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  1. #1
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    Predefinito Altri finanziamenti alla missione in Afghanistan: qui, tutti compatti...

    Senato approva documento missioni A Palazzo Madama favorevoli 159, 153 contrari (ANSA) - ROMA, 24 LUG - Il Senato approva la risoluzione presentata dalla maggioranza sulla politica estera del governo e sulle missioni internazionali. I voti a favore sono stati, 159 i contrari 153. I banchi della maggioranza a Palazzo Madama sono praticamente al completo, mentre nelle fila dell'opposizione c'e' q

  2. #2
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    Grandi.

    Mi piace questa coesione. Tutti uniti...perchè è il programma che lo dice.


    E via, verso mille nuove avventure.

  3. #3
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    Sapete se c'è un modo per sapere quali senatori hanno votato e per cosa, se il voto non è segreto?

  4. #4
    are(a)zione
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    Qui il resoconto dettagliato della seduta, che aveva per tema anche gli incendi che stanno flagellando il centro e sud italia.


    http://www.senato.it/japp/bgt/showdo...doc=hotresaula

  5. #5
    are(a)zione
    Ospite

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    Relazione di DEL ROIO

    DEL ROIO (RC-SE). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Ministro per la vasta e stimolante relazione che ha dato un po' il quadro del pianeta e della nostra situazione all'interno di questo mondo complesso. Immersa in un'estenuante battaglia tutta concentrata sui fatti, grandi, piccoli e anche inesistenti della politica interna italiana, quest'Aula si è assai poco applicata ad analizzare un mondo sempre in costante trasformazione. Questo credo sia un segnale di conservatorismo e anche una manchevolezza. È ovvio che in questo mio intervento non è possibile trattare della complessità del globo; rimarrò quindi all'interno dei parametri tracciati, toccando alcuni punti focali.
    Con la costante crescita sia demografica che economica di un buon numero di Paesi in Asia e in America latina, è normale che l'Italia riduca il proprio peso relativo nello scacchiere internazionale e che debba, con audacia e intelligenza, ridisegnare il proprio profilo.
    È chiaro che gran parte del destino del nostro Paese è legato all'Unione Europea. Tuttavia, una politica di dogmatismo neoliberale della Banca centrale europea e un allargamento troppo rapido della frontiera nella ricerca di aree di nuova colonizzazione verso Est, che ci costringe ad ingoiare Governi come quello dei gemelli Kaczynski in Polonia, ci porta all'impossibilità di promuovere una politica estera e di difesa comune.
    Una parte considerevole di tale incapacità europea deriva dalla sottomissione militare agli Stati Uniti e dalla permanenza in una struttura superata come quella della NATO. Dal momento che l'Italia è una media potenza e inoltre sta perdendo forze in termini relativi, non possiamo accusarla dei mali del pianeta: ciò è ovvio. Ma, d'altra parte, essa non può neppure intromettersi in missioni militari, tentando di risolvere problemi al di là di quanto le sue forze permettano, e quelle alle quali partecipiamo già sono troppe.
    Tuttavia, vi sono questioni che obbligano qualunque uomo o donna con responsabilità di Governo a tentare di dare il proprio contributo. Fra di essi, il più clamoroso è il dramma di quel minuto pezzo di terra che chiamiamo Israele e Palestina. È da sei decenni che si dichiara che due popoli devono coesistere in due Stati, e tutto tende a peggiorare.
    Signor Ministro, devo dire che apprezziamo molto la lettera, sebbene timida, dei dieci Ministri degli esteri europei, della quale lei è stato uno dei redattori, consegnata a Tony Blair, nuovo inviato del Quartetto per il Medioriente. Personalmente, considero la designazione di Tony Blair una bestemmia, ma questo è un problema diverso.
    Nella lettera i Ministri tendono a ristabilire il diritto internazionale, avendo come obiettivo una pace fra i Paesi dell'area, senza esclusioni, la garanzia della sicurezza per tutti, un cammino per la costruzione di uno Stato palestinese e la denuclearizzazione della regione.
