Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Un Costituzione Federale per l'EU

    Trascrivo alcune parti della bozza di costituzione europea approntata da Jo Leinen. Il testo che avevo è in inglese, ho provveduto a tradurre alcue parti che ritengo particolarmente interessanti. La traduzione è quello che è; sicuramente è piena di errori.

  2. #2
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    Predefinito

    Art.54-Scopi dell’Unione
    Gli scopi dell’unione sono:
    -pace, democrazia, progresso sociale ed economico;
    -[creare] un’area di libertà, sicurezza e giustizia;
    -[creare] un’area economica senza frontiere interne, che garantisca una economia sociale di mercato basata sul libero movimento di persone, attività, attività, merci e capitali;
    -[creare] un’area di sviluppo sostenibile e di leale scambio con paesi e persone di tutto il mondo;
    -uguaglianza tra uomini e donne.

    Art.55- L’EU
    L’EU ha personalità giuridica [...]. Le leggi dell’EU hanno la supremazia su quelle degli stati membri. [...]

    Art.57- Appartenenzaall’EU
    L’applicazione delle competenze dell’EU èbasata sui principi di sussidiarietà e proporzionalità. Le competenze sono classificate sotto le tre seguenti categorie: competenze esclusive dell’EU, competenze condivise, competenze complementari.
    Le ulteriori competenze rimangono affidate agli stati membri o agli organi locali.

    Art.62- Sussidiarietà
    Per l’assegnazione delle politiche pubbliche è applicato il principio della sussidiarietà.
    Le decisioni devono essere preparate e applicate al livello più vicino ai cittadini e migliore per risolvere i problemi. [...]

    Art.63- Proporzionalità
    Per l’assegnazione delle politiche pubbliche si applica il principio della proporzionalità.
    Ogni azione dell’EU non deve perseguire scopi differenti da quelli previsti dalla Costituzione.

    Art.64- Competenze esclusive dell’EU
    L’EU ha competenza esclusiva in materia di:
    -Mercato interno;
    -Unione monetaria;
    -Relazioni commerciali estere;
    -Politiche frontaliere;
    -Politica estera e di sicurezza;
    -Immigrazione ed asilo;
    -Area di libertà, sicurezza e giustizia;
    -Finanziamento del budget comunitario.

    Art.65- Competenze condivise
    L’Eu e gli Stati membri condividono le competenze in materia di:
    -Politiche economiche;
    -Trasporti;
    -Industria;
    -Energia;
    -Fiscalità relativa al mercato comune;
    -Politiche regionali e strutturali;
    -Agricoltura;
    -Pesca;
    -Occupazione;
    -Difesa;
    -Sviluppo;
    -Politiche sociali;
    -Ricerca e tecnologia;
    -Comunicazioni;
    -Protezione del consumatore;
    -Ambiente;
    -Uguaglianza uomo-donna;
    -Rapporti con territori d’oltre mare.
    [...]

    Art.66- Competenze complementari
    L’Eu e gli Stati membri coordinano le loro politiche in materia di:
    -giovani;
    -Sport;
    -Educazione;
    -Sanità;
    -Sicurezza sociale;
    -Cultura;
    -Turismo;
    -Protezione Civile;
    [...]

    Art.67-Politiche di difesa, sicurezza e affari esteri
    L’EU opera una politica comune estera, di difesa e di sicurezza. [...]

    Art.68- Forze Armate dell’EU
    [...] si stabilisce una forza armata comune.[...]

    Art.69- Gerarchia delle fonti
    Le fonti dell’EU sono:
    -Costituzione;
    -Leggi;
    -Regolamenti.

    Art.70- Strumenti dell’EU
    L’Eu usa i seguenti strumenti:
    -Leggi dell’EU;
    -Leggi quadro;
    -Regolamenti;
    -Decisioni;
    -Coordinazionedelle politiche degli stati membri;
    -Cooperazione rafforzata.

    Art.71- Leggi dell’EU
    Le l. impegnano tutti gli organo e le istituzioni dell’Eu, gli stati membri e i cittadini.[...]

    Art.72- Leggi quadro
    Le l.q. stabiliscono obbiettivi obbligatori dell’EU. Gli stati realizzano le l.q. [...]

    Art.73- Regolamenti
    I r. sono leggi complementari a leggi e leggi quadro. [...]

    Art.74- Decisioni
    Le d. sono atti amministrativi della Commissione legati a fatti specifici.

    Art.75- Coordinazione delle politiche degli stati membri
    Qualora gli obbiettivi, nell’area delle competenze complementari, possano essere meglio raggiunti a livello europeo è necessario il coordinamento delle politiche. [...]

    Art.76- Cooperazione rafforzata
    Gli stati membri che desiderino integrarsi maggiormente su determinate politiche possono ricorrere alla c.r. [...]

