La Voce della Patria
Giornale Nazionalpopolare
Le ultime novità dal forum Camera
A Maggio ci sono state le elezioni e la situazione politica di Camera ha subito un completo e totale ribaltamento rispetto all’ultima volta in cui è uscita la Voce della Patria. Prima delle elezioni su Camera le sinistre polliane erano al governo (anche se le liti interne erano continue e furibonde come dimostrato dai due governi e dai numerosi cambi di ministri succedutisi nella settima legislatura) e in parlamento godevano di una forte maggioranza in cui il partito pannelliano e liberalsocialista della NFD aveva la più forte rappresentanza congressuale mai raggiunta da loro nella storia di Camera, con ben 100 voti, mentre la parte del leone la faceva il partito-coalizione ulivista, ideato da Estewald, Uniti per POL che aveva fatto eleggere nello stesso listone i comunisti del PQM, i forumisti “Dannyiani” del PDS e persino i “liberi compagni” solitamente restii a fare liste unitarie con altri partiti. D’altra parte nella settima legislatura l’opposizione più presente in Congresso era rappresentata quasi soltanto dalla pattuglia dei quattro deputati di IPSN saltuariamente aiutati dai congressisti di DMN e dai conservatori mentre i liberali di Progetto Liberale erano stati completamente annientati e non erano rappresentati in Congresso limitandosi a fare scena nel loro perenne congresso dove spesso si abbandonavano alle liti interne. IPSN e il centrodestra hanno però messo in atto un’intelligente strategia dove si è tenuto conto delle ineliminabili differenze politiche e ideali, presentando ciascuno un proprio candidato presidente, e nello stesso tempo si è evitato di cadere nel masochismo, che avrebbe rifatto un’altra volta il gioco delle sinistre, stipulando al Congresso un accordo tecnico (l’accordo tecnico non implica nessun governo comune in caso di vittoria) che ha consentito di condividere il premio di maggioranza sia a IPSN che alla coalizione di Gianfranco e l’accordo tecnico è stato ampiamente premiato dagli elettori. Il primo partito è risultato nuovamente IPSN che ottenuto 122 voti eleggendo 6 congressisti tra cui spicca con 38 voti Italiano, il congressista piu’ votato di tutta POL, Giò91 e l’indipendente Roberto M.
Un buon risultato ha ottenuto anche la coalizione del Fronte delle Libertà con 99 voti eleggendo quattro deputati. Naturalmente i voti del Fronte delle Libertà vanno considerati in modo particolare perché si tratta di un listone in cui si erano presentati insieme i conservatori, DMN e i monarchici del PDUM che per la prima volta hanno accettato la politica delle alleanze dopo aver corso sempre da soli. A sua volta i liberali dopo mesi e mesi di liti interne erano riusciti a presentarsi nella lista unica Alleanza Liberale che metteva insieme PL, FL e il partito di Meridionale ottenendo un buon successo con 86 voti e quattro deputati che ha premiato soprattutto Progetto Liberale portando alla ribalta della politica la nuova stella di Rudy e la vecchia conoscenza Ronnie riemerso dalle “ceneri” della passate vicenda della Corte Suprema.
I partiti che erano corsi da soli come il Britney national Party e i repubblicani alleati con i cattolici di Lepanto ottengono un discreto risultato eleggendo ciascuno un deputato mentre la sinistra risulta nettamente sconfitta. In particolare la NFD viene completamente travolta dalle elezioni in cui si era presentata dopo una continua emorragia di iscritti repubblicani (come Venom) e secessionisti (come Berghèm) e ottiene soltanto 29 voti eleggendo esclusivamente Liberalix. Il PQM che questa volta si era presentato con il suo simbolo senza confluire in Uniti per POL ottiene 67 voti eleggendo tre congressisti mentre Uniti per POL prende 102 voti ed elegge 5 deputati (tra cui il veterano di camera Danny78).
