La liberazione di padre Giancarlo Bossi, sequestrato da terroristi islamici nelle Filippine, non è stata soltanto l’effetto di un colpo di fortuna.
La collaborazione delle autorità politiche e religiose, da Roma a Manila, è stata intensa ed efficace.
Dopo i dubbi che erano stati sollevati sull’impegno del governo in questa vicenda, dovuti probabilmente a difetti di comunicazione poi superati con la missione dell’ex sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver (FI) nelle Filippine, è doveroso dare atto alla Farnesina di aver operato bene, con tempestività e riservatezza.
E’ anche confortante constatare che quando è in pericolo la vita dei connazionali gli italiani trovano una giusta misura di concordia e collaborazione, a cominciare dai vertici istituzionali fino ai servizi segreti (che per una volta ci si è persino dimenticati di definire “deviati” come ormai fa per abitudine il giornalista automatico).
C’è stato un momento, quello nel quale un’azione di rastrellamento svolta dai militari filippini si è conclusa con l’orribile strage e lo sgozzamento, la decapitazione di dieci di loro da parte dei terroristi, nei quali addirittura ci si è chiesti se fosse giusto, anche per liberare padre Bossi, trattare con costoro.
Poi si è visto che in realtà (e per fortuna) a tenere nelle loro mani gli ostaggi erano delinquenti legati in modo assai meno ferreo al terrorismo islmico, il che, con ogni probabilità, ha consentito il successo di trattative prive di carattere o di contropartite politiche.
Si dice sempre che per salvare la vita degli ostaggi innocenti è lecito fare “di tutto”, anche se poi, naturalmente, anche l’assolutezza di questa affermazione deve fare i conti con i vincoli oggettivi e politici effettivi.
Anche per queste ragioni trovare l’equilibrio necessario tra la trattativa con i rapitori, che nella migliore delle ipotesi sono dei delinquenti, la pressione alla quale possono essere sottoposti dalle forze di sicurezza del paese dove si svolge la vicenda e i rapporti con le autorità locali dalle quali dipende moltissimo è tutt’altro che facile.
E’ stato fatto con successo e quindi con pieno merito.

Ferrara su il Foglio

D’accordo: un successo decisamente “bipartizan”.

saluti