AGI) - Roma, 24 lug. - "L'Italia segna un particolare ritardo, anche rispetto agli altri paesi europei", sulla strada dell'innovazione, sebbene non manchino alcuni "segnali positivi". L'allarme e' del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che, intervenendo al 53° corso di orientamento universitario organizzato dalla Scuola normale superiore di Pisa a Camigliatello silano, fornisce un lungo elenco di fattori che spiegano le difficolta' del nostro Paese: bassa spesa in ricerca e sviluppo, scolarizzazione insufficiente, scarsa concorrenza, poche operazioni di venture capital verso imprese giovani e quelle dei settori ad alta tecnologia. Insomma, sottolinea il numero uno di via Nazionale, "il quadro italiano e' critico ma la situazione", aggiunge, "non e' immodificabile. Vi sono segni", rileva Draghi, "che la trasformazione del nostro sistema produttivo e' iniziata. Si e' accresciuta nelle imprese italiane l'importanza degli investimenti in progettazione, design, marchi, reti distributive e di assistenza. Fra le imprese medio-grandi si sono diffuse nuove tecnologie di gestione aziendale integrata. E' aumentato il ricorso a personale con livelli di istruzione piu' elevati. E' proseguito il processo di internazionalizzazione. Sono segnali positivi", osserva l'inquilino di palazzo Koch, "anche se la strada da percorrere e' ancora lunga". (AGI) -




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