Preso dal Principale:
Un «fascista» all'Istituto per la Resistenza di Verona
Massimo Franchi
Andrea Miglioranzi in un manifesto per Tosi Sindaco
Tre mesi di carcere per istigazione all'odio razziale, leader degli skinhead, dirigente della Fiamma Tricolore, membro del gruppo musicale "Gesta bellica", che come pezzi culto ha canzone dedicate a Erik Priebke ("Il capitano") e una a Rudolph Hess ("Vittima della democrazia"). Quale curriculum migliore per far parte dell'Istituto per la resistenza di Verona?
La splendida idea di nominare il 35enne Andrea Miglioranzi («Fascista? Per me è un termine molto caro») come rappresentate del Comune all'assemblea dei soci dell'Istituto che deve salvaguardare la memoria dei partigiani è venuta alla maggioranza del consiglio comunale. Ancora elettrizzati dalla fresca nomina dopo l'elezione a sindaco dell'astro nascente della Lega Flavio Tosi (quello che come prima cosa ha cacciato i nomadi dalla città), i consiglieri della destra si sono sentiti di osare. Dovevano nominare due persone. La prima è stata Lucia Canetti di Alleanza Nazionale. E già ci sarebbe di che discutere. Ma per secondo hanno scelto lui, «il camerata Miglioranzi». Uno che era già conosciuto nel mondo del "white power rock", ma è diventato ancora più famoso per essere il primo in Italia a finire in carcere per la legge Mancino sull'istigazione all'odio razziale. Nel 1996: tre componenti del gruppo (oltre a Miglioranzi, c'è il leader Castorina, ora segretario provinciale della Fiamma Tricolore) organizzano un'aggressione nei confronti di uno Sharp (skinheads del versante politico opposto), reo di essere l'ispiratore di alcune iniziative musicali multietniche. Le minacce sono chiare: «A Verona queste cose non le vogliamo, se ci provi ancora sei morto». I picchiatori sono di Napoli, i mandanti si limitano ad osservare il pestaggio. Con entusiasmo. La Digos li arresta e, grazie all'applicazione della legge Mancino, scontano in carcere quasi tre mesi.
Ora Miglioranzi potrà prendere le sue vendette.
Qualcuno a Verona, medaglia d'oro per la Resistenza, città dove Galeazzo Ciano fu giustiziato, si è opposto.
Per il presidente del Corpo Volontari della Libertà, i partigiani cattolici, Edoardo Faccioli, «chi si dichiara fascista e revisionista dovrebbe sentire il dovere di non entrare neppure nell'assemblea dell'Istituto che studia la Resistenza».
Una delle poche voci contrarie. Perché subito a Miglioranzi è stata espressa solidarietà dal presidente veronese di An Massimo Giorgetti. «In democrazia funziona così, non capisco lo sconcerto. E poi mi pare che il dopoguerra sia finito da un pezzo», ha commentato stupito al "Corriere di Verona".
da L'Unità




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