Alle elezioni presidenziali Folgore, candidato di IPSN, ottiene un numero di voti (126) superiori a quelli dello stesso partito ma al ballottaggio passano Gianfranco con 161 voti e Spycam con 196 preferenze. Di fronte alla nuova situazione in cui il voto di IPSN si rivela decisivo anche per eleggere il nuovo presidente di POL, si riunisce il Comitato Centrale del partito. L’accordo tecnico con il centrodestra si limitava all’impegno ad appoggiare nella nuova legislatura la riforma totale della costituzione di POL ma non era un accordo politico che prevedeva un governo comune. Perciò il comitato centrale decide di non lanciare collettivamente inviti al suo elettorato per appoggiare Gianfranco ma di lasciare la libertà di farlo ai singoli dirigenti del partito. I più conosciuti dirigenti del partito tra cui Folgore, Cristiano72, Giò91, Italianuova2 e ITALIANO decidono però che è preferibile avere un presidente favorevole alla riscrittura totale della costituzione e scelgono di dichiarare il loro personale appoggio a Gianfranco e il loro appello incontra l’accoglienza degli elettori di IPSN che determinano la vittoria di Gianfranco al secondo turno.
Dopo le elezioni il neo presidente di POL Gianfranco convoca il Congresso e viene eletto a grandissima maggioranza Giò91 come Presidente del Congresso e Italiano come Vicepresidente. Gianfranco parallelamente sbriga velocemente le consultazioni e preso atto che IPSN (disinteressata alle poltrone) conferma di scegliere l’appoggio esterno affida l’incarico per la formazione del governo, formato esclusivamente da ministri del centrodestra, a Rudy il nuovo astro di PL. Nel nuovo governo entrano a far parte Defender come Vicepremier e ministro degli interni, Bergamark come ministro delle autonomie, Meridionale come ministro degli Affari istituzionali e Riforme, Templares come ministro della cultura e Ronnie come ministro della giustizia. Oltre a questi ministri il centrodestra pensava di presentare anche Richard Gecko come ministro degli esteri ma, a poche ore dall’inizio del dibattito parlamentare, Gecko, intervenendo nel congresso di DMN, attacca politicamente IPSN pretendendo con gran faccia tosta di ricevere ugualmente il voto dei congressisti del primo partito di POL. Di fronte a tale comportamento, Folgore, a nome di tutta IPSN, dichiara che se Gecko non verrà rimosso il centrodestra otterrà soltanto un voto di astensione e preso atto di questo l’intero centrodestra convince Richard a fare un passo indietro permettendo cosi la nascita del nuovo governo di POL che ottiene un ampio voto di fiducia parlamentare.
Intervista al Presidente di POL Gianfranco
1)Salve Presidente. Ci può dare anzitutto un suo giudizio politico sui motivi della sua vittoria alle presidenziali?
Io credo che la carta vincente sia stata andare oltre gli steccati. Ho cominciato a capire di poter raccogliere su di me il consenso di una larghissima fascia di elettorato dopo aver letto le definizioni che davano di me i miei avversari. Fascista, liberale, conservatore, centrista, laicista, clericale...venivo definito in ogni modo. Può sembrare una banalità e una cosa normale in campagna elettorale ma questi segnali mi hanno fatto capire che il mio messaggio stava andando nella direzione giusta...e cioè oltre gli steccati ideologici, e il mio appello al voto era ben indirizzato verso un'ampio settore elettorale. Penso che questa, oltre all'aiuto pratico di tutti i militanti, sia stata la carta vincente.
2)Lei ha vinto sulla base di un programma politico ambiziosissimo di riscrittura integrale di tutta la costituzione, un programma mai tentato prima su POL. Pensa di poter mantenere un impegno così forte?
Beh, come sa c'è un governo in carica presieduto da un ottimo esponente politico e ai membri del governo spetta portare a termine quel programma ambizioso. Purtroppo i miei attuali poteri non mi permettono di agire concretamente su tale attuazione ma sicuramente la mia moral suasion in tal senso non mancherà mai. Spero, mi auguro e auspico che Settembre possa essere il mese in cui la macchina istituzionale possa mettere il turbo.