    Credo sia corretta, direi che è quasi ovvia, la posizione che si debba dialogare con tutte le parti rappresentative in causa, e questo include Hamas. Non riesco a capire come si possa raggiungere la pace fra avversari armati e contrapposti senza negoziare, ascoltare, tentare di capire la posizione di tutte le componenti.
    La guerra al terrorismo, intercalata dal bombardamento delle popolazioni civili in diverse zone del pianeta, portata avanti in primo luogo dall'amministrazione di George W. Bush junior, non ha solo causato dolori, distrutto corpi e anime, aperto le porte dell'inferno, ma è stata anche controproducente rispetto ai fini dei suoi autori.
    Meno di un mese fa, i servizi di sicurezza statunitensi divulgavano un rapporto dal titolo «Al Qaeda meglio organizzata per colpire l'Occidente». Bel risultato se dopo sei anni assassini come quelli di Al Qaeda si diffondono in decine di Paesi, sono stelle televisive e polo di attrazione per migliaia di islamici takfiristi!
    Al contrario, l'esempio di un'efficace politica di pace è quella della missione UNIFIL nel sud del Libano, al momento sotto il comando del generale di divisione Claudio Graziano. Dobbiamo lamentare la morte di diversi caschi blu, spagnoli e colombiani: ad essi e alle loro famiglie va il nostro pensiero ed il ringraziamento per il compito che hanno svolto. Lì però la pace è stata mantenuta, i terreni sostanzialmente sono stati sminati e la popolazione apprezza l'intervento.
    Non credo che si possa dire lo stesso dei popoli che abitano lo spazio afgano. Centinaia di civili sono stati sterminati nelle ultime settimane dai bombardamenti della NATO e degli Stati Uniti. I diritti civili non si estendono, ma le coltivazioni del papavero da oppio sì. È necessario riconoscere che le missioni non funzionano e scavano vieppiù l'abisso già esistente tra l'Occidente e le altre culture.
    Ad ottobre l'Italia dovrà presentare all'ONU la relazione sulla missione militare in Afghanistan. È con la massima serietà che noi le chiediamo, signor Ministro, di proporre che la missione militare passi nelle mani dell'ONU, e solamente dell'ONU, con una forza di peacekeeping, con l'obiettivo di proteggere la popolazione civile.
    Insisto e sottolineo che per il nostro Gruppo tale questione è essenziale. Può essere che l'Italia non abbia la forza per modificare il carattere della missione, ma in tale caso non vediamo perché continuare con la nostra presenza militare.
    Infine, vi è un'altra situazione che guardiamo con molta preoccupazione. Il Governo degli Stati Uniti d'America ha già affermato di essere pronto a riconoscere una dichiarazione unilaterale di indipendenza della regione autonoma del Kosovo.
    Questa gravissima violazione della risoluzione 1244 dell'ONU calpesterebbe, una volta di più, il diritto internazionale e riaprirebbe le ferite ancora bagnate di sangue nei Balcani, mentre la probabilità di nuovi conflitti in Bosnia e, più al Sud, fra serbi e albanesi, sarebbe molto alta: tutte aree nelle quali si trovano dislocati distaccamenti consistenti di nostre truppe. Non dubito che il Governo italiano avrà una posizione di massima responsabilità e accortezza, ben sapendo che non esiste soluzione che non sia condivisa anche dalla Serbia.
    Per concludere, voglio ancora rendere esplicita la nostra ferma opposizione a qualsiasi partecipazione diretta o indiretta dell'Italia al cosiddetto progetto di «scudo stellare» che, per il momento, coinvolge la Repubblica Ceca e la Polonia. Questo potrebbe riaprire, nelle nuove condizioni, un capitolo che pensavamo chiuso per sempre, quello della guerra fredda, cosa che non possiamo permetterci per gli attuali popoli d'Europa e per le sue future generazioni.
    Una meravigliosa notizia sarebbe, invece, che il Governo italiano decidesse, una volta per tutte, di bloccare le minacce di concedere un ampliamento della base «Dal Molin» a Vicenza. Certamente, ciò rafforzerebbe la pace in Europa e la salute dell'attuale Governo. La ringrazio, signor Ministro, e le auguro buon lavoro. (Applausi dai Gruppi RC-SE e SDSE. Congratulazioni).

