
Originariamente Scritto da
MrBojangles
Berlusconi fa sapere che, con le spiate del Sismi nominato dal governo Berlusconi, Berlusconi non c'entra.
Del resto, se anziché spiare i terroristi islamici e nostrani, i mafiosi, i camorristi e gli 'ndranghetisti, il duo Pompa&Pollari spiava magistrati, politici d'opposizione e giornalisti ritenuti ostili a Berlusconi, chi mai potrebbe sospettare che lo facesse per conto di Berlusconi?
È vero, i dossier di Spio Pompa su Prodi finivano dritti e filati su Libero per la firma di Renato Farina, intervistatore di fiducia di Berlusconi stipendiato dal Sismi.
Ma Berlusconi non c'entra.
I dossier su inesistenti vertici a Lugano tra magistrati italiani e stranieri ansiosi di arrestare Berlusconi finivano su Panorama di Berlusconi, sul Foglio di Berlusconi e sul Giornale di Berlusconi per la penna di Lino Jannuzzi, senatore del partito di Berlusconi.
Ma Berlusconi non c'entra.
Pompa e Pollari maneggiavano dossier sulla Telekom Serbia che foraggiavano l'omonima commissione creata da Berlusconi per dimostrare la corruzione degli oppositori di Berlusconi.
Ma Berlusconi non c'entra.
Le teorie sul planetario complotto mediatico-giudiziario ai danni di Berlusconi formulate chez Pompa venivano copiate pari pari e rilanciate da Berlusconi.
Ma Berlusconi non c'entra.
I giornalisti che scrivevano cose turpi
(e dunque vere)
su Berlusconi venivano pedinati da uomini del Sismi a spese dei contribuenti.
Ma Berlusconi non c'entra.
Nei dossier di via Nazionale si progettava di "disarticolare con mezzi traumatici" i magistrati che indagavano su Berlusconi e i suoi cari.
Ma Berlusconi non c'entra.
Pompa nel 2001 scriveva a Berlusconi:
"Sarò, se Lei vorrà, il Suo uomo fedele e leale…
Desidero averLa come riferimento e esempio ponendomi da subito al lavoro.
Un lavoro che vorrei concordare con Lei quando potrò, se lo riterrà opportuno, nuovamente incontrarLa…
Insieme a don Luigi
(Verzè)
voglio impegnarmi a fondo, com'è nella tradizione contadina della mia famiglia, nella difesa della Sua straordinaria missione che scandisce la Sua esistenza".
Ma Berlusconi non c'entra.
In un paese decente, per molto meno, si parlerebbe di regime, tantopiù se si associa il caso Sismi a quanto sta emergendo sulla "macelleria messicana" del G8 di Genova
("uno a zero per noi!", esultava nel 2001 un poliziotto dopo la morte di Carlo Giuliani)
e chi ha avuto responsabilità anche solo politiche in questi sporchi affari andrebbe ipso facto a casa, o forse in luoghi meno ospitali.
Invece da noi la parola "regime" è stata per 5 anni vietata dalla stessa sinistra.
(dava l'"orticaria", come ben ricorda Furio Colombo)
e non si dimette nessuno.