Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Torna Potere Operaio e promette: "L'autunno sarà caldo"

    Torna Potere Operaio e promette: "L'autunno sarà caldo"


    Il Giornale (di Gian Marco Chiocci - venerdì 20 luglio 2007)


    Preparatevi, perché l'autunno sarà caldo. Esattamente come quarant'anni fa, quando di questi tempi nasceva Potere Operaio, sigla della sinistra extraparlamentare voluta dal professor Oreste Scalzone, culla di futuri brigatisti nonché di tre tesserati responsabili del rogo di Primavalle a Roma. Quarant'anni dopo, rispolverato il simbolo del pugno nero, con la benedizione del «cattivo maestro» rientrato dalla Francia in seguito alla prescrizione dei reati, «Pot.Op» rinasce. Ovviamente in fabbrica. Ufficialmente ripudiando la lotta armata. Curiosamente nello stesso stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco dove oltre alle ammiraglie dell'Alfa Romeo si sfornano scritte bierre e volantini inquietanti, il più noto dei quali datato 20 marzo 2002, distribuito dallo Slai Cobas a cadavere di Marco Biagi ancora caldo: «Non verseremo una sola lacrima per i loro morti perché loro non versano una sola lacrima per i nostri morti. Nessuno piange gli operai che muoiono sul posto di lavoro», come il caposquadra Antonio D'Amico, investito da un carrello impazzito.

    LA FABBRICA DEL DISAGIO Con il delegato provinciale Vittorio Granillo, autore di quel volantino insieme alla ex parlamentare Mara Malavenda, ci addentriamo nella catena di montaggio di questa produzione ideologica che tanto preoccupa la Digos, il Ros dei carabinieri e i sindacati che non si riconoscono nella sortita di Domenico Mimmo Mignano, idolo e icona dei 5.200 cipputi di Pomigliano d'Arco. «Mimmo era un nostro iscritto, poi è stato sbattuto fuori all'unanimità, democraticamente, perché noi dello Slai Cobas le decisioni le prendiamo democraticamente». Questo per dire che quella capatosta di Mignano «a forza di fare da solo e di avere una versione personalistica del sindacato, s'è ritrovato a fare politica con una sigla bruciata dalla storia che ha fatto solo danni e che lui vuole riproporre, vedendosi con quello là». Che poi sarebbe Oreste Scalzone, uno che a Napoli - all'università come in fabbrica - è ormai di casa. Granillo si dice scettico sulla svolta poteroperaistica dell’ex associato, non commenta l’ossessiva attenzione delle forze di polizia ai sit-in e alle assemblee del neomovimento (alcune informative segnalano la partecipazione di Potere Operaio al convegno dei Carc, formazione ripetutamente sfiorata dalle indagini sugli omicidi targati Br); conferma invece quanto si sussurra ai reparti Cs1 e Nastro-saldatura circa il continuo apparire di graffiti firmati con la stella a cinque punte. «Non sappiamo se è una sinergia per rompere il fronte dell’unità dei lavoratori o se è una provocazione. Bisogna stare attenti ad accostare ogni cosa al terrorismo. Noi con Biagi facemmo una critica politica eppure ci accusarono di essere, più o meno, dei fiancheggiatori. Chi ha detto quelle cose, ha perso tutte le querele. L'ultima vinta è da 30mila euro».

    RIVOLUZIONE AL GAMBRINUS Granillo si morde la lingua per non infierire sul nuovo Scalzone «che prima difende il direttore e poi lo attacca», che «anziché pensare a chi fatica a 40 gradi di calore nelle catene di montaggio o rischia di trinciarsi una mano al montaggio 147», presenta il nuovo Potere Operaio convocando «i compagni e le compagne nel salotto buono della borghesia cittadina». Quello, per intendersi, frequentato da D’Annunzio e Oscar Wilde, come da Edoardo Scarfoglio o dagli imprenditori blasonati e dalla politica tutta, partendo da Gava e Pomicino per finire a Bassolino e Napolitano: il caffè Gambrinus. Il Masaniello-operaio una risposta ce l’ha pronta. Fuori dal turno di lavoro, la serve al Giornale quand’è ora del caffè. «È stata una provocazione, per dire che noi non ci sentiamo cittadini di serie B. Non è giusto che Prodi, Bertinotti e altri cosiddetti politici di sinistra siedano lì e noi no. Loro - dice Mignano - sono stati eletti con i voti degli operai ma da tempo non ci rappresentano più: ecco perché il Gambrinus. D’ora in avanti niente sarà più come prima». L’ex Cobas che ha controfirmato una pubblica risoluzione dove si dice che la «sola difesa sindacale non basta più», nello stesso documento spiega che è giunto il momento «di rimettere in moto, dopo 40 anni, in forme attuali, l'idea ma soprattutto il movimento del Potere Operaio. Perché se i tempi e i modi sono oggi differenti», resta comunque da risolvere il problema dello sfruttamento, del carovita, del precariato, dei morti sul lavoro, dei sindacati amici dei padroni. «Perché - attacca Mignano - a comandare in fabbrica come nella società sono sempre i padroni che non hanno mai lavorato e nemmeno rischiato con i propri soldi visto che lo Stato continua a regalare contributi, sgravi, talvolta anche intere fabbriche per pochi spiccioli». Il riferimento a Romano Prodi non è casuale, conferma il sindacalista di Pot.Op: «Ecco perché l’autunno sarà caldo. Stiamo studiando forme di lotta durissime, ci faremo sentire e saremo tanti in una manifestazione contro l’ingiustizia sociale destinata a lasciare il segno. Ci organizzeremo perché la situazione è a un punto di non ritorno: l’operaio non arriva alla terza settimana, i licenziamenti sono quotidiani, non riusciamo a pagare l’affitto».

