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  1. #11
    piemonteis downunder
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    A proposito di veneto, itagliano e inglese...

    Mi viene in mente quello che mi aveva detto una signora (ahime' veneta) a un meeting a Sydney qualche anno fa, quando cercavo io e altri (now ex) leghisti di convincerla a rivendicare la lingua veneta. La tipa mi fa: "il dialetto non serve a niente. Io quando sono emigrata in Australia 40 anni fa parlavo solo il mio dialetto. Quando sono arrivata qui, ho dovuto imparare l'italiano, cosi' adesso posso comunicare con tutti." Pensavo intendesse dire "imparare l'inglese". No, intendeva proprio l'itagliano. In 40 anni non aveva mai cercato di imparare una parola di inglese, pero' grazie all'itagliano poteva parlare "con tutti". Con tutti quelli che abitavano nella sua stessa via e che andavano allo stesso club itagliano, gli altri chissenefrega, sono "inglesi". Che lingua cosmopolita, l'itagliano Anche per dire che certi "immigrati che non si integrano" ci sono anche da noi.

    Nel caso degli itagliani, le ambasciate e consolati all'estero hanno purtroppo fatto molto per creare un nazionalismo nelle comunita' di emigrati. Per decenni, la loro politica e' stata quella di ripetere a tutti: "prima di emigrare, eravate veneti, lombardi, campani, ecc. Adesso che siete emigrati in Australia, siete tutti itagliani e fieri di esserlo." (Diventare australiani no, per carita', quello non e' mai passato per le testa!)

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  2. #12
    itaglia stato canaglia
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    Le bestie malate di AN dovrebbero solo ficcarsi il triculore su per il proprio deretano. Con tanto di asta

    Se vedùm

  3. #13
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    Aussie, me te gh'è reson. Gli itagliani veri possono essere del sud..e anche del nord, veneto compreso. (per la mia esperienza) In passato - da buona Milanese, dovevo pagare il mutuo della casa per potermi sposare - facevo da anni l'impiegata..in Presidenza. di una importante Società multinazionale .bi-trilingue..e in vacanza, anzichè come fanno giustamente quasi tutti, spassarmela - per guadagnare di più e pagare il mutuo - sono andata a fare la hostess per il mese di agosto in cui si trascorrono le ferie, temporaneamente, accompagnando turisti itagliani nel nord Europa. La maggioranza erano meridionali, avvocati, professori, ecc. neanche una parola di inglese o francese. Lì ho conosciuto gli itagliani..prima ero un'illusa, credevo fossero tutti come me. I miei colleghi a Milano quasi tutti conoscevano più lingue. Non ho più fatto l'hostess dopo questa esperienza che mi ha fatto aprire gli occhi. . Viva il mio impiego a Milano, impegnato, con gente preparata..capace, altro che girare il mondo con.....: A Londra, al ristorante volevano gli scpaghetti, brontolavano a voce molto alta se il posto non era in centro al locale, si portavano dietro la chiave dell'albergo ecc. ecc. mi interrompevano in ogni momento domandandomi le notizie più strane "quanto costano le sigarette in Lussemburgo, ecc. ecc.". Anche adesso i colleghi di mio marito a Londra, itagliani etnici, non si sforzano di parlare un buon inglese, guardano sempre la TV itagliana. io dico loro: ma guardate i programmi in inglese, così migliorate la conoscenza. della lingua. Niente. Non rispettano soprattutto per ignoranza il principio di territorialità, che vige in tutto il mondo. Se tu vai in un posto, devi parlare o cercare di parlare la lingua del posto. Questa è correttezza e rispetto. E' inutile commentare oltre.

