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  1. #1
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    Predefinito I ridicoli referendum all’«italiana»

    I ridicoli referendum all’«italiana»


    Solo qualche parola del passato per ricordare agli oratori di oggi di interpretare bene la democrazia che ci offrono quando pretendono di rappresentarci e quando ci chiedono sacrifici, ricordando loro di guardare gli avvenimenti della Storia.
    Qualche secolo fa per l'esattezza, Democrito (460-370 a.C.) filosofo pluralista, intratteneva i suoi ascoltatori con teorie avveniristiche allora, ma molto interessanti anche adesso.
    Secondo Democrito le leggi sono introdotte dagli uomini per regolare la vita associata e impedire le reciproche ingiustizie; la loro efficacia è perciò direttamente proporzionale al consenso dei cittadini.
    Qualche frammento: «Le leggi non ci impedirebbero di vivere ciascuno con la propria libertà, se gli uomini non si danneggiassero reciprocamente, è l'invidia che suscita la discordia».
    Oppure: «La legge si propone di procurare vantaggio all'esistenza degli uomini; ma può procurarlo soltanto quando gli uomini stessi vogliano adattarsi alle condizioni vantaggiose, la legge mostra efficacia a coloro che accettano di obbedirla».
    E anche: «È meglio essere poveri in regime democratico che vivere nel cosiddetto benessere sotto un governo tirannico: fino a questo punto la libertà è preferibile alla schiavitù».
    Quella che, con una definizione oggi di moda, è definita “La Casta”, non solo manifesta insensibilità ed ignoranza, è palesemente in malafede. E questo è un pericolo, perché la verità è che oggi tutte le nostre vite e i nostri beni sono a disposizione dello Stato, dato che le tasse sono oltre al 70%, sommando imposte dirette, indirette e contributi. Nessuna monarchia né dittatura ha mai tassato il popolo quanto la vigente democrazia.. Fino alla Rivoluzione francese le tasse non superavano il 5-8%.
    è vero o no, che tale tassazione (a fronte di servizi scadenti) equivale a lavoro forzato, anche in democrazia?
    è vero o no, che mai siamo così schiavi (del fisco, dei politici, delle burocrazie) come da quando siamo cittadini sovrani?
    Mai nessuna corte di Versilles è stata così ricca come la corte di Mastella o di Napolitano.
    Dunque… la sovranità popolare (art.1, Comma 2 della Costituzione) non esiste!
    Prendiamo ad esempio uno degli istituti attraverso cui tale “sovranità” si esercita: il referendum.
    In Italia, lo sappiamo, possono essere abrogativi, possono disfare leggi ma non farne e soprattutto possono venire aggirati, inoltre molti argomenti sono tabù per le pratiche referendarie, a cominciare da quello per cui i parlamentari nacquero, prima ancora della democrazia moderna, e cioè il controllo delle finanze, delle spese, delle tasse.
    In Svizzera, in Nuoza Zelanda, in California e altrove nei paesi civili, praticamente non ci sono esclusioni ai temi referendari.
    Per esempio, negli USA sono 17 gli Stati dell'Unione che possono cambiare la Costituzione approvando emendamenti per via referendaria e altri 21 (più il Distretto di Colombia) concedono ai loro cittadini il diritto di iniziativa per fare leggi e non soltanto per cancellarle. Ma 15 Stati danno agli elettori ambedue questi poteri: quello legislativo e quello costituente e fra questi la California non è soltanto di gran lunga il più popoloso ma anche il più attivo, i suoi abitanti i più entusiasticamente portati a servirsi di questa loro facoltà.