    Autunno bollente. «A cominciare dalle fabbriche Fiat di Pomigliano, Mirafiori, Melfi, Termini Imerese e via via allargando l’orizzonte». Saranno - giura - molti ma molti di più dei Trecento operai che, come gli spartani alle Termopili, davanti ai cancelli di Pomigliano picchettati dai simpatizzanti dei Carc, di Senza Censura e dai Disoccupati Autorganizzati di Acerra, si sono detti pronti a immolarsi per la causa. «L’idea piace, ci stiamo ragionando. Anche la riformulazione della sigla Potere Operaio sta riscuotendo un successo che non immaginavamo». Se Mignano faccia tutto da solo o sia eterodiretto dal cattivo maestro, la polizia non ha dubbi: «C'è Scalzone dietro. Si sono incontrati». L'interessato conferma a metà: «Con Oreste ci siamo visti più volte, sia a Roma che a Napoli perché lui spesso è qua». Il vecchio e il nuovo. C'è da temere il peggio nello stabilimento dei conflitti e degli scioperi? Mignano abbassa i toni: «Nessun timore. Erano altri tempi, quelli, anche se questi non scherzano. Se però continuano a prendersela con i lavoratori, bisognerà reagire». Con la loro stessa durezza, aveva sibilato in precedenza l'operaio rivoluzionario accostando la fine della dittatura all’insurrezione partigiana. «All’ultima assemblea i poliziotti ci hanno schedato e fotografato quando in realtà eravamo lì per protestare contro Sergio Marchionne che vuole introdurre il sabato lavorativo. Tornando a Potere Operaio, inizialmente è stata una provocazione, abbiamo lanciato un sassolino nello stagno per sondare le reazioni». La prima è comparsa l’indomani su un muro poco distante l’entrata dello stabilimento: «Il comunismo è il nostro programma, con il Partito conquistiamo il potere, Stato e Padroni fate attenzione, nasce il partito dell’insurrezione». Firmato Pot.Op, come quarant'anni fa.

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mah, a parte il fatto che l'operaismo direi che oramai ha fatto ampliamente il suo tempo (anche perchè vorrei sapere dove stanno le avanguardie operaie oggi) sta cosa mi fa cadere proprio dalle nuvole. Mesi fa quando incontrai Scalzone il suo unico intento dichiarato era quello di lavorare politicamente sul fronte carcerario e sull'amnistia per i detenuti politici.
    Da questo a ritirar su Potop certo che ci passa l'oceano.
    Data la stima personale che ho per Scalzone mi riservo stavolta dal dare giudizi o opinioni ma certo che a me pare molto di più una provocazione. D'altronde Oreste per queste cose è famoso.

    A luta continua

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    le avanguardie secondo me meglio che non ce stanno...ma un discorso un po' operaista bisogna farlo...almeno nella mia città ha un senso...ma deve essere rifattocon il metodo dell'inchiesta e della conricerca, che noi stiamo facendo.......o alla fine abbiamo operai 25 30enni che vengo alle riunioni e vanno a volantinare.....cioè gente normale che nelle altri sedi non ho mai visto...sono tutte fasi temporanee...però capita...

