Intervista del vecchio Pino,nienteopopodimenoche al Secolo d'Italia (già questo dice tutto)
A DESTRA DI AN C'E' SPAZIO SOLO PER I RANCORI
(Tratto da Il Secolo d'Italia) - Le scissioni della destra italiana le ha vissute, direttamente o meno, tutte. E una l'ha promossa in prima persona, giocando la carta di un rassemblement alla destra di An. Classe 1926, Pino Rauti, segretario nazionale del Movimento Idea Sociale, è stato uno dei protagonisti del percorso della destra italiana nel secondo dopoguerra, dalla nascita del Msi all'attivismo giovanile degli anni ‘50, dalla fondazione di Ordine Nuovo al rientro nel Msi, dalla scissione di Democrazia nazionale all'Eurodestra fino al congresso di Fiuggi che ha sancito la nascita di Alleanza nazionale e la sua personale fuoriuscita dal partito di cui era stato anche segretario (con la fondazione del Msft). E la sua riflessione parte da un'autocritica.
«Forse nel 1995 sarebbe stato più utile fare altre cose»: l'incipit dell'analisi di Rauti scaturisce da una riflessione sugli ultimi dodici anni di storia post-missina, da quando lui scelse di non aderire ad An a di dar vita alla Fiamma tricolore, primo tentativo di rifondazione missina.
«L'esperienza e il senno di poi ci dicono che a destra di An non c'è stato spazio che per personalismi, rivalità, rancori. In quel periodo, nel ‘95, sarebbe forse stato utile seguire i suggerimenti che provenivano dalla destra culturale sulla falsariga della proposta lanciata da "L'Italia settimanale". Avremmo forse dovuto fondare un centro studi nazionale, per raffinare le analisi strutturali del sistema e mantenere unita un'area vasta di destra, temperando così l'asprezza delle divisioni che si andavano delineando».
Un ripensamento, ma anche un punto di vista interessante da ascoltare alla vigilia della nascita di un nuovo movimento scissionista a destra, quello di Francesco Storace, che domani a Roma presenterà il suo nuovo movimento.
«Cosa penso de "La Destra"? Un nome così ¬ taglia corto ¬ non mi potrebbe mai piacere. E poi questo movimento riprende tesi politiche che definirei ottocentesche, non adeguate alle sfide di portata planetaria che ci attendono». Le parole e gli slogan della destra "law and order" non le ha mai apprezzate, ma le maggiori obiezioni mosse da Rauti al progetto Storace sono sulla necessità di creare un ulteriore soggetto politico che ripercorra schemi di marginalità e sugli spazi politici disponibili per questa esperienza. «Tutti i partiti a destra di An, messi insieme, potrebbero arrivare massimo al 2-3 per cento ¬ analizza ¬ senza dimenticare che sono inevitabilmente flagellati da troppe liti e poca elaborazione di progetti».
Eppure. «Eppure mai come in questo momento storico ci sono nel paese ¬ spiega ¬ i presupposti per una fortissima affermazione delle idee della destra. Il bisogno di sicurezza, la necessità di maggiore coesione sociale, l'attenzione per il problema demografico e per la famiglia sono da sempre cavalli di battaglia della nostra area».
Rauti ammette di essere rimasto colpito dall'accelerazione segnata da Gianfranco Fini nell'incontro di Forte dei Marmi con i giovani di Azione Universitaria: «Offrire una proposta a tutto campo. Sfondare nelle periferie, nelle borgate, non immaginare la politica come un recinto precostituito ¬replica l'ex parlamentare ¬ sono coordinate politiche nelle quali anche io mi riconosco, le ho elaborate tanti anni fa, troppo in anticipo sui tempi della politica italiana». E dichiara il suo scetticismo per formule di "rifondazione missina": non è più tempo, dice, «di percorsi di testimonianza». I suoi progetti? «Proseguirò per coerenza il discorso politico intavolato con Alessandra Mussolini per riunire l'area a destra di An, con l'obiettivo di costituire un soggetto che possa dialogare responsabilmente con il partito di Fini. Del quale apprezzo molto l'elaborazione sul nuovo modello italiano di cittadinanza promosso recentemente con convegni e pubblicazioni».
In convalescenza dopo un piccolo incidente, Rauti si gode il successo delle ristampe dei sui libri ("Le idee che mossero il mondo" è ora arrivato alla decima edizione, pubblicato da Controcorrente), coltivando una vivissima curiosità intellettuale per i nuovi fenomeni globali di devastazione planetaria: «Seguo in modo assorbente le conseguenze del declino della nostra società, tra l'imminente emergenza mondiale per la scarsità dell'acqua e la cancellazione di tante foreste pluviali. Poi sto ultimando la scrittura di un libro, "La guerra più lunga 1915-1945". Un saggio sulla rivoluzione che ha attraversato l'Italia nella prima parte del secolo scorso, e quindi anche sul fascismo». Quel fascismo che è ormai argomento di citazioni d'eccezione sotto la testata del giornale fondato da Antonio Gramsci. «Mi sorprende e mi fa piacere che "l'Unità" riprenda tesi di Benito Mussolini, addirittura della Rsi. Di quel periodo storico c'è ancora molto da riscoprire in positivo. Era ora che se ne accorgessero anche a sinistra».
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Scriva libri, che è meglio.




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