    Art.77- Procedimento legislativo
    [...] Proposte di legge possono essere avanzate dalla Commission, dal PE e dal Senato. [...]
    La Commissione è l’esecutivo dell’EU. Agendo congiuntamente agli stati membri completa le leggi dell’EU e controlla la conformità con le norme negli stati membri.
    In materia di difesa agisce su istruzione del consiglio.
    [...] La Corte di Giustizia si assicura che gli atti dell’EU siano in sintonia con la Costituzione. [...]

    Art.79- Partiti europei
    I partiti europei aiutano a promuovere la consapevolezza politica tra i cittadini dell’EU. [...]

    Art.81- Struttura Istituzionale dell’EU
    Gli organi dell’Eu sono:
    -Parlamento Europeo;
    -Senato Europeo;
    -Commissione;
    -Corte di Giustizia;
    -Corte dei conti;
    In aggiunta a questi organi vi sono le seguenti istituzioni:
    -BCE;
    -Banca degli investimenti;
    -Comitato sociale ed economico;
    -Comitato delle regioni;
    -Mediatore.
    [...]

    Art.82- Parlamento Europeo
    Il P.E. rappresenta i cittadini Europei.
    Assieme al Senato è responsabile della legislazione dell’EU. [...]Il 10% dei membri è eletto con liste europee.
    Elegge il presidente della Commissione. [...]

    Art.83- Senato
    Il senato rappresenta gli stati membri dell’EU.
    Assieme al P.E. è responsabile della legislazione dell’EU. [...]
    E’ formato da una assemblea dei ministri degli affari europei o di altri membri del governo degli stati membri. [...]

    Art.84- Commissione
    La Commissione è l’esecutivo dell’Eu. Produce le leggi e gli altri atti assieme agli stati membri.
    Controlla l’adernza degli stati membri agli obbiettivi dell’Eu a alle sue leggi. [...]
    Consiste in un Presidente, tre vice-presidenti ed altri membri.
    Il Presidente è eletto dal P.E.
    Il vice-presidente responsabile degli Affari esteri e della politica di difesa e di sicurezza è eletto dal P.E. su proposta del Senato. [...]

    Art.85- Corte di Giustizia
    La Corte di giustizia è la più alta autorità giuridica nell’EU. Si assicura che la legge sia garantita dall’applicazione della Costituzione. [...]
    E’ composta da 15 giudici. [...]
    E’ supportata da 8 avvocati generali.

    Art.86- Corte dei conti
    Controlla i conti dell’EU. [...]

    Art.87- Consiglio Europeo
    Porvvede al necessario stimolo per gli sviluppi dell’EU e stabilisce gli obbiettivi generali della politica dell’EU.
    E’ composto dai capi di stato o primi ministri degli Stati Membri, assieme al Presidente della Commissione. [...]

    Art.88- BCE
    Il Sistema europeo delle banche centrali, SECB, è formato dalla BCE e dalle banche Centrali dei paesi Membri.
    Il suo obbiettivo primario è mantenere la stabilità dei prezzi. Gestisce la politica monetaria dell’EU. [...]

    Art.89- Banca degli investimenti dell’EU
    Provvede al supporto finanziario dei progetti dell’EU e promuove lo sviluppo politico ed economico di paesi terzi atteaverso crediti vincolati. [...]

    Art.90- Comitato Economico e sociale
    Consiglia il PE e il Senato sulle bozze di legge. [...]

    Art.91- Comitato delle Regioni
    Consiglia il PE e il Senato sulle bozze di legge. [...]

    Art.92- Mediatore
    il PE elegge il mediatore che riceve e studia le lamentele di cittadini circa malfunzionamenti degli organi e delle istituzioni dell’EU.[...]

  3. #3
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    Predefinito

    Le principali parti omesse sono:
    -I diritti fondamentali dei cittadini dell'EU. Si tratta della ben nota carta fondamentale dei diritti, mi sembra quindi inutile riscriverla.
    -Clausole generali, cittadinanza dell'Eu, imperativi che ritengo inutile riproporre essendo o copie dirette degli attuali trattati e\o tratti comuni a tutti gli ordinamenti democratici e unanimamente riconosciuti.
    -Clausole tecniche di scarsa importanza da un punto di vista dell'impianto istituzionale.
    -Spiegazioni dettagliate di taluni processi. Ritengo che a noi basti avere una visuale generale.

  4. #4
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    Predefinito

    Interessante sarebbe confrontarla con il sistema attuale, ben sintetizzato dalla proposta di costituzione elaborata da elena paciotti:

    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=29326

  5. #5
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    Predefinito Qualche piccola annotazione.

    A me questa proposta sembra ottima. E’ una proposta e come tale va presa: è perfettibile, è parziale. Tuttavia emergono alcuni elementi indiscutibilmenti positivi. Primo: il consiglio viene drasticamente ridimensionato. Certo restano a questo organo alcune competenze importantissime, ma perde la funzione di unico vero attore politico dell’UE. Secondo, commissione e, soprattutto, parlamento risultano incredibilmente rinforzati ed hanno, finalmente, poteri veri e importanti.
    Altro dato che emerge è la chiarezza del processo decisionale. Finalmente si ha una struttura decisionale abbastanza lineare, paragonabile a quella delle democrazie occidentali.

