersi dall'acqua: Berbenno, Fusine, Selvetta, Cedrasco. Vengono travolte ponti, fabbriche, campi coltivati, cimiteri e soprattutto stalle: centinaia di carcasse di animali galleggiano sulle acque di questo nuovo ed immenso lago che ora occupa parte della Valtellina.
Il nuovo governo di Giovanni Goria sospende le tasse in Valtellina ed esonera dal servizio militare tutti i giovani valtellinesi. I danni sono ingenti, si parla di 1200 miliardi di lire.
Anche il capoluogo Sondrio è in pericolo: il torrente Mallero sembra dover straripare. A Morbegno succede la stessa cosa con il torrente Bitto, mentre il fiume Adda straripa allagando tutto il fondo valle nella zona industriale tra i comuni di Talamona e Morbegno arrivando fino a lambire il cimitero di quest'ultimo.


La frana staccatasi il 28 luglio dal Pizzo Coppetto

Intanto nella Valmalenco, valle geograficamente posta sopra il capoluogo Sondrio, viene evacuato l' abitato di Torre di Santa Maria (dove il torrente Torreggio ha travolto parecchie abitazioni) e all'imbocco del'alta Valtellina i paesi di Chiuro e Sondalo. Anche i collegamenti con la Svizzera vengono interrotti: la dogana di Piattamala è completamente inagibile.
Il 28 luglio avviene il fatto più tristemente famoso: una frana si stacca dal Pizzo Coppetto, una montagna di 3066 metri d'altezza, travolge e distrugge completamente l' abitato di Sant'Antonio Morignone (frazione di Valdisotto). Fortunatamente il paese è stato evacuato precedentemente e ciò salva la maggior parte della popolazione ma vengono travolti ugualmente dalla frana una squadra di operai che era giunta in paese per svolgere dei lavori e alcuni abitanti della frazione di Aquilone, non evacuati perché ritenuti erroneamente fuori pericolo. Nessuno aveva previsto lo spostamento d'aria dovuto ai quaranta milioni di metri cubi di terreno franato, e la forza della frana risalita per alcune centinaia di metri sulla sponda opposta della montagna. I detriti bloccano il normale flusso del fiume Adda. Si crea così un lago naturale che incombe su tutta la valle sottostante. Si ha paura di assistere ad un nuovo Vajont. In tutto il mese di agosto gli esperti della protezione civile riescono a portare ad una situazione di normalità la valle e a tenere sotto controllo questo nuovo lago che verrà lentamente svuotato. È grazie all'esperienza del futuro Ministro Pietro Lunardi che l'esperimento della tracimazione del lago formatosi nella Val Pola andò a buon fine.