  4. #14
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    Certe scelte risultano non comprensibili ma non per questo non sono coerenti.
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    Citazione Originariamente Scritto da armida Visualizza Messaggio
    Aussie, me te gh'è reson. Gli itagliani veri possono essere del sud..e anche del nord, veneto compreso. (per la mia esperienza) In passato - da buona Milanese, dovevo pagare il mutuo della casa per potermi sposare - facevo da anni l'impiegata..in Presidenza. di una importante Società multinazionale .bi-trilingue..e in vacanza, anzichè come fanno giustamente quasi tutti, spassarmela - per guadagnare di più e pagare il mutuo - sono andata a fare la hostess per il mese di agosto in cui si trascorrono le ferie, temporaneamente, accompagnando turisti itagliani nel nord Europa. La maggioranza erano meridionali, avvocati, professori, ecc. neanche una parola di inglese o francese. Lì ho conosciuto gli itagliani..prima ero un'illusa, credevo fossero tutti come me. I miei colleghi a Milano quasi tutti conoscevano più lingue. Non ho più fatto l'hostess dopo questa esperienza che mi ha fatto aprire gli occhi. . Viva il mio impiego a Milano, impegnato, con gente preparata..capace, altro che girare il mondo con.....: A Londra, al ristorante volevano gli scpaghetti, brontolavano a voce molto alta se il posto non era in centro al locale, si portavano dietro la chiave dell'albergo ecc. ecc. mi interrompevano in ogni momento domandandomi le notizie più strane "quanto costano le sigarette in Lussemburgo, ecc. ecc.". Anche adesso i colleghi di mio marito a Londra, itagliani etnici, non si sforzano di parlare un buon inglese, guardano sempre la TV itagliana. io dico loro: ma guardate i programmi in inglese, così migliorate la conoscenza. della lingua. Niente. Non rispettano soprattutto per ignoranza il principio di territorialità, che vige in tutto il mondo. Se tu vai in un posto, devi parlare o cercare di parlare la lingua del posto. Questa è correttezza e rispetto. E' inutile commentare oltre.
    Intanto un "itagliano" come Rudolph Giuliani può diventare l'uomo più potente del mondo.

  5. #15
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    la scarsa capacità di integrazione talora dimostrata da alcuni itagliani è tipica delle culture chiuse e familiste.

  6. #16
    Gaeta resiste ancora!
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    Citazione Originariamente Scritto da gb1984 Visualizza Messaggio
    Intanto un "itagliano" come Rudolph Giuliani può diventare l'uomo più potente del mondo.
    Se i suoi invece di emigarare fossero rimasti in SICILIA (la Sicilia NON E' NEMMENO GEOGRAFICAMENTE ITALIA) chissà cosa farebbe a quest'ora.
    Povera Sicilia hai tentato di liberarti dal giogo dello stato agliano 1866- 1943-45, ma senza fortuna!
    PS
    Giuliani ha ridotto di molto il crimine in una metropoli come NY, si fosse azzardato a fare una cosa simile nella sua Sicilia, oggi sarebbe al cimitero con Falcone e Borsellino.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke Visualizza Messaggio
    A proposito di veneto, itagliano e inglese...

    Mi viene in mente quello che mi aveva detto una signora (ahime' veneta) a un meeting a Sydney qualche anno fa, quando cercavo io e altri (now ex) leghisti di convincerla a rivendicare la lingua veneta. La tipa mi fa: "il dialetto non serve a niente. Io quando sono emigrata in Australia 40 anni fa parlavo solo il mio dialetto. Quando sono arrivata qui, ho dovuto imparare l'italiano, cosi' adesso posso comunicare con tutti." Pensavo intendesse dire "imparare l'inglese". No, intendeva proprio l'itagliano. In 40 anni non aveva mai cercato di imparare una parola di inglese, pero' grazie all'itagliano poteva parlare "con tutti". Con tutti quelli che abitavano nella sua stessa via e che andavano allo stesso club itagliano, gli altri chissenefrega, sono "inglesi". Che lingua cosmopolita, l'itagliano Anche per dire che certi "immigrati che non si integrano" ci sono anche da noi.

