dal quotidiano LIBERO di oggi, 10 luglio 2005
" Il piano in un documento: piegare gli alleati per isolare gli Usa
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o2; Madrid, Roma, Londra. Anche invertendo l'ordine dei fattori, il risultato non cambia. Nelle previsioni delle centrali terroristiche islamiche, l'Europa è un obiettivo da colpire lontano per ottenere un effetto vicino. Mettere in ginocchio gli alleati degli Stati Uniti significa isolare gli americani in Iraq e anticiparne il ritiro. Tutto previsto perché « per non incoraggiare altre nazioni ad allearsi con gli Usa, bisogna colpire duramente quei Paesi che già sono presenti in Iraq » . Poi, con la strage dell' 11 marzo 2004 in Spagna, la teoria era diventata prassi. Qualche mese prima, nel settembre 2003, la strategia era stata delineata con un documento, " L'Iraq del Jihad, speranze e pericoli", messo a punto dal Consiglio d'informazione LA STRAGE DELL' 11 MARZO 2004 IN SPAGNA ERA STATA ANNUNCIATA DA UNA ANALISI ST R AT EG I C A DEL 2003 DOVE SI INDICAVA L' O B I E T T I VO : AT TAC C A R E L'AMICO DEGLI STATI UNITI AZNAR IN COINCIDENZA CON LE ELEZIONI, PER FAR VINCERE I S O C I A L I ST I per la vittoria del popolo iracheno. Quarantadue pagine in arabo destinate ai mujaheddin della " resistenza" irachena. Ai quali si indica l'obiettivo: ottenere un risultato a catena, a partire dalla Spagna, l'Italia e la Polonia: « In questo modo cadranno, con un effetto domino, i vari pezzi ma, tuttavia, il problema fondamentale è determinare la caduta del primo pezzo » , perché « la Spagna è, dopo la Gran Bretagna, il più stretto ed appariscente alleato europeo degli Stati Uniti. Sullo stesso piano c'è solo l'Italia con il suo Presidente del Consiglio, il ritardato mentale Silvio Berlusconi » . Che il Cavaliere non sia particolarmente amato nel mondo islamico è noto. Ma non è l'antipatia a guidare le azioni militari dei terroristi, che puntano piuttosto all'efficacia, quindi all'anello più debole, per trascinare gli altri. Così si parte con gli attentati di Madrid, anche se « per costringere il governo spagnolo a ritirarsi dall'Iraq, la resistenza dovrà colpirne le forze dislocate in quel Paese » . Invece, nel frattempo, gli spagnoli sono chiamati ad eleggere le nuove Cortes e scatta il " piano B". Che del resto era già presente nel documento del 2003, che recitava: « Dobbiamo fortemente approfittare della vicinanza delle elezioni generali che si terranno in Spagna il terzo mese dell'anno prossimo. Pensiamo che il Governo spagnolo non possa sopportare più di due o tre colpi al massimo per essere obbligato a ritirare i suoi soldati a causa della pressione popolare e, in questo modo, il Partito Socialista avrà, quasi garantita, la vittoria » . Infatti per il Psoe, « ritirare le forze spagnole sarà uno dei primi punti del suo programma elettorale » . L'effetto a catena non si è verificato. I terroristi volevano colpire il Regno Unito il 5 maggio, in occasione del rinnovo della Camera dei Comuni. Non ce l'hanno fatta. Efficacia non sempre coincide con efficienza. Inglesi e italiani sono ancora in Iraq, anche se da noi qualcuno punta al ritiro. Soprattutto a sinistra. Sebbene i terroristi non lo scrivessero, lo si deduce: " nel quinto o sesto mese del 2006" si vota anche in Italia. Il loro sogno è preparare una campagna elettorale a suon di bombe contro Berlusconi. Andrea Morigi IL DISEGNO MIRA A OTTENERE UN " E F F E T TO DOMINO" COLPENDO IN SUCCESSIONE IL REGNO UNITO E IL NOSTRO PAESE. COSÌ DA SCONFIGGERE BERLUSCONI E PROVOCARE IL RITIRO A CATENA DI TUTTE LE TRUPPE O C C I D E NTA L I DA L L' I R AQ "
Shalom




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