    Non ci sono, ripeto, tabù. I californiani possono andare a votare per diminuirsi le tasse: lo fecero con un'iniziativa allora rivoluzionaria, nel 1978, quando tagliarono a metà le imposte sulla proprietà fondiaria, avviando con due anni d'anticipo la "rivoluzione" reaganiana, che doveva drasticamente diminuire il carico fiscale su tutti gli americani e lanciare così il boom economico liberista. Nel 1996 fu approvata, in un altro caso controverso, la proposta di tagliare la spesa pubblica a favore dei residenti stranieri illegali, e nel 1995 per mettere fuori legge il sistema delle "quote" con cui il governo dava preferenze alle "minoranze" che avevano subito discriminazioni, reali o immaginarie.
    La Nuova Zelanda non è da meno. I referendum possono essere indetti come conseguenza di una petizione popolare che ha avuto successo. Referendum di Iniziativa dei Cittadini (CIR) o per una richiesta legislativa proposta dal parlamento.
    Cos'è un Referendum di Iniziativa dei Cittadini (CIR) ?
    I CIR hanno solo due risposte possibili come "si" e "no". I promotori del CIR devono prima ricevere l'approvazione della formulazione del quesito e poi raccogliere le firme richieste entro 12 mesi. C'e' un limite massimo di spesa di $ 50.000 NZD (circa 27.000 €uro) per promuovere una petizione referendaria. cosi come c'è un limite di $ 50.000 NZD per sostenere le ragioni di ogni particolare risultato. L’albo elettorale è aggiornato prima del referendum e la votazione è diretta come per le elezioni parlamentari, o con voto per corrispondenza. Non esistono poi limitazioni o quorum di votanti affinché l’esito referendario abbia validità. Ecco solo due esempi verificabili al sito: http://www.elections.org.nz/voting/referendums.html
    • Il 2 Dicembre 1995 fu chiesto se si voleva ridurre il numero dei Vigili del Fuoco professionali, per aumentare quelli a tempo parziale. Il referendum fu valido con l’affluenza alle urne del 27% degli aventi diritto al voto, e l’87,8% si dichiarò contrario.
    • Il 27 Novembre 1999, con un altro referendum ebbe un’affluenza di votanti pari all’84,8%. L’81.5% stabilì che i parlamentari “Rappresentanti della Camera”, venissero ridotti da 120 a 99.
    Se l’immagina il lettore quale sarebbe il risultato, se in Italia si potesse indire un tale referendum?
    Altro esempio di raggiro della sovranità popolare: in Italia, in quasi tutti gli Statuti di Comuni e Province, per le materie di loro stretta competenza, abbiamo i referendum “Consultivi”. Il che, tradotto in volgare, significa: dopo che la maggioranza di cittadini ha votato su una determinata questione; una MINORANZA di Consiglieri comunali o provinciali, può deliberare in senso contrario.
    E’ già successo!
    Charles De Gaulle affermava: «dato che un politico non crede mai in ciò che dice, resta sorpreso quando gli altri ci credono»
    E i politicanti italioti di sorprese ne debbono avere molte quando affermano che nel nostro paese è esercitata la democrazia, e i cittadini ci credono!

