LETTERA APERTA
Rossano (CS) 26 Luglio 2007 – Come società impegnata da oltre 60 anni a garantire un minimo diritto alla mobilità dalla Calabria verso il resto d’Italia e viceversa, accogliamo con grande soddisfazione la schietta denuncia che, nella giornata di ieri, il Cardinale Martino ha pubblicamente fatto sul perenne ed ormai intollerabile cantiere dell’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.
Riteniamo sia un fatto di estrema importanza la decisa presa di posizione di uno dei più autorevoli rappresentanti italiani della Chiesa Cattolica. Essa, infatti, rappresenta un momento di critica, forte e senza infingimenti, nei confronti di tutta la classe politica nazionale e meridionale in specie.
E’ soprattutto a quest’ultima che si rivolge l’esemplare censura del Presidente del Pontificio Consiglio; ad una classe politica meridionale, senza distinzioni, dimostratasi di fatto incapace di aggredire una grave questione infrastrutturale, divenuta ormai un enigma, una palese divisione tra Nord e Sud, testimonianza eloquente di inefficienza pubblica e –purtroppo- come riconosce lo stesso Cardinale Martino emblema di una “rassegnazione imperdonabile” delle popolazioni del Sud Italia.
Ha ragione e fa bene il Cardinale Martino a non riconoscere alcuna “umanità” in quel tratto autostradale, impercorribile, inaccettabile: “un’autentica via crucis”, eterno e fradicio cantiere della cattiva amministrazione pubblica e delle mancate attese di sviluppo di una delle aree potenzialmente più attraenti del mediterraneo.
Sullo stato ormai penoso e vergognoso dell’A3, sul quale sta ormai bruciando la competitività dell’Azienda Italia e, con essa, tutta la credibilità delle istituzioni, dello stato di diritto e della politica nazionale, mai forse come in questa fase della storia, si gioca la stessa civiltà del nostro Paese.
Questo “budello che separa invece di unire” –come l’ha definito, ancora, il Cardine Martino- degno del Laos più che del continente europeo, sintetizza anche plasticamente tutti i mali di un meridione, lontanissimo da normali vie di comunicazione, bloccato da una politica che sopravvive nello stallo e che produce soltanto freni alla modernità, sganciato insomma da tutte quelle normali dinamiche che, grazie all’iniziativa privata, ovunque diventano motore di sviluppo e moltiplicatore di opportunità di lavoro e progresso sociale e condiviso.
Quanti, come noi, hanno deciso, anche con massicce dosi di coraggio, di investire al Sud per tentare di colmare quel gap infrastrutturale e fors’anche culturale che oggi ci fotografa come periferia italiana e dell’Unione Europea, sottoscrivono e fanno proprio quell’autorevole appello del Cardinale Martino ad una maggiore dignità della politica e degli stessi cittadini, affinché la non approvazione di quanto stiamo subendo, tutti, nel caso dell’A3, possa presto trasformarsi in una reazione più convinta tale da spezzare le catene di quella rassegnazione alla quale oggi appaiamo tutti costretti, quasi per atavica maledizione.
Le opportunità di normalizzazione, di ripresa commerciale e di sviluppo economico, di rilancio dell’offerta turistica e culturale delle regioni meridionali, oggi più che mai, passa dalla presa di coscienza, da parte di tutti, che sull’Autostrada Salerno-Reggio Calabria si misura l’ultima utile occasione di fiducia nella giovane Repubblica Democratica di questa nazione.
Anche alla luce della denuncia del Cardinale Martino, il Presidente della Repubblica Giorgio NAPOLITANO, garante laico dell’Unità Nazionale, si faccia carico di questa elementare esigenza di civiltà democratica non più glissabile con la retorica burocratica alla quale si assiste da decenni e di questo allarme sempre più diffuso destinato, come è intuibile, a sfociare per altre vie. Gerardo SMURRA Presidente CDA Simet Spa




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