  6. #6
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    ROSSI Fernando (Misto-Consum). Signor Presidente, comprendo i suoi poteri, ma sono totalmente in dissenso con la sua decisione e con la volontà dei Capigruppo che l'ha ispirata. La ritengo un errore, in quanto non bisogna temere che un senatore eserciti il proprio diritto, previsto dai Regolamenti e dalla Costituzione.
    Tutte le volte che sarò presente in quest'Aula e si parlerà di politica estera, io avrò il diritto e il dovere di ribadire la mia contrarietà alla guerra e alla costruzione della nuova base americana a Vicenza. La situazione di Vicenza è talmente estranea alla discussione che se ne è parlato in tutti gli interventi dei colleghi; è talmente estranea alle missioni internazionali che, come è stato ricordato, proprio da Vicenza sono partite le operazioni di paracadutisti e di forze aerotrasportate americane, sia per l'Iraq che per l'Afghanistan. Mi sembra quindi che si abbia paura di qualcosa di cui né il Governo, né, tanto meno, il nostro Ministro degli esteri dovrebbero avere paura.
    Io cercherò di essere freddo, come ha affermato di essere il Ministro, e di non lasciarmi trasportare dal rigetto verso un Presidente del Senato ed un Governo che vogliono sottrarmi il diritto di far porre in votazione, restando magari da solo, qualcosa di lapalissiano, che è nel diritto di ciascun senatore.
    Se non voto contro la mozione della maggioranza, è proprio perché cerco di restare freddo e, forse, perché so che altri, non il sottoscritto, lavorano per indebolire questo Governo. Se mi astengo dalla votazione, sarà per fare dispetto a questi ultimi.

  7. #7
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    COSSUTTA (IU-Verdi-Com). Il quadro internazionale ha subito negli ultimi anni dei pericolosi aggravamenti e la stessa Unione europea è costretta ad affrontare delle difficoltà assai pesanti nella strada verso la costruzione di una comunità che non sia solo di tipo economico, ma diplomatica e della sicurezza. Numerosi problemi sono presenti nella zona dei Balcani, dove si prospettano i rischi di un mancato accordo tra le parti, e la predisposizione di missili russi puntati sulle capitali d'Europa in risposta all'installazione di armi potenti da parte degli Stati Uniti ai confini della Russia è fonte di pericoli e minacce non meno gravi. Quanto alla situazione medio-orientale, occorre fronteggiare con fermezza la politica aggressiva dell'Iran e riconoscere che senza la creazione dello Stato di Palestina - diritto inalienabile del popolo palestinese - non vi può essere sicurezza per nessuno e neanche per Israele. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com, Ulivo e SDSE. Congratulazioni).

  8. #8
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    Ospite

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    MARTONE (RC-SE). Dichiara il voto favorevole del suo Gruppo alla risoluzione della maggioranza. Esprime la necessità che l'Unione europea si doti di una Costituzione, frutto di un processo di elaborazione dal basso, e avversa la concessione agli Stati Uniti della base Del Molin. Il Governo dovrebbe inoltre ripensare radicalmente la decisione di ospitare il G8 alla Maddalena: occorre infatti definire una formula più allargata, democratica e partecipata dai Governi e dai rappresentanti della società civile transnazionale. In Afghanistan è urgente una netta inversione di rotta con la costruzione delle premesse per una soluzione negoziale che veda coinvolti i Paesi confinanti, l'India, l'Europa e il Governo e la popolazione afgani. Quanto alla situazione medio-orientale, è importante sostenere una conferenza internazionale sui problemi dell'area con un forte ruolo dell'Europa e dei Paesi interessati. Nel condividere la politica del Governo nel corno d'Africa, auspica per il futuro comunicazioni del Governo più dettagliate sull'America latina e sul tema del disarmo nucleare. (Applausi dal Gruppo RC-SE).

  9. #9
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    ROSSI Fernando (Misto-Consum). Il ministro D'Alema ha evitato di parlare dello scudo spaziale, dell'invio di carabinieri in Afghanistan, dell'appoggio israeliano e statunitense al Governo di Sinora, del boicottaggio in Palestina di libere elezioni. Il Governo italiano dovrebbe confrontare le basi militari statunitensi, tutte ubicate in zone disabitate, con le basi italiane, insediate perfino in centri cittadini.

  10. #10
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    Ho riportato mi sembra tutti gli interventi degni di nota che ci possono interessare.

    Se ne trovate altri, siete i benvenuti.

 

 
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