Nel corso degli anni, da che sono adulto, mi sono retto sempre bene sulla mia granitica spocchia e sul mio aristocratico disprezzo per la "massa"...negli ultimi
tempi però mi sembra che tutto...tutto ciò che costituisce per me "certezza", "speranza", "gioia" o anche solo "stordimento" si disgrega attorno a me e diviene soltanto "fango" e "putrefazione"...
...un tempo mi sarei richiuso nella mia corazza da "puro"...ma io stesso mi accorgo che non mi riesce di farlo perchè ho fatto troppe concessioni alle debolezze umane invece che optare per una posizione ferocemente "quasi ascetica" a cui una parte di me tende...è come se la corazza fosse sporca, arrugginita e piena di putredine e non si chiude più bene!
Ultimamente mi è capitato di leggere libri differenti, ma che ho trovato "illuminanti" su alcuni aspetti della natura del mondo e dell'essere umano...quindi ultimamente ho cercato di "comprendere" la natura degli "esseri umani normali" che, normalmente, disprezzavo soltanto...bè...alla fine sono comunque riusciti a sorprendermi perchè, per quanto uno cerchi di comprenderne la complessità, in genere essi tendono ad essere "massa"...
...ad essere "piatti", "monodimensionali" e squallidi da fare schifo...un paio di persone sono riusciti davvero a sorprendermi per il grado di bassezza e d indegnità personale che mi hanno dimostrato...
...bè...insomma...negli ultimi tempi mi sento troppo "marcio" per sentirmi un "Parsifal", ma rimango comunque troppo poco "degenerato" e "rozzo" per potermi sentire a mio agio con quella "massa" verso cui normalmente provo ribrezzo (e che comunque ci mette grande impegno per essere sempre più stupida, corrotta e spregevole)...in pratica è per questo che sento che davvero tutto stà disgregandosi attorno a me...
Mi chiedevo se qualcuno avesse mai avuto questa angosciante sensazione, se tale sensazione gli sia magari passata e, eventualmente, quali circostanze abbiano determinato questo cambiamento...
Skarm




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