Vittorio Emanuele, insulti ai sardi
Gigi Furini
Il Gip: indizi gravissimi. Il principe nega tutto. Indagato il figlio
POTENZA. «Indizi gravissimi e particolari raccapriccianti sono emersi a carico di Vittorio Emanuele di Savoia che giustificano ampiamente l?arresto», spiega il Gip del Tribunale di Potenza, Alberto Iannuzzi, dopo aver firmato l?ordinanza di custodia cautelare che vede 24 persone implicate nell?inchiesta condotta dal pm Woodcock. «Sono innocente. Le accuse non stanno né in cielo né in terra», ha detto il principe all?avvocato ieri mattina. Nell?inchiesta è coinvolto anche il figlio Emanuele Filiberto che sarebbe indagato per abuso di sistema informatico: i due Savoia avrebbero ordinato di boicottare e oscurare un sito internet poiché conteneva pagine non gradite alla famiglia reale. Tra i documenti di accusa moltissime intercettazioni telefoniche. Dalle quali emerge anche un giudizio non certo lusinghiero per i sardi. Quando in Sardegna gli si rompe il motore della barca, infatti, per una riparazione che non lo convince il principe al telefono si lascia andare. I sardi? «Puzzano e basta».
PROSTITUTE, affari illeciti con esponenti dei Monopoli di Stato, insulti alla giornalista Sgrena e ai sardi dal «Re di Sardegna». E poi il principe che chiede ai suoi collaboratori di trovargli sempre una donna. E questi che si mettono a contrattare il prezzo di una prestazione (200-300 euro) curando anche i dettagli dell?incontro. E ne sono stati documentati una ventina. C?è anche una raccolta di fondi (per minorenni vittime di abusi sessuali) che si trasforma in un?occasione per incontrare ?belle bambine?. Dalle intercettazioni delle telefonate (che duravano da oltre un anno) fra Vittorio Emanuele di Savoia e i suoi collaboratori, in particolare con Gian Nicolino Narducci, esce uno spaccato delle attività del principe. E? il 7 marzo 2005, tre giorni dopo il rilascio di Giuliana Sgrena e la morte del funzionari del Sismi, Calipari. Narducci annuncia al principe l?arrivo di un ?pacco fresco?, una ragazza bellissima...
Narducci: E mi ha detto che la settimana prossima, se lei ha piacere, veniamo su a Gstaad.
Vittorio Emanuele: sì.
N.: con, con un pacco.
VE.: esatto. Giusto, eh!
N.: eh! Sì, giusto, però poi bisogna, bisogna poi vedere dove andare, eh!
VE:: è un pacco moderno?
N.: nuovo, fresco.
VE.: come?
N.: eh, giusto, giusto, giusto. Mi ha detto che è una ragazza bellissima.
VE.: sì.
N.: bruna, bellissima, bellissima.
VE.:sì, eh?.
N.: sì, sì, sì, sì. Settimana prossima se lei ci dice l?ok.
VE.: sì, o se no giù a Ginevra.
N.: ehm. Oh a Ginevra. Io, io, io, ecco: Ginevra! se la principessa è su, forse è meglio, eh!
VE.:sì.
N.: eh. Perchè così non c?è controlli.
I SARDI. In Sardegna il motore della barca del principe non funziona e viene fatto riparare. Vittorio Emanuele ritiene che la riparazione sia stata eseguita Un lavoro, insomma, per «derubarci e basta».
Vittorio Emanuele dice cosa pensa dei sardi, giudizi che sono implacabili alcuni, addirittura irreferibili: «Sono capre». E ancora «puzzano e basta». Il suo assistente Narducci ribatte: «Sono figli di p... deficienti».
OFFESE. I due cambiano discorso e cominciano a parlare del delitto Calipari e della Sgrena.
VE.:senta, che casino che è venuto fuori, eh!
N.: ma di che, di cosa?
VE. adesso guardi che quella lì. E? meglio che non si faccia vedere in giro. Quella che..
N.: chi è?
VE.: quella m... lì che è stata, ehm, che ha fatto morire il nostro capo dei servizi segreti.
N.: Quella lì è una m...! Comunista di m... quella lì.
VE: Le televisioni l?hanno distrutta! Le televisioni di Berlusconi e il TG2.
N.: sì, sì, sì.
Il discorso prosegue sulle tv. Poi...
VE.: E? meglio se va in Iraq, così la fan fuori. Il Manifesto ha scritto che era un agguato fatto dagli americani! Ma figuriamoci! Quel pezzo di m... di quella vecchia t...
N.: bisognerebbe portarla in una caserma degli alpini e poi darla agli alpini che se la sollazzino.
VE.: no, ma poi la buttano giù. La buttan giù dalla montagna, morta, a pezzetti.
I MONOPOLI. Il faccendiere Achille De Luca, nominato da Vittorio Emanuele per curare i rapporti con i Monopoli di Stato, invia un fax allo stesso principe e a Ugo Bonazza (un altro degli arrestati). «Ho questa mattina concluso l?iter per la definizione delle tue pratiche bloccate, nelle mani di alti responsabili di Trastevere. In modo volutamente equivoco e con ?fumus meridionalis? ho detto loro che sarei stato generoso. Ho usato la stessa espressione di V.E. valuta Tu, in piena coscienza cosa vuoi anticipare ora, e saldare i primi della prossima settimana, a questi due ?amici?».
FARMACI IN AFRICA. A fronte di persone disposte a spendere ?cifre rilevanti? per l?acquisto di farmaci da mandare in Eritrea, Narducci si attiva. Poi parla con l?avvocato che aveva lanciato la proposta. Dice il legale: «Tieni conto che deve essere roba di basso costo perchè è per il terzo mondo». Narducci: «Bassissimo costo! Quella è acqua. E? acqua e zucchero».
LA MUSSOLINI. Un consigliere comunale di Roma, candidato alla Regione Lazio nella lista di Storace, parla con Salvatore Sottile (portavoce di Fini) e gli dice di aver compiuto ?un?impresa piratesca? per escludere dalla competizione elettorale la lista di Alternativa sociale di Alessandra Mussolini. In effetti la Mussolini fu esclusa e il ?pirata? parlando con Sottile (intercettato) spiega di essersi procurato 1300 schede anagrafiche del comune, creando in questo modo l?incidente che poi provocò l?esclusione della lista che avrebbe danneggiato Storace (poi comunque sconfitto).




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