  6. #6
    Ospite

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    Ma da come lo ha scritto Alberich sembra che uno dovrebbe accettare uno stato Europeo perché è federale. Ma vorrei sapere che cosa significa se uno stato è federale o meno? Nessuno me lo ha spiegato. Lo stato è sempre quello. Pure l'URSS era federale ma era sempre una mezza specie di Impero. Pure noi, se volessimo, potremmo trasformare l'Italia in stato federale ma non si creerebbero altri stati perché lo stato per eccellenza rimarrebbe sempre l'Italia, quello centrale. Qui c'è sempre la questione che diversi stati, tra cui anche il mio, perderanno la loro indipendenza e o il nuovo stato è accentrato o il nuovo stato è federale l'Indipendenza è persa comunque perché lo stato per eccellenza è quello centrale. In un certo senso si verrebbe a creare come un nuovo Impero, una nuova URSS, ma questa volta fatta in funzione del Capitalismo, quindi una URCE (Unione delle Repubbliche Capitalistiche Europee) e i vari Mediobanca, IntesaBci, Capitalia etc. si verrebbero in un certo senso a sostituire ai vecchi Soviet. Capisco che questo andrebbe comodo ai burocrati e ai massoni che tanto la vogliono perché ci guadagnerebbero e si arricchirebbero alle nostre spalle! Anche dagli articoli che ha postato Alberich (che ringrazio sia per averlo fatto e sia per averli tradotti) ne ho trovato uno dice che tra la Legge Europea e la Legge Italiana prevarrebbe quella Europea. Ma io che non sono né Prodi che è un economista (famoso per la vendita della Cirio che non tanto andava bene e per avere amministrato l'Iri) né Gilberto Benetton che è titolare di una multinazionale che cosa ci ricaverei? Che bisogno avrei io (come persona) di unirmi a altri stati dai quali mi sento distante?

  7. #7
    Ospite

    Predefinito

    Erasmus, scusami se ti rispondo adesso ma durante la settimana ho avuto molto da fare.

    Originally posted by Erasmus
    Latino, sei incorreggibile!
    1) Non è vero che nessuno t'ha spiegato che cosa vuol dire federale. Io almeno te l'ho spiegato cento volte!
    Erasmus. Non hai capito la domanda. Io ho capito che cosa vuole dire federale. L'ho capito benissimo. Ma io volevo solo chiedere perché l'essere federale del nuovo stato mi dovrebbe spingere a accettare di più questo nuovo megastato che stanno creando Prodi e compagnia bella?

    2) L'indipendenza vera gli stati europei l'hanno già persa.
    Purtroppo! Questi hanno cominciato con poco dicendoci "rinunciate a questo, tanto rinunciate solo a una cosa per entrare in questo accordo per portare la pace". Poi "rinunciate a quest'altro, tanto una cosa in più una cosa in meno che cosa fa"! Poi piano piano sono arrivati a toglierci anche la moneta e la sovranità economica. Io l'ho capito il gioco che hanno fatto. Però cerchiamo di conservare il massimo di quello che si può conservare dell'indipendenza. Io almeno non voglio che la mia patria sia cancellata dalla cartina geografica e perda anche la nazionale di calcio e di tutte le altre competizioni sportive e ogni singola altra cosa che ci è rimasta che ci è cara.

    3) Nella federazione, gli Stati ci restano, eccome. Sono "indipendenti" nel senso che uno non dipende dall'altro (per esempio: il Texas non dipende dall'Alabama; e viceversa). Non sono "dipendenti" da un altro stato: ma contribuiscono a formare lo Stato federale. Questo è ad un altro livello dello stato che pensi tu. Tu pensi, ad esempio, a Francia, Italia ecc. Quando entri in Francia, esci dall'Italia. Ma quando vai da Texas all'Alabama, non esci dagli Stati Uniti! Quando esci dall'Italia e vai in Austria, non esci dall'UE!
    Prendi il tuo corpo: una gamba non è dipendente da un'altra. L'intero Latino non può essere posto al livello delle singole sue membra! Non esiste un Latino contrapposto alle sue membra, ma esiste solo in quanto composto di esse. Un braccio, una gamba, la testa stessa non dipendono dall'intero Latino, ma concorrono a costutuirlo...
    Ma se si vuole imitare gli Stati Uniti non è possibile trasformare l'Italia in uno Stato federale? Non è meglio fare in modo che per esempio la Toscana, l'Umbria siano come il Texas e l'Alabama e che insieme contribuiscono a fare lo Stato federale dell'Italia? Mi sembra che un programma federalista era quello che la CdL propose alle ultime elezioni politiche. Ti dico subito che il Texas e l'Alabama si somigliano di più alla Toscana e l'Umbria che all'Italia e alla Francia. Tu mi dicesti tempo fa che non era vero ma questo pezzo è la dimostrazione, come scrisse Ulan nel forum "Forum dei Senescenti" del vecchio Pol, che il guaio di voi Europeisti è che paragonate l'Europa all'America. Ma ti faccio questo schema in cui, con pochi elementi stupidi, si vede che l'UE come stato federale che vogliono fare e gli USA non sono paragonabili:

    LINGUA:
    UE: varie
    USA: inglese

    ETNIA PREDOMINANTE:
    UE: varie e a ognuna di esse è legato un determinato territorio
    USA: varie ma vivono sullo stesso territorio, magari nella stessa città anche se in quartieri diversi. Non c'è la multiculturalità perché sia i Negri discendenti dagli schiavi, sia gli Ispanici, sia gli Irlandesi, i Francesi, i Norvegesi, gli Italiani, i Tedeschi, i Portoghesi, i Greci, gli Spagnoli, gli Ucraini etc. lì immigrati si sono completamente assimilati alla cultura anglosassone del posto e non hanno più niente all'infuori dei cognomi dei loro antenati.

    LEGGE ELETTORALE:
    UE: ogni stato ne ha una completamente diversa dall'altra. ALcuni stati eleggono il presidente, altri il cancelliere, altri il primo-ministro, altri il presidente del consiglio.
    USA: ogni stato ha all'incirca la medesima legge elettorale e tutti gli stati eleggono il governatore. Gli USA si somigliano in questo più alla Germania che è uno stato basato sulle autonomie che all'Europa come unità politica che hanno in progetto. E magari gli stati degli USA somigliano più alle nostre regioni almeno nella legge elettorale unica per tutte.

    ORDINAMENTI GIURIDICI
    UE: Tutti gli ordinamenti giuridici, da quello democratico a quello socialista, che ci sono al mondo sono nati nei vari stati europei e sono diversi a seconda delle aree geografiche. Basta vedere la diversità che c'è tra quello nostro e quello della Gran Bretagna della Common Law.
    USA: Tutti gli stati ne hanno il medesimo ... il governatore, i ministri che gli stanno accanto, il congresso e è stato importato dal Vecchio Continente.

    GLI STATI
    UE: Stati che hanno secoli di storia. Stati che hanno secoli di cultura. Stati che hanno secoli di vita. C'è la Francia che ha intorno a 1000 anni se non di più.
    USA: Ex colonie (gli stati fondatori) emancipate dalla madrepatria e che dopo sempre stando insieme hanno formato la federazione.

    Penso che questi esempi bastano a fare notare che l'Europa come unità politica non è paragonabile agli USA. Anzi, gli USA hanno voluto imitare l'Europa. Gli USA, ai tempi dei nazionalismi e ai tempi in cui ogni nazione si faceva le colonie per fare vedere la loro potenza, si fecero le loro colonie. Un altra cosa che hanno in comune gli USA con gli stati europei presi singolarmente è che per arrivare ai confini che hanno in passato hanno combattuto guerre contro gli altri (Contro il Canada per l'Ohio. Contro la Spagna per l'Arizona, il New Mexico, la California) o hanno fatto compravendite (dalla Francia hanno acquistato la Louisiana, dalla Spagna hanno acquistato la Florida, dalla Russia hanno acquistato l'Alaska) altrimenti l'assetto che hanno oggi non lo avrebbero mai avuto.

    Il fatto è che gli stati sono insufficienti per gli scopi e gli obiettivi per cui esistono. Una volta l'Italia era di tanti staterelli. Ancor più piccoli erano quelli svizzeri. L'unione dell'Italia, della Svizzera e della Germania non arriva a caso nell'800: ci arriva in quegli anni perché, a fronte dei grandi stati nazionali (Francia, Gran Bretagna, Spagna, ecc.) e della rivoluzione industriale che trasforma il lavoro da artigianato fruito sul posto in industria con raggio d'azione sempre maggiore, gli stati italiani, i cantoni e gli stati tedeschi sono insufficienti al "bene" dei propri cittadini. Ragionando come ragioni tu, la Germania doveva, secondo te, restare una miriadi di stati come era nella Confederazione Germanica, ecc.
    Beh! Erasmus! Non so cosa dirti su questo ma vorrei farti una precisazione su come si sono formati gli stati. Se Bismarck non avesse con forza aggredito gli stati vicini e unificati poi la Germania non si sarebbe mai formata. Così come l'Italia che assolutamente nessuno avrebbe pensato di unire se non fosse stato Vittorio Emanuele II, Garibaldi e gli altri a prendere con violenza gli altri territori. L'unica unione che è avvenuta come dici tu è la Svizzera ma su quello preferisco parlarne dopo perché anche lì ci sono diverse ragioni da quelle che dovrebbero spingere a fare l'unificazione Europea. Riguardo all'Italia si dice che il Regno di Sardegna era il più indebitato tra gli stati e gli serviva di svuotare le casse del Granducato di Toscana, del Regno delle Due Sicilie, dello Stato Pontificio, dei Ducati Emiliani e del Lombardo Veneto per risanare i conti delle sue finanze. Il Regno delle Due Sicilie era uno stato grande come il Belgio e quindi paragonabile agli stati da te sopra menzionati e per i tempi che correvano aveva un'economia che andava bene. Così come anche lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana. Certo che se nè Bismarck nè Cavour avessero fatto l'unità con la violenza l'Italia e la Germania oggi sarebbero rimasti agli stati regionali. San Marino, infatti, che non è stato annesso all'Italia oggi è uno staterello.

