Pur non esendo il SUQI propriamente il mio ambito politico di riferimento, ma comunque seguendo con discreta attenzione un po' tutto quanto avviene a livello di quello che una volta veniva identificato come "opposizione di estrema sinistra", e che oggi chiamo con alquanta approssimazione "il Movimento", ritengo sia necessario un sereno quanto ferrato processo di chiarificazione con il SUQI stesso.
Sebbene la presenza dell'On.Turigliatto alla passata seduta del Senato in cui era in votazione la riapprovazione della politica estera guerrafondaia ed imperialista del governo Prodi non sarebbe comunque bastata per far cadere il governo, è tuttavia grave che il senatore di Sinistra Critica non fosse stato presente in aula nel tentativo di affossare il governo.
Ora non conosco quali motivazioni abbiano trattenuto l'On.Turigliatto dal recarsi in aula per cercare comunque di mettere in difficoltà il governo, ma a questo punto mi potrei spingere a teorizzare due distinti scenari. Che Sinistra Critica, che costituisce la sezione italiana del Segretariato Unificato della Quarta Internazionale, abbia volontariamente invitato il proprio parlamentare a non recarsi alla votazione così da sollevarsi dalla patata bollente senza mettere in discussione al tempo stesso il governo, o che l'On.Turigliatto fosse assente per motivi personali indipendenti dalle indicazioni del SUQI stesso.
In tale ultima ipotesi, il Segretariato Unificato dovrebbe richiedere convincenti spiegazioni da parte della sua sezione italiana e dal parlamentare individualmente convocato. Nel primo caso, sorgerebbe la necessità di chiederci a quale gioco stiamo giocando: se insomma non stia accadendo che il SUQI intenda essere un partito-burocrazia (questa sì che è burocrazia, non le dittature capital-stataliste) che come una multinazionale dall'alto determini e scelga per ogni regione del mondo quale debba essere la linea politica da seguire, creando da fuori un'indebita ingerenza "estera" sull'autonomia delle dinamiche locali del Movimento, magari arrivando a sostenere un appoggio critico al governo Prodi e alla possibilità di influire su di esso opponendosi a quanti lottano ogni giorno per la sua cacciata.
Sinistra Critica, sezione italiana del SUQI, deve insomma scegliere da che parte stare: se essere parte del più ampio Movimento di opposizione sociale a Prodi (che incentra la propria bandiera su lotta alla repressione, opposizione all'imperialismo, avanzamento dei dirittiv sociali), mettendo il proprio piccolo manipolo parlamentare a disposizione delle lotte dell'intero Movimento, oppure ritagliarsi il ruolo di ufficio esecutivo di decisioni prese altrove e dall'alto che non tengano in alcun modo conto delle aspirazioni delle persone e dei popoli che in ogni realtà del mondo vivono, quale una multinazionale della politica che burocraticamente prende le proprie decisioni in funzione di sole ragioni di proprio tornaconto e di bassi tatticismi.




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