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  1. #1
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    Question Quattro deputati della Lega contro Bossi e Calderoli

    Sul sito di Beppe Grillo è stato pubblicato un sondaggio fatto fra i parlamentari.

    Tre le domande:

    1- sei d'accordo per vietare l'elezione di condannati al parlamento?

    2- sei d'accordo per limitare l'elezione in parlamento a due mandati?

    3- sei d'accordo per ripristinare il voto di preferenza alle politiche?

    Nessun senatore leghista ha risposto.

    Fra i deputati, hanno risposto Alessandri, Grimoldi, Divina e Pini.

    Alessandri, Divina, Pini e Grimoldi hanno risposto SI alla prima domanda, escludendo i reati d'opinione (peccato che Bossi sia stato condannato per finanziamento illecito)

    Alessandri, Pini e Grimoldi (che però vuole salvare i leader di partito...) hanno risposto SI alla seconda domanda (Bossi, Calderoli, Maroni non più candidabili la prossima volta?)

    Divina ha risposto SI alla terza domanda, scartando così il Calderolum che li ha portati in parlamento....

    Mah....

  2. #2
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    La solita demagogia di Beppe Grillo.

    Ripristinata (come sarebbe doveroso maledetto porcellum e che l'ha scritto..) la 3 le altre decadono automaticamente.


    Il popolo è sovrano e deve essere messo in condizione di eleggere chi gli pare. Compresi inquisiti e parlamentari alla n mandati.

  3. #3
    naufrago
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    Per piacere, basta farsi prendere per il culo da grillo, eddai...

  4. #4
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    Il 3d non era per fare pubblicità a Grillo, ma per sottolineare certe risposte date - mi sembra - un pò alla leggera

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da JuvSP Visualizza Messaggio
    La solita demagogia di Beppe Grillo.

    Ripristinata (come sarebbe doveroso maledetto porcellum e che l'ha scritto..) la 3 le altre decadono automaticamente.


    Il popolo è sovrano e deve essere messo in condizione di eleggere chi gli pare. Compresi inquisiti e parlamentari alla n mandati.

    Non concordo. Che il popolo sia sovrano (e visto come usa la sua sovranità c'è già da riflettere preliminarmente) non significa che debba sentirsi (o essere) sciolto da elementari principi etici.

    Limitare il numero di mandati e impedire l'elezione non degli inquisiti (in uno stato di diritto vige giustamente la presunzione d'innocenza) ma dei condannati, tanto più che le condanne penali per i comuni mortali inficiano l'acceso alla P.A.,sono due semplici norme a garanzia del sistema. La non rieleggibilità dopo due mandati è un'ottima medicina contro l'accumulo di potere, la mummificazione della politica, il clientelismo e il nepotismo.

    La non eleggibilità di un condannato è invece pertinente al regno della logica: chi trasgredisce le leggi non può formularle, modificarle o abolirle.

    Non si tratta di dar vita alla Repubblica di Platone, ma di usare il "common sense". E se la maggioranza di un popolo non lo ha, la minoranza deve imporglielo.


    .

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    Non concordo. Che il popolo sia sovrano (e visto come usa la sua sovranità c'è già da riflettere preliminarmente) non significa che debba sentirsi (o essere) sciolto da elementari principi etici.

    Limitare il numero di mandati e impedire l'elezione non degli inquisiti (in uno stato di diritto vige giustamente la presunzione d'innocenza) ma dei condannati, tanto più che le condanne penali per i comuni mortali inficiano l'acceso alla P.A.,sono due semplici norme a garanzia del sistema. La non rieleggibilità dopo due mandati è un'ottima medicina contro l'accumulo di potere, la mummificazione della politica, il clientelismo e il nepotismo.

    La non eleggibilità di un condannato è invece pertinente al regno della logica: chi trasgredisce le leggi non può formularle, modificarle o abolirle.

    Non si tratta di dar vita alla Repubblica di Platone, ma di usare il "common sense". E se la maggioranza di un popolo non lo ha, la minoranza deve imporglielo.


    .

    Ovviamente non sono d'accordo.

    Esistono molti politici, che nonostante il cumulo di mandanti, rimangono sempre dei punti di riferimento verso i prorpi elettori che continuano a votarli. Si dà per scontato che l'esperienza non serva a nulla.
    Personalemnte mi sento più tutelato dal plurieletto Maroni che dal neo eletto grimoldi.
    Se poi un partito continua a mettere in lista dinosauri, sarà allora il popolo a punirlo.