    Secondo me prima di affrontare un discorso che comprenda anche l'operaismo (e poi quale? Tronti? Piperno? Scalzone? Negri?) bisognerebbe domandarsi se esista una classe operaia. Tutto il centro capitalista oramai è metropoli e centro urbano ma questo non basta per buttarsi in una avventura simile. Qui non si sa più nemmeno quali siano i confini del proletariato come si fa a partire direttamente con un nuovo operaismo? Poi nella situazione concreta della discussione dobbiamo anche dire questo: Scalzone è tornato da sei mesi in Italia dopo anni ed anni di assenza. Bastano sei mesi per venire già a capo di qualche cosa? Non escludo nulla, semplicemente ho dei forti dubbi. Questo detto da uno che considera Potop una delle poche formazioni extraparlamentari prima dell'Autonomia davvero coerenti.

    A luta continua

  4. #4
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    ovvio.....scalzone anche per me è stato troppo fuori e troppo fissato sucerti discorsi(anche se è un grande)....ma la classe operaia ancora c'è, forse dimezzata nei numeri e atomizzata nei rapporti ma c'è....rifare potop è una minchiata, specie se fatto di fretta così (aivoja a lavorà prima di fare il primo passo) ed è per questo che mi domandavo se era una cosa seria o uno scherzo.....ps a me piace tantissimo sergio bologna...
    Guarda immaginavo che ti piacesse Sergio Bologna, d'altronde sei un autonomo. L'operaismo libertario di Bologna non poteva non convincerti. E comunque lo trovo anche io molto interessante.

    Comunque tornando alla questione interna alla classe operaia ed al possibile ritorno di Potop non possiamo non prendere in considerazione anche il fenomeno di percezione stessa che la "classe operaia" abbia di sè stessa. La prima condizione per l'esistenza è avere la percezione di esistere in fondo.

    A luta continua

  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    si ma te lo dico ben bene, la classe operaia ha come percezione di se solo opportunismo, voglia di emergere costi quel che costi, e crumiraggio diffusop e legalizzato......questo non toglie che tra la metal meccanica, la cantieristica, l'edilizia e se vogliamo anche l'agricoltura, i trasporti il facchinaggio, stiamo parlando di milioni di persone che se un minimoo venissero organizzate e gli si parlasse di un minimo di lotta di classe, sarebbe un attimo spostare molti rapporti di forza con pseudo sindacati e poltronari vari.....

    Eh vedi, hai colto proprio il problema alla radice. So che il citazionismo leninista ti dirà poco ma Lenin diceva: "il proletariato o è rivoluzionario o non è nulla". La strada comunque è in salita e oggi qui da me sono pure 40 gradi...

    A luta continua

  6. #6
    emiro omofobo meridionale
    Data Registrazione
    15 Apr 2009
    Località
    radio jolla
    Messaggi
    31,741
     Likes dati
    30,408
     Like avuti
    16,063
    Mentioned
    2820 Post(s)
    Tagged
    32 Thread(s)

    Predefinito cobas di pomigliano= presente ----- potere operaio=passato che non si può resucitare

    il comprensorio industirale di pomigliano d'arco, in particolar modo dell'alfa e dell'alenia, per quello che ne so, rappresenta una delle pochissime realtà dove è ancora radicata una fortissima coscienza di classetra tra una parte molto consistente degli operai e dei lavoratori, che hanno come riferimanto i cobas sindacato di base, che nella zona di pomigliano è sorto in continuità esperienze di lotte operaie degli anni settanta, ed a mio parere costituisce un'esperienza nel complesso positiva che ha saputo opporsi all'apatia e la tendenza a pensare di salvarsifacendosi i fatti propri e rinunciando a qualsiasi forma di solidarietà con i colleghi e gli altri lavoratori, generalizzata tra i lavoratori a partire dall'inizio degli anni ottanta, portando avanti da una ventina di anni lotte per i diritti dei laovoratori e contro il precariato, senza mai demordere anche in contesti molto difficili quando si rischiava concretamente il licenziamento o davanti alla criminalizzazione da parte dello stato e dei media.
    I cobas di pomigliano sono compagni generosi, che fino ad oggi hanno sempre dimostrato di lottare per i diritti dei lavoratori ed una società più giusta, e non per attaccamento al potere, naturalmente come tutte le realtà organizzate non sono esenti da critiche purché fatte senza l'intenzione di gettare il bambino con l'acqua sporca, io stesso in passato su questo forum ho criticato la scelta di Mara Malavenda di candidarsi con i comunisti italiani alle regionali, ed ancora prima non mi piacque la loro decisione di presentarsi alle elezioni, ma naturalmente l'ho fatto continuando a provare grande rispetto sia per Malavenda che per i cobas, sia per la loro storia che per quello che sono riusciti a costruire, potere operaio è una realtà che ha operato negli anni settanta, in un contesto completamente diverso da quello di oggi, di cui hanno fatto parte persone rispettabilissime che hanno continuato a lottare anche in contesti difficili fino ad oggi, e purtroppo persone che si sono vendute al potere, che aveva aspetti positivi ma anche dei limiti che hanno portato potere operaio ad estinguersi, al di la delle mie divergenze ideologiche, io ho un grande rispetto nei confronti di Oreste Scalzone, ma volere sfaldare una realtà come quella dei cobas di pomigliano che nel bene e nel male, funziona nel contesto reale del 2007 è radicata tra i lavoratori a livello locale, per tentare di resucitare un'altra realtà che ha agito in un contesto di molti decenni fa, e già allora aveva dei limiti che l'hanno portata ad estinguersi, mi sembra una follia, con questo non voglio dire che i compagni validi come Oreste Scalzone vadano emarginati, e che non vada recuperato ciò che di buono ed ancora attuale c'era in gruppi come potere operaio, anzi ritengo che compagni come Oreste Scalzone, possano ancora dare molto ai movimenti di lotta