3)Ci può dare un giudizio politico su questo governo parlandone non come Presidente di POL ma come politico virtuale di lungo corso (quale lei effettivamente è)?
Mah...è un po difficile ora dividere i due ruoli ma in una battuta posso dire che gli ingredienti e le formule chimiche sono giuste affinchè venga fuori un buon prodotto. Ma come in tutte le cose delicate serve accortezza, un eccesso o una carenza può andare a rovinare un qualcosa che ha tutti i presupposti per riuscire bene...quindi dico...avanti cosi..ma attenzione.
4)Il suo stile politico è sembrato a molti osservatori cambiato da quando lei è divenuto Presidente rispetto a quando era congressista. Sembra quasi che stia assumendo uno stile presidenziale alla Cristiano72 abbandonando le continue polemiche d'attacco del passato. E' così?
Rispetto a quando ero congressista è cambiato soprattutto il fatto che non voto più in congressoA parte questo comunque è normale che il mio ruolo imponga un certo protocollo. Il mio stile sobrio piace a qualcuno e non piace ad altri...è normale. Di certo questo non deve essere interpretato come una mia assenza dalla scena politica. Ci sono, osservo, vigilo, mi rammarico e mi rallegro, ma chiaramente intervengo solo nel momento in cui penso che una mia parola sia necessaria e quando la polemica politica è arrivata a livelli molto (troppo) alti. Per il resto saranno i singoli forumisti a valutare il mio operato, faccio del mio meglio ma sono pur sempre una persona e errare è umano...quindi posso solo fare di tutto per sbagliare il meno possibile.
Intervista al Vice-premier e Ministro degli Interni Defender
1)Ministro Defender, come commenta i risultati delle ultime elezioni congressuali e presidenziali di POL?
Le ultime elezioni congressuali hanno visto l'affermazione del centrodestra finalmente diviso secondo aree politiche e non secondo gelosie e odi di parte alleato con la destra.
Questo dimostra che l'amicizia con Insieme per una POL Sociale e Nazionale in nome dei progetti condivisi è efficace, produttiva e da continuarsi. E' da registrare inoltre l'affermazione della sigla sicuramente vicina per ideali ad IPSN del Britney National Party, guidata in maniera molto efficace ed incisiva da Combat1982 e LupaNera.
2)Cosa intende fare come vice-premier e come Ministro dell'Interno?
Il ruolo di Vicepremier è quello di assistere il Premier nel coordinamento del governo e nei rapporti con le forze politche che lo sostengono.
Come Ministro degli Interni invece attenderò ai compiti tipici del ruolo: e cioè la preparazione di una nuova legge elettorale che cancelli le vere porcate compiute dalle sinistre, oltre naturalmente alla vigilanza sui requisiti istituzionali che i soggetti POLitici devono possedere per poter essere iscritti alla Lista ufficiale.
3)Lei politicamente è vicino sia alle idee della destra sociale che alle idee di una certa destra conservatrice. Sorge spontanea la domanda: che ci fa in Destra Moderata Nazionale?
La mia adesione e permanenza in Destra Moderata Nazionale nonostante le mie posizioni staccate dall'ala liberale attualmente maggioritaria nel partito risale al periodo del forum Irredentismo. A seguito della sua chiusura una marea di polemiche ignobili e codarde si abbattè sul leader Gianfranco. Abbandonare allora il partito sarebbe stato infame e meschino. In seguito Gianfranco non mi ha mai ostacolato nell'espressione delle mie posizioni.
4)Come vede la nascita di, mi perdoni il gioco di parole, "Rinascita Nazionale", il nuovo soggetto politico dell'On. Roberto m?
La nascita del nuovo soggetto politico è un avvenimento estremamente positivo e benaugurante per la POLitica, qualunque scelta politica di natura tattica ed elettorale Rinascita Nazionale possa intraprendere.
Pur nascendo come apparente derivazione da IPSN, è un soggetto che tenta molto coraggiosamente e audacemente di essere il ponte tra l'ala classicamente conservatrice del Fronte della Libertà e la corrente della Destra sociale di IPSN.
Tale sforzo di sintesi, e non già di frammentazione, si compirà solo se Rinascita Nazionale non verrà lasciata a morire da sola ma verrà appoggiata fattivamente.
5)Cosa ne pensa del progetto di costituzione del settore economico di POL?
L'istituzione del sistema economico di POL è un progetto malsano, che rischia non già di rendere più realistico il sistema-gioco, ma di schiavizzare anche questa piccola oasi felice di politica pure e di asservirla all'economia.
6)Che rapporto ha con IPSN? Cosa ne pensa di futuri accordi fra la sua coalizione e la destra radicale, finora esclusi da entrambe le dirigenze delle parti in causa?
IPSN al suo interno ha molti membri che stimo profondamente e le mie posizioni, sebbene eccessivamente moderate e "borghesi" per molti dei militanti, sono affini a quelle espresse da IPSN stessa.
Quanto all'accordo tra il centrodestra nel suo insieme e IPSN, sono da tempo un sostenitore dell'alleanza almeno tattica se non proprio politica.
Mi rendo conto, però, che quest'ultimo aspetto è estremamente difficile da realizzare e forse nemmeno corretto nei confronti dell' identità schiettamente liberalconservatrice del Fronte della Libertà.
L'angolo della cultura: biografie interessanti
a cura di Giò91
La funzione di questa "sezione" del giornale è quella di riportare articoli e informazioni interessanti su personaggi ed importanti esponenti del vasto mondo politico della Destra Radical-sociale (anche se vi accorgerete che non tutti accettano questa etichetta) su POL.
In questo numero de "La Voce della Patria" riportiamo un articolo di Rasputin!, militante di IPSN, su Guillaume Faye e L'Archeofuturismo, un testo scritto dallo stesso Faye che ha fatto molto discutere.
Archeofuturismo: nuova frontiera della Tradizione?
di Rasputin!
Lo dico fin dall'inizio: il testo in questione è a dir poco impressionante, per l'innovazione che ha portato nel pensiero di destra odierno, ormai un po' ammuffito e statico, tanto che sempre più spesso si sente citare dogmaticamente Evola, e oltre pare non sia consentito spingersi. Guillaume Faye, giornalista francese proveniente dalla Nouvelle Droite di Alain De Benoist, ha realmente dato uno scossone alle cose; peccato che in pochi se ne siano accorti. L'archeofuturismo è, come si evince dal nome stesso, una sintesi di arcaismo e futurismo: il primo come alternativa alla Tradizione, il secondo come risposta alla modernità. Fondere Evola e Marinetti. Qualcuno storcerà il naso, dirà che Faye è un visionario, non totalmente a torto, dato lo scenario che dipinge. Ma stupisce la disarmante lucidità dell'analisi storica e politica con cui convince il lettore di ogni sua tesi (o quasi, come vedremo in seguito).
Faye rileva con acutezza la devastante crisi in cui è piombata l'Europa "democratica", dall'avvento di una società multirazziale (per il nostro, multirazzista) al fatto che il sistema democratico sia entrato in un circolo vizioso per cui non soddisfa il volere del popolo, ma crea finti bisogni ed agita spauracchi che ormai non interessano più a nessuno, si veda il solito noiosissimo antifascismo. Matrimoni tra omosessuali, depenalizzazione delle droghe leggere e quant'altro: tutto fumo negli occhi per distogliere l'attenzione della gente dai problemi reali; anche se questo ormai dovrebbe averlo capito chiunque.
