Enac denuncia ipotesi 'sabotaggio'
10 mila bagagli smarriti, un numero verde per chiedere i danni
di Redazione di Comincialitalia
Roma 5 Agosto 2007 ore 11:26
Sono oltre 10 mila i bagagli smarriti e che verranno consegnati almeno in ritardo. Telefono Blu Consumatori diffonde i dati e protesta. E mette a disposizione il suo centralino unico nazionale 199.44.33.78 per tutto il periodo estivo per segnalare tutti casi e soprattutto per chiedere il risarcimento del danni.
Vito Riggio, presidente dell'Enac, ha avviato un'inchiesta per sospetto di sabotaggio. Non è solo il cattivo pensiero dei turisti roventi, ma ora anche un'ipotesi più concreta. Dietro il ritardo dei bagagli la mano di qualche sabotatore? "Stiamo per inoltrare una denuncia all'autorità giudiziaria corredata anche da video e fotografie che testimoniano quanto avviene allo scalo di Fiumicino" annuncia Riggio.
Tutto è iniziato con un ko tecnico la scorsa settimana, per un calo di tensione elettrica, che ha fatto saltare il sistema di smistamento automatico dei bagagli dell'aeroporto di Fiumicino, allo scalo romano continuano i disagi causati dai ritardi nella riconsegna delle valigie da parte delle ditte private che se ne occupano (gli handler), con tempi di attesa che superano abbondantemente l'ora.
"Sono cinque anni che non si investe su un nuovo sistema di smistamento - ammette il presidente dell'Enac Vito Riggio - ma abbiamo il fondato sospetto che i macchinari vengano regolarmente manomessi dagli operatori che, per lavorare con più tranquillità, bloccano i nastri trasportatori anche dieci volte al giorno". Ognuno di questi nastri, infatti, è dotato di fotocellule, telecamere e lettori di codici a barre che individuano la destinazione dei bagagli. "Per manomettere il sistema - spiega Riggio - è sufficiente oscurare le fotocellule". Una manomissione che, secondo fonti interne, avviene nei più svariati modi: attaccando gomme da masticare sui visori ottici, posizionando i bagagli di traverso per bloccare i nastri trasportatori, inceppando gli ingranaggi con chiodi e buste di plastica o oscurando le fotocellule con bottigliette di Coca Cola.
"Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro - precisa il presidente dell'Enac - e per questo motivo abbiamo chiesto alla società Aeroporti di Roma, che gestisce lo scalo di Fiumicino, di avviare un'inchiesta. Non è possibile - prosegue Riggio - che in un aeroporto internazionale come quello di Roma ci siano dei mascalzoni che, per lavorare di meno o magari accumulare più ore di straordinario, mettono in crisi l'intero scalo causando disagi ai passeggeri di mezzo mondo". Problemi quasi fisiologici, che si verificano ormai quotidianamente, tanto che ieri mattina erano migliaia i bagagli in partenza rimasti a terra poiché gli operatori degli handler, le ditte private addette al carico e scarico delle valigie, non erano riusciti a smaltirli.
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