    Sugli inquisiti il discorso è simile. Potrebbe anche starci nei confronti di chi si macchia di crimini contro la PP. AA.
    Ma verso i crimini commessi per motivazioni politiche? Chi distingue se 20 anni prima uno era un criminale comune oppure portava avanti una lotta politica (per quanto violenta) contro lo stato italiano?

    Se seguissimo il tuo ragionamento, Enzo Tortora non sarebbe mai stato eletto.

  7. #7
    alex79
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    spero tanto un giorno di essere ospitato per le ferie da grillo nella sua barca, o in una delle sue case per cui ha usufruito di uno dei tanit condoni fatti dal ministro Tremonti...

    chi ha orecchie per intendere...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da JuvSP Visualizza Messaggio
    Ovviamente non sono d'accordo.

    Esistono molti politici, che nonostante il cumulo di mandanti, rimangono sempre dei punti di riferimento verso i prorpi elettori che continuano a votarli. Si dà per scontato che l'esperienza non serva a nulla.
    Personalemnte mi sento più tutelato dal plurieletto Maroni che dal neo eletto grimoldi.
    Se poi un partito continua a mettere in lista dinosauri, sarà allora il popolo a punirlo.


    Sugli inquisiti il discorso è simile. Potrebbe anche starci nei confronti di chi si macchia di crimini contro la PP. AA.
    Ma verso i crimini commessi per motivazioni politiche? Chi distingue se 20 anni prima uno era un criminale comune oppure portava avanti una lotta politica (per quanto violenta) contro lo stato italiano?

    Se seguissimo il tuo ragionamento, Enzo Tortora non sarebbe mai stato eletto.

    Alt, Tortora era innocente. Per quanto riguarda i reati politici, e cioè d'opinione, un conto è abolirli, un conto è lasciare che la loro non abolizione infici un provvedimento di elementare civiltà come la non eleggibilità dei condannati. Anche perchè la maggior parte dei reati commessi da politici sono in qualche modo correlati alla P.A.

    Per quanto riguarda il limite dei mandati: l'esperienza conta, ma fino a un certo punto. Quando diventa assuefazione al potere passa in secondo piano. Possiamo anche arrivare al limite dei quattro mandati, cioè alla possibilità di ricoprire quattro cariche elettive ai vari livelli di cui al massimo due da deputato e due tra regioni, province e comuni. Ma deve essere posto un limite. Perchè vedi, il popolo in italia spesso vota per convenienza, collusione, clientelismo. E quando il meccanismo si inceppa, ecco che per magia sparisce il voto di preferenza.

    E' il limite della democrazia: il fatto che il potere venga usato per comprare o comunque manipolare quel consenso che permette di iterarlo.

  9. #9
    alex79
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    ma secondo Grillo, che se non sbaglio fa il comico che nel medioevo era chiamato anche in altri modi...
    i serenissimi (quelli del campanile di san marco) non dovrebbero avere l'opportunità di fare politica??? e le loro idee sull'indipendenza del veneto non meritano rispetto, e non meritano di essere portate avanti? vi ricordo cmq che "la republica de venexia la xe durà 1.100 ani e el xe sempre stà on stato libaro"
    w la libertà e la democrazia!!! w grillo!!!

    p.s. libertà e democrazia vicino al nome grillo stonano, come vicino ad il nome di ogni comunista-statalista

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio


    E' il limite della democrazia:
    il fatto che il potere venga usato
    per comprare o comunque
    manipolare quel consenso
    che permette di iterarlo.
    hai perfettamente ragione,
    ne deriva allora che la "democrazia",
    come oggi viene intesa e praticata,
    assomiglia un po' più alla tirannia,
    che non alla espressione della
    volontà popolare.

    va detto comunque, che personalmente
    ritengo che non può esistere democrazia,
    in un contesto sociale, dove il cittadino
    non sia in grado di comprendere perfettamente
    tutti i meccanismi preposti al suo funzionamento.

    ragion per cui ritengo che essa si realizza
    solo in contesti statuali dove
    esistono pochissime leggi e nell'ambito
    di una comunità dove
    tutti i cittadini si conoscono l'un l'altro.

    fuori da questi schemi,
    esiste solo abuso e prevaricazione di pochi,
    a danno dei tanti.


 

 
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