  7. #7
    emiro omofobo meridionale
    Data Registrazione
    15 Apr 2009
    Località
    radio jolla
    Messaggi
    31,741
     Likes dati
    30,408
     Like avuti
    16,063
    Mentioned
    2820 Post(s)
    Tagged
    32 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    si ma te lo dico ben bene, la classe operaia ha come percezione di se solo opportunismo, voglia di emergere costi quel che costi, e crumiraggio diffusop e legalizzato......questo non toglie che tra la metal meccanica, la cantieristica, l'edilizia e se vogliamo anche l'agricoltura, i trasporti il facchinaggio, stiamo parlando di milioni di persone che se un minimoo venissero organizzate e gli si parlasse di un minimo di lotta di classe, sarebbe un attimo spostare molti rapporti di forza con pseudo sindacati e poltronari vari.....



    proprio per questo è una follia creare spaccature all'interno di realtà come i cobas di Pomigliano che da circa venti anni si danno da fare per diffondere in fabbrica una coscienza di classe ed una mentalità di solidarietà tra lavoratori, per resuscitare una esperienzadi tutto rispetto, ma che ha operato ed è morta oltre trenta anni fa, e difficilmente potrebbe essere riproposta nel 2007

  8. #8
    emiro omofobo meridionale
    Data Registrazione
    15 Apr 2009
    Località
    radio jolla
    Messaggi
    31,741
     Likes dati
    30,408
     Like avuti
    16,063
    Mentioned
    2820 Post(s)
    Tagged
    32 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    guarda io non sto più nemmeno a guardare il colore delle bandierine che un tot di compagni sventolano....osservo se il progetto è reale (fattibile in pratica)....se ha un minimo di concezione di come sia adesso la società (analisi minima del contesto in cui muoversi)....scelte strategiche a brevissimo tempo (compiti pratici, alleanze, modalità di intervento)...poi nel mio piccolo (e quello dei miei compgani) mi butto su tutto quello che mi sembra positivo...se potop è una mummia che risorge peggio per loro, se se ne esce con cose nuove e innovative (io non l'ho capito...ma non è che ci speri molto)... si può fare.


    infatti, anche io pur essendo scettico su questo progetto, non ho nulla contro la ricostruione di poetere operaio, e e sarei il primo a rallegrarmi se dovessi constatare che il mio scetticismo era infondato e da questa esperienza dovessero nascere buoni frutti, ma il problema che ho posto è un altro, anche se da questo articolo, proveniente da un organo di stampa, i cui giornalisti quando parlano di certe tematiche, lo fanno con assoluta incompetenza e per gettare merda sui compagni, non ho capito bene quello che è successo, così come non conosco le eventuali beghe interne ai cobas di pomigliano, ma da come è impostato l'articolo, mi sembra che il tentativo di fare rinascere potere operaio, sia incominciato nel peggiore dei modi, creando spaccature o al limite accentuando spaccature già esistenti, in una realtà di sindacalismo di classe ben radicata nel contesto in cui si trova ad operare, nata raccogliendo l'eredità delle lotte operaie locali degli anni settanta, e che negli ultimi venti anni ha mostrato di funzionare ed è stata in grado di sopravvivere a molteplici avversità

 

 

Discussioni Simili

  1. Sarà "sobrio" il cast di Sanremo?.. O sarà "casta"?...
    Di Zorro nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 21-01-12, 21:00
  2. Ora Fini progetta il ritorno: "Sarà un autunno caldo"
    Di famedoro nel forum Lista Bonino
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 04-08-11, 10:31
  3. Autunno "caldo" per i prezzi
    Di Frank17 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 18-08-08, 17:14
  4. Politicamente sarà un autunno caldo ??
    Di Jean Baptiste nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 31-07-08, 12:15
  5. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 30-07-04, 23:57

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito