“Sull’inchiesta per la scalata alla BNL troppi sono i punti oscuri che si vorrebbero insabbiare”. E’ quanto afferma il Segretario Nazionale dell’MS-Fiamma Tricolore Luca Romagnoli.
“Da quanto trapelato finora sembrerebbe che i dirigenti DS, primo tra tutti Massimo D’Alema, siano stati più che dei semplici tifosi, dei veri e propri ‘partecipanti’. Emerge quindi uno strano intreccio tra politica e mondo della finanza”. Ha sottolineato Luca Romagnoli.
“I politici della sinistra di fronte a simili pesanti accuse pronunciate, fuori dai denti, da un magistrato milanese come si comportano? – si è interrogato Romagnoli – Invece di fugare ogni dubbio sulla loro rettitudine, chiedendo la massima chiarezza, vorrebbero mettere sotto accusa, attraverso provvedimenti di natura disciplinare, lo stesso gip titolare dell’inchiesta, Clementina Forleo”.
“La serietà e la trasparenza – ha consigliato il Segretario della Fiamma Tricolore –, cui dovrebbe rifarsi ogni politico onesto, imporrebbero la pubblicazione immediata di tutte le telefonate, da loro fatte e ricevute, inerenti il caso BNL”.
“I politici coinvolti nell’indagine – ha poi aggiunto – hanno il dovere etico e morale di permettere ai giudici di completare il proprio lavoro serenamente, senza interferenze e senza pressioni”.
“D’altronde anche il solo sospetto avrebbe dovuto indurli alle dimissioni. Ma se sono innocenti – ha infine concluso Luca Romagnoli –, come tutti loro si affannano a dichiarare, cosa hanno da temere da questa inchiesta?”




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