    La novità di progresso è che, mentre quelle unificazioni (tranne quella svizzera) erano accentramenti in stati unitari che soffocarono le diverse peculiarità, il federalismo mantiene (e si arricchisce) delle diversità. Fatti un giro in Svizzera entrando da Chiasso, attraversando il Canton Ticino, passando per uno tedesco e finendo a Ginevra: e capirai la differenza tra federazione e stato nazionale!
    Non penso proprio. Io prima ho parlato degli USA. Essi sono una federazione. L'hai detto tu! Ma quante culture ci sono al suo interno. Una sola. Se non fossero stati assimilati alla cultura predominante anglosassone i Negri, gli Ispanici, gli Irlandesi, i Francesi, gli Italiani, i Tedeschi, i Norvegesi, i Greci, i Portoghesi, i Rumeni e gli Ucraini gli USA avrebbero avuto un collasso sia civile che economico. Io ho visto un film per la TV in cui un bambino di nome Matteo gli chiedevano negli USA come ti chiami ... se rispondeva Matteo uno schiaffo se rispondeva Matt andava bene; gli chiedevano come fosse e doveva rispondere americano e poi gli facevano parlare solo l'Inglese e guai se diceva una parola nel suo dialetto o in Italiano. Ogni stato ha sempre avuto necessità di assimilare a sè gli altri. La Francia che cosa ha fatto alle ex nostre Nizza e Savoia? E alle ex della Germania Alsazia e Lorena? Perchè litiga con la Corsica? (Perché i Corsi non vogliono proprio farsi snazionalizzare). Poi non dirmi della ricchezza che porta la diversità se già noi Italiani siamo l'integrazione delle migliori genti del mondo (Popolazioni Preindoeuropee, Italici, Ostrogoti, Bizantini, Unni, Longobardi, Franchi, Normanni, Svezi e chi più ne ha più ne metta) in che modo potrebbero arricchire i neri africani o gli arabi (tipo la Francia che è piena di Neri e Algerini)?

    E adesso non venirmi a dire che la Svizzera è un "Impero", benché piccolo!
    Un impero ha un imperatore oppure uno stato (ed una cittadinanza) che domina egemonicamente gli altri (come nell'impero coloniale britannico, o francese, fino alla 2ª guerra mondiale; e come in URSS dove contava la Russia, ed in Iugoslavia dove contava la Serbia –in barba al fatto formale che fossero federazioni... Non ti fermerai mica al nome, penso!
    Ricordi che la Germania dell'est si chiamava "Repubblica Democratica Tedesca", e la Cina si chiama "Repubblica popolare cinese". Dove c'è la dittatura (peggio se di un élite piuttosto che di una sola persona) il nome dello stato non dice affatto che cosa significa!
    E' una cosa che si dice quella della Russia che comandava sugli altri nell'URSS così come pure della Serbia nella Jugoslavia. Ma come mi spieghi che Stalin non era russo ma georgiano e molti altri leader maximi (non so come si chiamassero i presidenti dell'Unione Sovietica) non lo erano ma provenivano dalle altre repubbliche? E in Jugoslavia come mi spieghi che Tito non era Serbo ma Croato? Anzi, tra i Croati e i Serbi mi stanno più simpatici i Serbi perché ai nostri Italiani non hanno fatto niente a differenza dei Croati che hanno ucciso nelle foibe o affogandoli in mezzo al mare o al cemento migliaia di nostri connazionali dell'Istria, Fiume e della Dalmazia o costringendoli all'esilio in Italia (che non era più per loro il resto d'Italia)? Poi, se la intendiamo in questo senso, cioè che uno stato ha l'egemonia su un altro per economia o altre ragioni, in Italia non c'è la Lombardia che è un po' la Serbia d'Italia avendo la borsa, la Mediobanca, Intesabci e tutta l'alta finanza che controlla il paese? Anzi, penso che anche in Europa ci sarebbe la Germania a essere uno stato che domina egemonicamente gli altri (già oggi la BCE sta in Germania). L'URSS e la Jugoslavia avevano in comune con l'Europa come unità politica che vogliono fare che c'era un idea che dominava egemonicamente sugli altri; nell'URSS e nella Jugoslavia era il socialismo e nell'Europa come unità politica sarà il capitalismo.

