05 Novembre 2008 - 01:21 PMQuando si parla di vaccini si pensa spesso ad una specie di fede ideologica: sei favorevole o contrario ? Non funziona in questo modo. I vaccini sono farmaci e come tali devono sottostare ad una serie di prove molto severe prima di essere immessi sul mercato.
Ma è assolutamente comprensibile che prendere una medicina in pieno benessere per poi magari avere pure degli effetti collaterali non è proprio facile. Chi ci dice che proprio nostro figlio potrebbe avere quella malattia ? Ormai sono circa 20 anni che mi occupo di vaccini e mentre sono stati fatti molti progressi scientifici che hanno aumentato e migliorato i prodotti a disposizione, pochissimo è stato fatto per migliorare la comunicazione con i genitori su questo argomento. E se nessuno risponde alle domande dei genitori è evidente che le domande aumentano e con esse anche i sospetti che ci sia qualcosa di losco dietro alcune iniziative.
Lavorare con voi di MoL, lo confesso, mi piace moltissimo. Ho un’occasione per far sentire la voce di tante famiglie su una rivista scientifica, cosa per niente usuale. Io sono convinto, come quando si sta in ambulatorio, che se si ascolta bene si danno risposte soddisfacenti, e in questo modo la famiglia ed il paziente scelgono le cose migliori per loro. Perché, non dimentichiamolo, la medicina deve essere centrata sul paziente, non sulla malattia o peggio sul medico.
La vaccinazione contro il papillomavirus è piombata sulle famiglie italiane improvvisamente ed ha lasciato molte mamme e molti medici un po’ interdetti. In particolare la grande accelerazione per offrire la vaccinazione in modo gratuito ha pochi precedenti nel nostro paese. Le discussioni che avete condotto su MoL sono uno specchio perfetto delle cose che le mamme chiedono al pediatra in ambulatorio. Provo a fornirvi semplici elementi per un quadro più chiaro. Ci tengo a dirvi una cosa: di informazioni se ne trovano tante, sui giornali, sul web, da parenti ed amici, dai medici… la cosa difficile è capire quali sono quelle attendibili. Questa è una delle competenze che il medico deve avere ma che è molto più difficile per le mamme. Una volta, se volete, parleremo dei metodi per scegliere quali informazioni sono affidabili. Proviamo a fare un minimo di chiarezza intanto sul vaccino HPV.
La questione del profitto delle aziende farmaceutiche
Quando una attività di salute è connessa ad una spesa più o meno elevata si discute sempre. Meno quando si tratta di farmaci e per curare una malattia (una medicina si prende volentieri quando si sta male) molto di più quando si tratta di vaccini che vanno somministrati in pieno benessere. Ovviamente le aziende che producono farmaci non lo fanno per beneficenza, ma proprio per garantire che l’aspetto del profitto non influenzi il giudizio tecnico su ogni vaccino, più degli altri farmaci, deve sottostare norme molto severe prima di essere approvato per l’uso. Inoltre, l’esame delle caratteristiche tecniche dei vaccini viene affidato non ad agenzie nazionali, ma, per l’Europa ad una agenzia che rappresenta tutti gli stati membri (si chiama EMEA), come negli Stati Uniti fa la Food and Drug Administration (FDA). Se i risultati degli studi scientifici non sono convincenti, i vaccini non vengono approvati per l’uso finchè non vengono prodotte nuove conoscenze. E questo ogni tanto accade. Per quanto riguarda inoltre la bontà dei prodotti che vengono sviluppati dalle aziende farmaceutiche, è poco conveniente sviluppare prodotti di scarsa qualità (poco sicuri o poco efficaci) dato che le ripercussioni economiche per un’azienda in casi del genere sono catastrofiche. In definitiva siamo abbastanza protetti dalle iniziative che dipendono esclusivamente dagli interessi commerciali. In questa chiacchierata, comunque, cercherò di occuparmi delle sole questioni tecniche.
L’offerta del vaccini in Italia
Con i problemi di bilancio che hanno le Regioni, non è una cosa facile avviare una macchina come quella necessaria per vaccinare così tante ragazze adolescenti. Con un po’ di fatica, tuttavia, la maggior parte delle Regioni si è attivata per l’offerta gratuita della vaccinazione e l’offerta è più o meno omogenea in tutto il Paese. In alcune Regioni, oltre l’offerta alle giovani dodicenni, il vaccino viene offerto anche ad altri gruppi di età. E’ vero che le Regioni hanno discrezionalità nella decisione, ma i fondi per la vaccinazione HPV sono stati stanziati dal governo per decreto e quindi tutti si sono adeguati.
Quanto protegge il vaccino dal cancro del collo dell’utero?
Bisogna tenere conto di alcuni aspetti. Se una donna prende un’infezione da HPV, buona parte delle volte guarisce, mentre in una piccola parte dei casi l’infezione persiste. Dopo una decina di anni con l’infezione cominciano le lesioni del collo dell’utero. La classificazione di queste lesioni è complessa, ma anche in questo caso buona parte delle lesioni guarisce spontaneamente. Alcune di queste lesioni precedono il cancro del collo dell’utero e se vengono diagnosticate vengono trattate chirurgicamente. Queste lesioni possono ulteriormente evolvere verso il cancro. In tutto, in Italia, ci sono circa 3500 nuovi casi di cancro del collo dell’utero l’anno. Tutte queste lesioni ed il cancro sono provocati per la maggior parte da alcuni tipi di virus HPV che sono quelli contenuti nei vaccini disponibili. L’efficacia dei vaccini nei confronti dell’infezione da questi virus è compresa tra il 98 e il 100%.
Alcune delle lesioni che precedono il tumore ed il tumore stesso sono provocate da virus diversi da quelli contenuti nei vaccini. Questi virus causano fino al 20% delle lesioni. Di conseguenza ci si aspetta che una vaccinazione universale possa prevenire almeno l’80% delle lesioni provocate da HPV. Per questo motivo è necessario continuare a fare il Pap test per identificare le lesioni che non vengono prevenute dal vaccino.
Quanto dura la protezione del vaccino?
Ancora non sappiamo con precisione quanto dura la protezione perché per avere dati definitivi dovremo aspettare ancora il momento in cui il vaccino dimostrerà di aver perso la capacità protettiva. Per il momento abbiamo studi della durata di 6 anni che ci dicono che la protezione rimane costante fino a questo momento. Man mano che passa il tempo avremo la possibilità di stabilire se la protezione continua ad essere presente. Qualora la protezione conferita dalla vaccinazione dovesse diminuire, le persone vaccinate potranno ricevere una vaccinazione di richiamo.
Ma non basta il Pap test?
Il Pap test va benissimo e permette di fare una diagnosi precoce. Però se una donna fa il Pap test e scopre di avere una lesione precancerosa di quelle provocate da HPV, deve subire un trattamento, in genere chirurgico. Non sempre poi, purtroppo, si arriva prima che il tumore si sia già sviluppato. La vaccinazione, che comunque non sostituisce completamente il Pap test, previene anche le lesioni che precedono il tumore ed i relativi trattamenti.
http://www.mammeonline.net/modules.p...rticle&sid=755





Rispondi Citando