    Enzo Trentin

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  2. #2
    La mia autorità morale SONO IO
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    verissimo, bell'articolo... ma non credo basti qualche referendum a mettere le cose a posto... è diversa la mentlità credo... c'è trasparenza, lo stato sa di essere al servizio del cittadino, qui è l'opposto...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Max_s Visualizza Messaggio
    verissimo, bell'articolo... ma non credo basti qualche referendum a mettere le cose a posto... è diversa la mentlità credo... c'è trasparenza, lo stato sa di essere al servizio del cittadino, qui è l'opposto...
    Se cominciassimo a controllare la partitocrazia dalle “piccole cose sotto casa”; ovvero se cominciassimo ad indignarci quando, per esempio alla Provincia di Vicenza, 26 Consiglieri provinciali appartenenti alla Lega Nord, su complessivi 36, deliberano quanto segue:

    Statuto della Provincia di Vicenza


    Adottato con deliberazione consiliare del 21 dicembre 1999, nn. 92/70028
    Entrato in vigore il 28 febbraio 2000
    Reperibile al sito internet: www.provincia.vicenza.it

    CAPO IIREFERENDUM- Art. 15 -

    1. Un cinquantesimo degli elettori della Provincia di Vicenza può richiedere l’indizione di referendum propositivi, consultivi, abrogativi su materie nelle quali il consiglio provinciale ha competenza deliberativa.
    2. E' comunque inammissibile il referendum sulle seguenti materie:

    a) documento programmatico preliminare;

    b) piani;

    c) elezioni, nomine, designazioni, revoche, dichiarazioni di decadenza e in generale deliberazioni e questioni concernenti persone;

    d) personale della Provincia, delle istituzioni, delle aziende speciali;

    e) regolamento di funzionamento del Consiglio provinciale;

    f) istituzioni ed ordinamento dei tributi;

    g) bilanci annuali e pluriennali, conti consuntivi;

    h) oggetto su cui il Consiglio provinciale o la Giunta provinciale hanno già assunto provvedimenti deliberativi, di impegno di spesa e che hanno già dato luogo a rapporti negoziali con i terzi;

    i) procedimenti già iniziati o oggetti già sottoposti a referendum nei precedenti cinque anni.

    Cosa resta da rendere oggetto di referendum?

    I referendum di Comuni e Province (per le competenze che li riguardano) possono e debbono essere referendum «di iniziativa» e «di revisione»; resi possibili dal quadro legislativo vigente.
    Per «iniziativa», s'intendono azioni tese ad imporre a Presidente, Giunta e Consiglio provinciale, o comunale, deliberazioni su argomenti che interessano l'intera comunità.
    Per «revisione», s'intendono quelle deliberazioni che, già assunte dall’Amministrazione provinciale, o comunale, si vogliono, eventualmente, prese con differenti norme.
    In ambedue i casi: «d'iniziativa» e «di revisione» i referendum siano validi con qualsiasi numero di partecipanti al voto. Pretendere (come attualmente fa lo Statuto della Provincia di Vicenza) un'affluenza del 50% + 1 dei votanti, affinché la consultazione possa considerarsi valida, costituisce un ingiustificato potere giuridico negativo ai non partecipanti al referendum stesso, il che, come dovrebbe essere noto ad ognuno, è contrario allo spirito della democrazia, ed è una palese limitazione del libero esercizio di un diritto democratico costituzionalmente sancito. Un concetto, del resto, ribadito nella modifica all'art. 123 della Costituzione: "Lo statuto (regionale) sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi". Voti validi, dunque, non del 50%+1 degli aventi diritto!

    I cittadini di buona volontà possono attivarsi anche senza essere direttamente eletti nelle istituzioni. Il Decreto legislativo 267/2000 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”, offre tutta una serie di strumenti.
    Chi vorrà usarli?

  4. #4
    BLUT UND GEIST
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    Exclamation

    assurdo !

    ma è possibile che non capiamo che le votazioni sono TUTTE truccate e i gruppi di potere fannoi vincere chi vogliono loro ??

    guardiamo ad esempio le ultime elezioni per il federalismo che hanno fatto.

    é ovvio che se fanno votare i terun la secessione o il federalismo mai passeranno !

    se facevano votare solo il nord a quest'ora NON saremmo piu' in tricolore !

    Speriamo che quando tornera' il Berlusca succeda qualcosa a nostro favore.

    sperem !

  5. #5
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da langbard_pavia Visualizza Messaggio
    guardiamo ad esempio le ultime elezioni per il federalismo che hanno fatto.
    Non mi risultano ci siano state consultazioni referendarie su quel tema recentemente, a meno che tu non consideri tale quella dell'anno scorso che toglieva alcuni dei già pochi poteri delle regioni ed introduceva il nefasto principio dell'interesse nazziunale.

    Speriamo che quando tornera' il Berlusca succeda qualcosa a nostro favore.


    Tessera 1816. Mi sa che non hai le idee chiare sui cosiddetti "poteri forti"...

  6. #6
    Juv
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Non mi risultano ci siano state consultazioni referendarie su quel tema recentemente, a meno che tu non consideri tale quella dell'anno scorso che toglieva alcuni dei già pochi poteri delle regioni ed introduceva il nefasto principio dell'interesse nazziunale.


    Allora, anche se non so su lo facevi anche su questo forum, lo difendevi.

 

 

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