    E io me ne frego del nome da dare all'UE se diventasse federale. [Ancora Unione? Stati Uniti d'Europa? Federazione europea? ]. Io bado alla sostanza. Quello che vorrei è che l'Europa (e co, essa i suoi stati, Italia compresa) non fosse a rischio del degrado e del tramonto della sua civiltà, anzi riprendesse un bel posto nel mondo: a vantaggio suo e soprattutto per lo sviluppo Terzo Mondo. Ma per giocare quel ruolo, deve unirsi politicamente, parlare con una voce sola... Lo capisci questo? O pensi che gli europeisti abbiano questo strano sfizio masochista di fantasticare un regime dannoso per sé e per gli altri?
    Ma se è l'Unione Europea come unità politica che sta portando il degrado della civiltà al nostro continente. Sai che l'Europa, se noi volessimo fare una legge che chiude le porte agli immigrati di fede non cristiana non ce la vorrebbe fare. I Cantoni Svizzeri si unirono perché la Francia, l'Austria (e anche la Germania e l'Italia se fossero esistite a loro tempo) se li volevano pappare. A me sembra che nessuno mi si vuole pappare. Una minaccia in comune c'è. E' l'Islam. Ma è l'Europa stessa che ci impone il rispetto per le differenze e l'accoglienza a tutti e quindi ci impone di non differenziare in base al grado di integrazione che potrebbero avere gli immigrati. Tra 50 anni ci saranno diverse Sharia e la libertà e la civiltà avuta con il Cristianesimo saranno perse per sempre. Dimmi in che modo su questo l'Europa ci salva.

    E basta, per favore, col paragone dell'URSS!
    Lo sai che Stalin faceva deportare popolazioni intere di milioni di persone? Lo sai che i cecèni sono tornati a casa dalla Siberia in 2 milioni dopo la morte di Brescnev e sino ai primi anni di Gorbaciov?
    Questa dei Ceceni non la sapevo, non me lo dire perché è la prima volta che dico bene dell'URSS. I Ceceni sono cattivi per natura, come gli Arabi e le popolazioni di fede musulmana in generale. Almeno disperdendoli li si acquieta e non fanno gli attentati. Comunque ti sembra niente che chi è contrario all'UE è linciato (tipo Pim Fortyin, non so se scrive così ma penso che hai capito o anche tipo Martino in vista del quale molti di quelli che stanno a Bruxelles dissero che erano preoccupati per lo scarso europeismo). All'Austria furono applicate sanzioni perché dovevano tenere il governo in osservazione se era per l'Europa come unità politica o meno. Nell'URSS non si mandava nei manicomi come pazzo chi era contro il regime socialista.

    E basta anche con la metafora dell'Unione delle Repubbliche Capitaliste!
    Il potere economico si sente a suo agio quando, essendo più forte di quello politico d'uno staterello, può fare i cazzi suoi! Lo capisci o no che si tratta proprio di governare un potere economico internazionale selvaggio che altrimenti domina incontrastato per i suoi soli interessi e sfugge al controllo dei singoli stati? Ma non lo vedi quello che sta succedendo in America del Sud? Non ti ha insegnato nulla la fine del governo Allende in Cile e la "bancarotta" dell'Argentina, o il casino del Venezuela che 30 anni fa pareva il paradiso il terra, o il fallimento del programma economico del Messico che era tutto incentrato sul petrolio?
    Allora mi spieghi perché il tuo Prodi fece la legge che permetteva il formarsi dei gruppi bancari per adeguarsi ai parametri UE ... è con questa legge che si sono formati i vari IntesaBci, San Paolo - Imi, Mediobanca etc. Non è per colpa dell'Europa come unità politica che la nostra Banca d'Italia rischierà di fare la fine del Banco di Napoli? Il Banco di Napoli che era una delle prime banche della storia e una delle banche di stato più prestigiose dopo l'unità d'Italia divenne una semplice fondazione bancaria e oggi è uno schifo, cioè una banca nelle mani del Gruppo Bancario San Paolo - Imi. Praticamente è uno zombie perché uno legge, come capita alle varie banche nelle mani dei gruppi bancari, il logo che porta il nome di un luogo in quel caso Napoli e ci investe pensando che i suoi soldi saranno investiti nel territorio e invece se li ritrova sempre in quel caso a Torino (la città in cui c'è la sede della San Paolo - Imi) nelle mani dell'alta finanza. Non pensi che un giorno la nostra Banca d'Italia sarà una banca nel cui logo c'è scritto sotto "Gruppo Deutzsche Bank" oppure, visto che siamo in Europa" Deutzsche Bank Group". Tu dici del Brasile, ma non è all'incirca grande quando l'Unione Europea di superficie? Quindi anche l'Europa correrebbe lo stesso rischio.

    Veramente le tue ripetute usciste sempre sulle stesse note, senza mai nulla di nuovo, senza che le risposte altrui siano mai prese in considerazione, sono un po' noiose!
    A che serve dialogare se poi l'interlocutore nemmeno sente quel che dici e si ripete come se già non avesse detto e già non gli fosse stato risposto?

    Ciao lo stesso!