Uno dei problemi reali è appunto la colonizzazione allogena del suolo europeo, che a differenza di una crisi economica non si supera così facilmente e può lasciare segni indelebili. In più è noto a tutti che la stragrande maggioranza degli immigrati sia di fede musulmana e nonostante quello che ci vogliono far credere i media e le istituzioni sprofondate nel torpore più totale - come il popolo europeo del resto - l'islam non è una religione tranquilla e pacifica. Al contrario è una religione per natura imperialista, oscurantista e universalista, sempre pronta a imporre la propria fede ai popoli sottomessi e convertire con la forza cancellando ogni cultura precedentemente sviluppatasi sul suolo conquistato: Anatolia bizantina, Persia zoroastriana, Nord-Africa ellenistico-romano, parte dei Balcani, chi più ne ha più ne metta. Inoltre l'islam tende a formare teocrazie totalitarie, che sono totalmente contrarie ai nostri principi, in quanto identitari e archeofuturisti. Se non avvenisse un drastico cambiamento delle cose, all'interno dello stesso popolo europeo, potremmo essere destinati a soccombere. Faye profetizza una scontro di civiltà (si fa per dire...), una vera e propria guerra di religione e di razza che dilanierà il ventunesimo secolo, "secolo di ferro e fuoco". Probabilmente è questione di decenni, forse di pochi anni. Il popolo europeo si prepara a divenire definitivamente il più debole al mondo, massacrato dalla colonizzazione allogena e dal meticciato, mentre i popoli extraeuropei non subiscono tutto questo, e al contrario si rafforzano, e probabilmente si preparano allo scontro, consci che un giorno accadrà qualcosa, anzi desiderosi di questo evento per potersi rifare dei passati secoli di egemonia europea sul mondo. Mentre l'Europa sonnecchia, e l'unica speranza sarà un avvenimento che renda evidente a tutti la necessità di un brusco risveglio, l'islam propugna il meticciato, quindi quello di invadere "pacificamente" con migrazioni di massa è solo un altro modo per iniziare la vera e propria colonizzazione. Dopo un simile scenario, e un'Europa piombata nel caos, bisognerebbe costruire un futuro: questo futuro è l'Eurosiberia. Unione di tutti i popoli bianchi d'Europa da Brest allo stretto di Bering... E qui entra in gioco il concetto di Archeofuturismo, radicalmente contrapposto alla modernità decadente post-rivoluzione francese: mentalità arcaica-tradizionalista, cioè votata a principi immortali, ma libera dai dogmi, che sono peculiarità di una visione "fondamentalista" e - guarda caso - islamico-semitica delle cose (che noi ovviamente rifiutiamo), e che ci permetta di sviluppare la parte futurista, cioè tecnologico-scientifica, senza però cadere nell'illusione progressista ed egualitarista di un benessere a portata di tutti. E' la fine dell'egualitarismo e il ritorno alla gerarchia, la fine del progressismo, questa mentalità malata che vede il bene nella degenerazione e nella decadenza della civiltà. La visione che Faye propone del futuro è quasi fantascientifica, ma in effetti abbastanza congeniale alle esigenze superiori del secolo che ci prepariamo ad affrontare: non c'è più spazio per la burocrazia sterile, per l'oligarchia degli incapaci, per i capricci di una determinata casta, per gli screzi tra i popoli europei. Il mondo descritto da Faye è composto da veri e propri colossi nazionali (quasi "imperiali"), e le città, all'interno delle quali si continua a vivere alla maniera ultratecnologica-scientifica, sono molto meno popolate rispetto a quelle del passato, mentre in ampie zone di campagna le popolazioni vivono come secoli fa, secondo lo stile di vita tradizionale, senza per questo essere meno felici (al contrario il fatto che lo stile di vita occidentale moderno-tecnologico sia indispensabile alla vita di ognuno è un insensato mito di derivazione progressista). Infatti non è da sottovalutare l'impatto ambientale che una politica energetica come quella del ventesimo secolo potrebbe riservarci e per questo saremo probabilmente costretti a regolarci di conseguenza...
