



La scelta di drogarsi è sua? Non riguarda la comunità che non ha il diritto di dirgli niente? Allora quando putacaso dovrà andare a ricoverarsi la sanità pubblica farà bene a sbattergli la porta in faccia se non ha i soldi e lo lasci a marcire sul marciapiede, perchè se sono scelte sue personali è giusto che ne paghi le conseguenze da solo.


secondo i dati 2006 del ministero della salute, la prima causa di morte in italia è il tabacco (1 morte su 6 secondo l'istat), seguono poi le malattie dovute all'errata alimentazione, l'abuso di alcol, ed infine le malattie sessualmente trasmissibili... l'abuso di droghe illegali non figura nemmeno in classifica visto che secondo la relazione sulle tossicodipendenza al parlamento del 2006, in un anno in italia sono morte appena 517 persone x overdose da tutte le droghe illegali messe insime (chiaramente ZERO da cannabis) e ben 24.000 da alcol... come mai però l'odio è così feroce solo in chi si fa del male usando droghe illegali, e non anche verso chi usa droghe legali o non fa attività sportive e ha una dieta sbilanciata?


Perchè sono per l'appunto comportamenti legali. Poi non è che un alcolizzato sia una persona onorevole, ci mancherebbe. Ma non è che si possa impedire alla gente di mangiare quello che vuole o di fare sesso, chi li controlla, e come?
allora xchè non legalizzare la cannabis come accade in olanda?


In Olanda non è legalizzata, ma solo tollerata. E come puoi leggere nell'articolo riportato, anche lì il governo inizia a preoccuparsi.
che l'abuso di una sostanza psicoattiva sia alla lunga dannoso, mi sembra ovvio, senza entrare nel merito di studi specifici... però questa considerazione si può fare x qualsiasi sostanza, a cominciare dal tabacco, dall'alcol, dai tranquillanti e dai sonniferi... in olanda, per fare un esempio, a fronte di 28.000 tossicodipendenti, vi sono 300.000 alcolizzati e 650.000 abusatori cronici di sonniferi... è chiaro che ovunque la tossicodipendenza sia un problema margianle, se paragonato a tante altre emergenze sanitarie (pensiamo ai costi tremendi x la sanità provocati dalle persone sovrappeso)... alla fin fine, ciò che rende un problema personale (l'autodistruzione da droga), un problema di tutti, è solo e soltanto il proibizionismo


Su questo punto ti dò pienamente ragione, io sono per la prevenzione anche in questi casi, non a caso mi rifaccio al regime che istituì il "sabato fascista". Ovviamente ogni sostanza va trattata a parte, non si può pretendere di applicare la stessa legislazione restrittiva all'alcool ed al tabacco, i cui danni in dosi limitate sono nettamente minori, rispetto alle droghe. Un'altra obiezione alla legalizzazione delle droghe leggere è che anche se fosse fatta dopo sono sicuro che tutta la massa di cretini che si droga per il gusto di fare qualcosa di proibito si butterebbe a capofitto sulle droghe pesanti, che spero concorderai anche tu non possono essere dichiarate legali e lasciate circolare liberamente, con tutta una marea di problemi in più allo stato tra criminalità e ricoveri.


Sbagliato. L'autodistruzione personale è un problema sociale, perchè l'individuo fa parte delal società e non vive in una campana di vetro, per cui la società stessa subisce l'effetto negativo dei suoi comportamenti.
A partire dai costi sanitari, ai rischi sociali connessi con determinate attività svolte sotto l'influenza delle droghe (ad esempio guidare una macchina), alla pericolosità sociale che assume il tossicodipendente (rapine, furti ecc. per procurarsi i soldi per la dose), alla diffusione di malattie gravi a contagio da contatto sanguigno, ecc. ecc.