«C’è un conflitto d’interesse alla rovescia. Voi usate la politica per colpire un’azienda». Lo ha detto a Palermo Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, intervenendo al convegno «Mediterraneo: un ponte sul futuro» e rivolgendosi al ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni.
Pronta la risposta del ministro, che ieri aveva accolto favorevolmente la bocciatura dell'Unione Europea della legge Gasparri: «Capisco che Confalonieri difenda la sua azienda. Non lo considero sbagliato, per certi versi è doveroso, ma indentificare l’interesse di Mediaset con quello nazionale, è troppo. La verità è che l’Europa, bocciando la Gasparri, ha confermato quanto abbiamo detto in cinque anni. È indubbio che esista un corto circuito tra interesse aziendale e interesse della politica». Gentiloni ha poi spiegato di «avere tentato più volte di evitare la procedura di infrazione attraverso un lungo carteggio. Ci hanno chiesto quando avremmo approvato la riforma e gli ho fatto presente i tempi e i problemi in Italia, le esigenze imposte dal bicameralismo, finchè, dopo quattro carteggi, è arrivata la decisione dell’Ue. Eviteremo di pagare la multa provvedendo in tempo e approvando la nostra legge». Infine, il ministro ha fatto riferimento «all’apertura» del parlamentare di Fi Romani «che ha detto - ha spiegato Gentiloni - che se toglieremo dal ddl il limite del 45% è pronto ad appoggiare la riforma. Siamo pronti a discutere e a valutare la portata dell’apertura di Forza Italia».

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