    ________________________
    Erasmus
    «NO a nuovi trattati intergovernativi!»
    «SI' alla "Costituzione Europea", federale, democratica, trasparente!»



    Questa volta ho fatto anche altri esempi e ho detto cose che prima non avevo detto. . Perché Ciao lo stesso! Se non la penso come non mi vuoi salutare? . Ciao!

  8. #8
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    Ho scritto "In URSS non si metteva nei manicomi". Io volevo scrivere "In URSS si metteva nei manicomi". Ecco che succede per scrivere tanto di fretta. Perché il lungo messaggio che ti ho scritto l'ho scritto un po' in fretta e mi sono imbrogliato. Io volevo dire che mentre l'URSS metteva nei manicomi chi era contro il regime l'UE lincia chi è contro l'Unione Europea come unità politica. Era un paragone. Io forse volevo metterlo come domanda: "In URSS non si metteva nei manicomi chi era contro il regime?", "Quelli di Bruxelles non linciano chi è contro l'Unione Europea come unità politica?" o qualcosa del genere. Ma era un NON interrogativo per sottolineare il sì, come si dice nel linguaggio comune. Comunque, per scrivere in fretta, un messaggi lungo che necessita di più tempo, ecco che cosa succede. Scusami. Spero che la gente legga questo pezzo in cui ho corretto l'affermazione sbagliata. Sul resto ti risponderò nei giorni successivi.

  9. #9
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    Perché l'Europa ?

    La Fondazione Istituto Gramsci e il CeSPI (Centro studi di Politica Internazionale) hanno organizzato lo scorso 17 luglio un incontro in occasione dell’uscita del volume “Perché l'Europa? Rapporto 2007 sull'integrazione europea” a cura di José Luis Rhi-Sausi e Giuseppe Vacca. Ospiti del dibattito, oltre al curatore dell’opera, sono stati Silvano Andriani, Paolo Guerrieri, Giorgio La Malfa, Lapo Pistelli e Giuseppe Vacca.

    Il processo di integrazione europea nel 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma, istitutivi della Comunità economica, vive oggi un momento particolarmente delicato che ha raggiunto il suo culmine con la bocciatura in Francia e in Olanda del Trattato Costituzionale.
    Il Rapporto 2007 ha l'obiettivo di indagare le ragioni per una nuova idea d’Europa attraverso interventi su temi quali le istituzioni europee dopo Maastricht, il ruolo dell’UE nell’economia globale, la Chiesa e l’integrazione europea, le politiche estere dell’Unione.

    Quando si parla di Europa e di processo di integrazione è difficile riuscire ad analizzare senza pregiudizi di varia natura il ruolo dell’euro e il suo apprezzamento progressivo nei confronti del dollaro, fenomeno ormai costante negli ultimi anni. Nel saggio del vice-segretario generale dell’OCSE Piercarlo Padoan dal titolo Il problema macroeconomico dell’Europa: Soluzioni nazionali e soluzioni europee, la moneta unica e i suoi percorsi nei mercati valutari sono presi in esame con attenzione. Per questo abbiamo deciso di riportare gli spunti di riflessione nati dal commento al saggio da parte di Giorgio La Malfa durante l’incontro sulla presentazione del rapporto.

    La Malfa in principio focalizza alcune ragioni della crisi dell’integrazione e il futuro dell’Unione Europea.
    “Quando ci si chiede quanto sia profonda la crisi del processo di integrazione europea”, racconta La Malfa, “mi viene sempre in mente una frase di Joan Robinson, la quale, in risposta a chi gli chiedeva lumi sulla crisi del capitalismo, rispondeva che il Capitalismo è in crisi da 200 anni”. Anche l’Europa ha subito notevoli momenti di crisi ed euforia sin dalla sua ideazione ma, secondo La Malfa, dovremmo essere propensi a pensare che il processo di integrazione andrà avanti e dovrà avere come obiettivo quello della creazione di una federazione degli stati europei.

    Le dinamiche della politica internazionale danno ragionevoli elementi per immaginare che si possano presto creare situazioni inaspettate a causa dell’influenza di Paesi quali Russia o Cina, o a causa di sviluppi dovuti a squilibri in zone come quella mediorientale. Solo grazie a un’Europa federale saremo pronti a fronteggiare eventuali crisi internazionali, essendo il ruolo degli Stati Uniti e della NATO estremamente cambiato negli ultimi decenni.

    L’altro spunto di riflessione è senza dubbio la politica macroeconomica e al suo interno il ruolo svolto dall’euro. La Malfa fa notare che nel bel saggio di Padoan si legge più di una volta con inequivocabile chiarezza che l’euro potrebbe incontrare in futuro una crisi. Infatti, secondo Padoan, la divergenza fra tassi di interesse, tassi d’inflazione e produttività del lavoro è al momento troppo significativa. La strategia di sviluppo economico che l’Europa si è data, e che è conosciuta sotto il nome di Strategia di Lisbona, è certamente la strada corretta, ma non riuscirà a essere incisiva in presenza di divergenze troppo ampie.

