09-03-10
REGIONALI: CIAMPI, E' MASSACRO DELLE ISTITUZIONI. PROTEGGIAMO NAPOLITANO
(ASCA) - Roma, 9 mar - E' ''la strage delle illusioni, il massacro delle istituzioni...''. Con queste parole l'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi commenta quanto sta accadendo in questi giorni intorno alle liste elettorali non ammesse. Ciampi, intervistato sia da Repubblica che dal Corriere della Sera, sostiene che il decreto salva-liste varato dal governo e' solo l'ultimo ''aberrante episodio di torsione del nostro sistema democratico''.
A Ciampi non e' piaciuto il decreto. Con la pronuncia del Tar del Lazio, che ha confermato per le regionali l'esclusione nella provincia di Roma delle liste del Pdl, c'e' la conferma ''che con quel decreto il governo fa cio' che la Costituzione gli vieta, cioe' interviene su una materia di competenza delle Regioni. Speriamo solo che a questo punto non accadano ulteriori complicazioni''. Come per esempio ammissione della lista alle elezioni, svolgimento della consultazione e poi pronunciamento della Consulta a favore dell'incostituzionalita' del decreto. ''Il risultato, in teoria - dice Ciampi - sarebbe l'invalidazione dell'intero risultato elettorale. Il rischio c'e', purtroppo.
C'e' solo da augurarsi che il peggio non accada, perche' a quel punto il Paese precipiterebbe in un caos che non oso immaginare...''.
Circa l'atteggiamento tenuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Ciampi non si pronuncia. ''Non mi piace mai giudicare per periodi ipotetici dell'irrealta'.
Allo stesso tempo - rileva - trovo sbagliato dire adesso 'io avrei fatto, io avrei detto...'. Ognuno decide secondo le proprie sensibilita' e secondo le necessita' dettate dal momento. Napolitano ha deciso cosi'. Ora, quel che e' fatto e' fatto. Lo ripeto: a questo punto e' stata imboccata una strada, e speriamo solo che ci porti a un risultato positivo...''.
Ciampi definisce ''a sproposito'' le affermazioni di molti secondo i quali con lui il decreto non sarebbe stato firmato e contesta l'ipotesi di impeachment del Capo dello Stato avanzata dall'IdV. ''Ma che senso ha adesso - si chiede - sparare sul quartier generale? Al punto in cui siamo, e' nell'interesse di tutti non alimentare la polemica sul Quirinale, e semmai - aggiunge con forza - adoperarsi per proteggere ancora di piu' la massima istituzione del Paese''.
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