Per quanto riguarda l'Islam come presunto alleato nella lotta al mondialismo marchiato USA, che tanto piace a "una certa destra", verso la quale comunque non nascondo simpatie, dico che è fondamentalmente un'illusione e niente di più: proprio in questi giorni (Luglio 2007) c'è stato un incontro tra l'ambasciatore americano e il suo collega iraniano in Iraq. Quest'incontro era relativo alla spartizione tra USA e Iran del territorio Irakeno, quindi sappiamo per certo che l'Iran non rappresenta proprio nessun baluardo anti-mondialista (inoltre la popolazione di origine indoeuorpea non ne può più della dittatura oscurantista e liberticida dei musulmani...). La verità è semplicemente che la famosa ostilità americana nei confronti dei paesi islamici non esiste, o meglio esiste solo nei confronti di paesi che osano troppo o che interessano agli USA per risorse energetiche, posizione geopolitica e quant'altro. Perché gli USA non attaccano l'Arabia Saudita che foraggia ampiamente il radicalismo islamico e i gruppi terroristici ad esso connessi? I soliti motivi, i soliti interessi dei soliti noti. L'Islam è già in "coopetizione" (cooperazione+competizione) con gli USA per il controllo dell'Europa, e i due concorrenti sembrano scambiarsi favori. Gli USA vedono trionfare il loro modello nefasto della società multirazziale distruttrice di civiltà, l'Islam sfrutta questo modello per colonizzare l'Europa. Un circolo vizioso. E come è ridicolo credere che l'Islam sia un baluardo anti-americano è ovviamente altrettanto ridicolo credere che gli USA siano un baluardo anti-Islam. Tutto dipende da situazione a situazione, dagli interessi in gioco, ma sicuramente non è uno scontro ideologico; ci sembra superfluo dirlo, ma pare che qualcuno non l'abbia ancora capito.
Veniamo alle due piccole cose che non mi sono piaciute tra le tesi esposte da Faye: secondo l'autore, gli USA non sarebbero una nazione nemica dell'Eurosiberia, ma al limite un concorrente, poiché non hanno mai minacciato l'Europa con l'uso delle armi, al contrario di quanto fece l'URSS. Ovviamente questo è falso. Perché non si può pensare all'Eurosiberia del futuro e ragionare in termini che sono quelli del ventesimo secolo, cioè l'Europa democratica (o come preferiamo dire in memoria dei bei tempi, plutocratica) asservita agli USA. Infatti gli USA ostacolerebbero in ogni modo la creazione di una Federazione Eurosiberiana, intravedendo in questa federazione una potenza mondiale di portata sicuramente superiore a quella che è la loro. Tuttavia è anche vero che nella situazione ipotizzata da Faye gli USA non avrebbero più alcun potere, quindi potrebbero ostacolare ben poco. Ma appunto, essendo questa un'ipotesi, dobbiamo tenere presente che ci sono moltissime altre possibilità.
La mia seconda perplessità riguarda l'ingegneria genetica, campo nel quale a nostro parere Faye esagera nel fantasticare, pensando alla creazione di ibridi umano-animali ed esseri umani decerebrati da usare come banche di organi. Questo decisamente non mi piace, come non sarà piaciuto a molti altri, ma è solo un'imperfezione in quello che è il quadro di elevatissimo livello intellettuale realizzato da Faye.
In conclusione "Archeofuturismo" di Guillaume Faye è un testo che chi è di destra dovrebbe leggere per forza, se non altro per guardare a qualcosa di nuovo uscendo dai soliti schemi: filoamericani e antiamericani oggi ci hanno stancati, dobbiamo iniziare a guardare meno all'estero e pensare più agli affari di casa nostra, in un'ottica di vero e proprio nazionalismo europeo, o per dirla con Faye, eurosiberiano.
Se qualcuno volesse leggere il testo in questione lo può trovare, da stampare, a questo link: www.uomo-libero.com/articolo.php?id=313





A parte questo comunque è normale che il mio ruolo imponga un certo protocollo. Il mio stile sobrio piace a qualcuno e non piace ad altri...è normale. Di certo questo non deve essere interpretato come una mia assenza dalla scena politica. Ci sono, osservo, vigilo, mi rammarico e mi rallegro, ma chiaramente intervengo solo nel momento in cui penso che una mia parola sia necessaria e quando la polemica politica è arrivata a livelli molto (troppo) alti. Per il resto saranno i singoli forumisti a valutare il mio operato, faccio del mio meglio ma sono pur sempre una persona e errare è umano...quindi posso solo fare di tutto per sbagliare il meno possibile. 