    La Malfa sottolinea che Padoan non può certo essere tacciato di antieuropeismo, eppure nel saggio si legge a chiare lettere un’affermazione piuttosto forte: “La sostenibilità della moneta unica se non si superano le divergenze nella competitività è sottoposta a pressioni crescenti”. Come per Padoan anche per La Malfa la soluzione è rappresentata dalla Strategia di Lisbona, ma quello che ci si deve chiedere è se si può avere una moneta che si attaglia a tutte le possibili esigenze dei vari stati che compongono lo scacchiere europeo.

    La Malfa ricorda che durante la marcia verso l’euro il limite sottolineato da vari economisti americani, tra i quali Martin Feldstein, fu che la moneta unica avrebbe agito in un’area, quella europea, che non possedeva, allora come ora, né un bilancio pubblico comune, né flessibilità o mobilità dei fattori produttivi. In questi due elementi è insita la difficoltà del sistema a reagire di fronte a situazioni di shock, che potrebbero invece risolversi in presenza di un bilancio comunitario sostanzioso (attualmente si aggira attorno all’1% del PIL europeo) o che potrebbero essere affrontate dal mercato stesso se soprattutto il lavoro potesse usufruire di una maggiore mobilità.

    La scommessa dell’euro viceversa fu proprio che l’uniformità della moneta avrebbe creato le condizioni affinché gli stati membri fossero costretti a darsi regole nel mercato del lavoro e nella finanza pubblica che ne avrebbero fatto un’area monetaria ottimale.

    Lo studio di Padoan dice che questo non sta avvenendo; purtroppo le differenze regionali continuano a esistere dagli anni novanta a oggi. Per esempio i tassi d’inflazione, molto ridotti a cavallo della nascita dell’euro, vanno progressivamente divergendo. Come pure i tassi di produttività e di mobilità per unità di prodotto.

    La Malfa conclude che la politica monetaria della BCE non può considerarsi estranea a tutto questo e che è totalmente inaccettabile che il tasso di cambio dell’euro rispetto al dollaro sia del tutto sottratto alla decisione politica. C’è un articolo del Trattato di Maastricht dove si legge che “in mancanza di un sistema di tassi di cambio rispetto ad una o più valute non comunitarie (…) il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su raccomandazione della Commissione e previa consultazione della BCE, o su raccomandazione della BCE, può formulare gli orientamenti generali di politica del cambio nei confronti di dette valute”.

    Il problema, dice La Malfa, non può essere considerato di sola competenza della BCE. La tesi che il tasso di cambio dell’euro possa essere considerato irrilevante sia dal punto di vista dell’inflazione sia da quello degli effetti sulla domanda è inaccettabile.

    Sarkozy lo fa notare. Se la politica monetaria in Europa è rigida e fondata solo sulla lotta all’inflazione allora si deve consentire una politica di bilancio più flessibile. L’idea che in Europa si possano avere politiche di bilancio severissime e politiche monetarie altrettanto severe richiede una fiducia nel meccanismo spontaneo dell’economia che soltanto una visione ideologica del funzionamento del mercato può avere.

    Per l’Italia la combinazione sarebbe una politica di bilancio severa e una monetaria più elastica. Ma anche se Srakozy riuscisse nel suo intento di far ridimensionare il patto di stabilità, a noi non servirebbe perché il nostro problema è lo stock del debito troppo alto. Non ci potremmo permettere nulla anche se le regole cambiassero. Ma siccome l’Europa non potrà mantenere questa direzione a lungo succederà verosimilmente che le politiche di bilancio si attenueranno e di questo si avvantaggeranno i paesi che ne potranno approfittare e cioè Germania e Francia.

    Paolo Gattari

    tratto dal sito della Fondazione Ugo La Malfa
    http://www.fulm.org/SchedaPubblicazi...blicazione=125

  10. #10
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    Non capisco cosa c'entri l'ultimo post con l'argomento del thread, che era riferito alla proposta di costituzione del 2002.

    Comunque a quanto ho capito, LaMalfa ritiene chel'evoluzione dell'Unione Europea in una federeazione sia una cosa in atto, quasi automatica.
    Purtroppo la realtà è che (questo è indicato bene nella seconda parte dell'articolo) ogni paese sta agendo per conto proprio.
    Io sono convinto che l'UE non abbia ulteriori margini di miglioramento in senso istituzionale. Si ptrà approvare un nuovo trattat, riformare le istituzioni, rendere più democratico e flessibile tutto il sistema, ma non potrà mai diventare una federazione. Perchè è troppo diluita, con paesi attaccatissimi a concetti di sovranità del 1800 (Polonia e Uk per fare nomi), perchè è troppo disomogenea e legata a concezioni politiche diverse da paese a paese (area di libero scambio per UK, base per l'espansione economica nella mitteleuropa per la Germania...).
    L'unica soluzione è quella di un nucleo federale e non smetterò di ripeterlo finche non vedrò che i politici stanno operando in quel senso!

 

 

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