    Nel caso degli itagliani, le ambasciate e consolati all'estero hanno purtroppo fatto molto per creare un nazionalismo nelle comunita' di emigrati. Per decenni, la loro politica e' stata quella di ripetere a tutti: "prima di emigrare, eravate veneti, lombardi, campani, ecc. Adesso che siete emigrati in Australia, siete tutti itagliani e fieri di esserlo." (Diventare australiani no, per carita', quello non e' mai passato per le testa!)
    Questo episodio fa capire quanta ignoranza ci fosse anche in Padania non poi tanto tempo fa..ignoranza che l'itaglia ha sfruttato e che ha fatto sì che oggi ci ritroviamo in questa situazione .

  8. #18
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    il consigliere Bruno Di Natale, codroipese
    Proprio di Codroipo doc questo aennino...

    Citazione Originariamente Scritto da Furlan
    «Nell'era della conoscenza planetaria - fa eco Paolo Ciani , di Buia - la nostra Regione, anziché puntare sull'eccellenza nelle lingue straniere internazionali, con queste leggi si richiude in se stessa e si allontana dal resto dell'Europa e del mondo».
    Ma veramente, dove li pescano (e li votano) questi tizi?! Loro, i nostalgici della quota 90 e dell'autarchia vorrebbero ritornare a quando gli idiomi dei territori erano banditi. Questi segnali e leggi, invece, non fanno altro che farci avvicinare al resto dell'Europa, dove questi processi sono stati intrapresi con sempre maggior vigore nell'ultima ventina d'anni, e a quella serie di disposizioni europee che l'italietta ha sempre firmato e mai voluto applicare (soprattutto sulle lingue minoritarie e locali).

  9. #19
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Illy cambia la legge: friulano per tutti

    Tutti a scuola studieranno il friulano. Chi non vorrà, dovrà chiedere formalmente l'esenzione. Il presidente Illy ha annunciato l'imminente modifica della norma, recependo così la proposta lanciata da D'Aronco nella lettera aperta pubblicata dal Messaggero Veneto. "La madrelingua - ha riconosciuto il governatore - è una risorsa anche per chi è nato fuori del Friuli". D'Aronco ha apprezzato l'apertura: "Illy ha dimostrato grande ragionevolezza"

    di Tommaso Cerno

    UDINE. Tutti a scuola studieranno il friulano, salvo gli alunni che esplicitamente – tramite i genitori – chiederanno di essere esclusi. Il governatore Riccardo Illy fa propria la richiesta di Gianfranco D’Aronco, friulanista e leader storico degli autonomisti del Friuli, che nella sua lettera aperta pubblicata ieri sul Messaggero Veneto aveva contestato il meccanismo della nuova norma di tutela, che prevedeva l’insegnamento della madrelingua soltanto per chi lo richiedesse esplicitamente. Le parole di D’Aronco hanno trovato d’accordo il governatore che ha annunciato la modifica della norma: sarà chi non lo vuole a doverlo dichiarare.

    «Ho trovato garbato e equilibrato l’intervento del professor D’Aronco – dice Illy –. Ritengo sollevi argomenti corretti sui quali abbiamo discusso in giunta abbastanza a lungo prima di approvare il disegno di legge preliminare che spetta al consiglio ora approvare». Qualche giorno fa, aggiunge il presidente, «ho definito di lana caprina, ma non in termini negativi, la questione dell’iscrizione ai corsi di friulano. Anche se va ricordato che nel disegno di legge è previsto l’obbligo per le scuole di fornire questa opportunità e, come già avviene oggi, la facoltà dei genitori di iscrivere i loro ragazzi. Bene, ho usato quell’espressione perché qualche giorno fa siamo stati a Ruda e nell’incontro con il sindaco di quel Comune e in una amabile conversazione con i suoi assessori e le sue assessore ho rivolto loro la domanda, anzi una serie di domande su un tema che trovo di grande interesse. Primo: dove si parla il friulano? Visto che è un comune che non è nel cuore del Friuli. Mi è stato risposto: dappertutto, a casa, nei luoghi dove si socializza, ma anche sul luogo di lavoro incluso quello pubblico, cioè l’amministrazione comunale. La seconda domanda: quanti bambini delle scuole si sono iscritti ai corsi di friulano? Risposta: praticamente tutti, anche quelli che non sono nati nel comune di Ruda. Allora evidentemente il fatto di doversi iscrivere non ha costituito un ostacolo». Ma ciò nonostante, continua Illy, «siccome tutti si iscrivono non vedo perché debba costituire un ostacolo invertire le parti. Per cui tutti sono iscritti automaticamente e, se un genitore non vuole l’insegnamento, chiede l’esonero».

