Comunicato stampa

Autonomia differenziata:
auguri a Galan e Zaia, ma ai veneti non basta.
Recuperiamo lo spirito di Lissa!


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Treviso, 18 luglio 2007

La partita della Regione Veneto per strappare maggiori dosi di autogoverno sembra iniziata.
“I Veneti” augurano buona fortuna a Galan e Zaia e non si contrappongono sterilmente all’iniziativa, pur ritenendola debole e insufficiente per le esigenze venete. Il movimento ritiene infatti non più rinviabile l’esercizio dell’autodeterminazione politica del Popolo Veneto e il conseguente ripristino della sovranità politica veneta.

L’indipendenza della Venetia è anticipata storicamente dai referendum dei comuni secessionisti, che di tale volontà popolare si nutrono. E che riflettono il fenomeno delle dedizioni delle Comunità Venete e la costituzione dello “stato da mar” della Serenissima Repubblica Veneta.

“I Veneti” ritengono inoltre gravemente sbagliato affiancare la campagna per l’autonomia regionale differenziata, assieme a quella di altre regioni del nord. Così facendo, noi veneti perdiamo il nostro potenziale contrattuale che è solo veneto e non lombardo, o piemontese. La nostra specificità storica, culturale, politica si perde in una piatta visione padanista che ci soffoca e non ci rende giustizia e ci indebolisce fortemente. La debolezza dell’impianto strategico è dimostrata proprio da altri autonomisti che storicamente hanno scelto altre strade. Si pensi ai sudtirolesi, ai trentini, ai friulani. Noi veneti invece politicamente siamo a traino dei non veneti. Ottimo esempio della nostra storia è proprio la battaglia di Lissa di 141 anni anni fa. Il 20 luglio 1866 i Veneti dimostrarono il loro valore, infliggendo la più grande sconfitta navale allo stato italiano. Recuperiamo lo spirito di Lissa anche nelle battaglie politiche dell’oggi! I Veneti da soli hanno molta più forza politica che non in compagnia di altri popoli che hanno interessi da noi divergenti. Ciò svilisce l’iniziativa della Regione Veneto e la rende politicamente ostaggio di una coalizione politica che in cinque anni nulla ha fatto per l’indipendenza dei Veneti, se non imboccare la strada della disfatta politica della devolution.

Per quanto riguarda la coscienza dei veneti di tale situazione, per ora l’atteggiamento è ancora nella fase di rifiuto e di vergogna per l’immoralità di modelli che bene vengono riassunti dal libro “La Casta”. Ma l’indipendenza culturale si sta già consumando. Di fatto, nei costumi, nei comportamenti di ogni giorno i veneti sono sempre meno italiani. Basti pensare che 35 dei primi 50 comuni per la raccolta differenziata sono in Provincia di Treviso. Ci manca solamente il tassello politico. E ciò non avviene a caso. La ragione sta infatti proprio nelle organizzazioni che detengono il monopolio della cosa pubblica veneta, che hanno i propri interessi strategici al di fuori della Venetia.


Per informazioni

Portavoce: Patrik Riondato
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