    Un cambio di rotta, in sintonia con la richiesta di D’Aronco, che – se anche dal punto di vista pratico non cambierà molto – dal punto di vista culturale ha un significato profondo per autonomisti e friulanisti. «Per me – dice Illy – non costituisce alcun problema, anzi. Io sono di religione valdese, cosa che spiega il mio interesse e la comprensione per i temi che riguardano le minoranze linguistiche. E ho sempre chiesto da bambino – e ottenuto – l’esonero. Ma voglio andare oltre e dire che da cittadino della Regione, della Venezia Giulia, ritengo che il patrimonio turistico e culturale sloveno, della piccola minoranza tedesca e soprattutto quello friulano, il più numericamente significativo, sia un patrimonio di tutti i cittadini della regione, per cui anche mio. E ritengo da amministratore della Regione un mio dovere difenderlo e da cittadino un mio diritto e interesse che sia difeso».

    Illy cita poi Ashby, che ha scritto una delle leggi della cibernetica, la legge della varietà necessaria, «nella quale dice che per controllare un sistema complesso, il controllore deve avere una complessità pari o superiore al controllato – spiega Illy –. Quindi laddove il sistema assume una certa varietà di comportamenti, il controllore ne deve avere una di livello superiore. O almeno uguale. Ebbene noi ci troviamo in un mondo estremamente complesso nell’economia globale. E se vogliamo controllarlo e sopravviverci dobbiamo avere una varietà di comportamenti almeno uguale». Secondo il governatore, quindi, «abbiamo l’enorme fortuna di vivere in una regione piccola, compatta, con 1,2 milioni di abitanti 4 comunità linguistiche riconosciute e almeno un’altra decina non riconosciute e dobbiamo da un lato garantirci la continuazione di questa varietà – aggiunge –, che significa insegnarle alle generazioni successive e trasmettere i valori culturali. Dall’altro favorire il lavoro e la vita culturale assieme di queste diverse componenti, cosa che rappresenta la migliore opportunità per avere successo in questa fase della storia dell’umanità». Una posizione che hanno capito gli istituti di ricerca, secondo Illy, le università e anche diverse imprese «che hanno costruito gruppi di lavoro misti e la cui creatività è sensibilmente suoperiore a quella dei gruppi omogenei. Per la ricerca, per la soluzione di problemi complessi sono molto più aperti». Anche per questa ragione, conclude Illy, «ho voluto che si tenesse nella nostra regione, a Udine, l’assemblea generale dell’Are, a novembre, con il tema dell’identità. Perchè ritengo che nella nostra regione abbiamo qualcosa da dire su questo tema».

    Messaggero Veneto

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    «Nell'era della conoscenza planetaria - fa eco Paolo Ciani , di Buia - la nostra Regione, anziché puntare sull'eccellenza nelle lingue straniere internazionali, con queste leggi si richiude in se stessa e si allontana dal resto dell'Europa e del mondo».
    Basta eliminare l'itagliano come lingua principale e siamo a posto.
    Come lingua franca l'inglese e per ogni regione/zona la propria lingua.

    Ho fatto quadrare il cerchio

 

 
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