La S.V. è invitata alla serata culturale che si terrà nella prestigiosa sede della
Sala degli Specchi
Forte Sangallo di Nettuno
Venerdì 10 agosto 2007
ore 21:00
PROGAMMA
“Platea in piedi”: il cinema a Nettuno
Relatore
Dott. Alberto Sulpizi
Storico locale
“Il cinema, Nettunia e il 1943”
Relatore
Dott. Pietro Cappellari
Ricercatore della Fondazione della RSI – Istituto Storico
Proiezione del lungometraggio
“L’invasore”
(Italia, 1943)
Regia di Nino Giannini
Supervisione alla regia e alla produzione di Roberto Rossellini
Con Miriam di San Servolo, Osvaldo Valenti ed Amedeo Nazzari
“L’Invasore” è un lungometraggio di genere sentimentale, ambientato nel Risorgimento italiano, durante la guerra di successione, quando il piccolo Regno di Sardegna venne attaccato dalla potente Austria.
Il filmi venne girato interamente a Nettunia tra il 20 e il 25 luglio 1943, tra il primo grande terroristico bombardamento angloamericano sulla Capitale e il colpo di Stato che defenestrò Mussolini. Gli Alleati erano sbarcati da pochi giorni in Sicilia e il titolo “L’invasore” era chiaramente un richiamo diretto alla situazione dell’epoca, anche se – è bene precisarlo – non si tratta assolutamente di un lungometraggio di propaganda.
Alla fine del Regime fascista corrispose comprensibilmente l’interruzione delle riprese.
Nel primo dopoguerra, le poche scene girate vennero recuperate e montate alla meglio, riempiendo i vuoti con scene tratte da un film “maledetto”: “Kolberg”, noto in Italia con il nome di “La cittadella degli eroi”, girato – sempre nel 1943 – dietro ispirazione del Ministro nazionalsocialista Joseph Goebbels per incitare i germanici alla resistenza ad oltranza.
Dopo aver superarato le “cesoie” della censura democratica, “L’invasore” uscì nelle sale cinematografiche italiane solo nel 1950-1951, per poi essere fatto velocemente sparire.
Il fatto che la protagonista Miriam di San Servolo fosse niente meno che la sorella di Claretta Petacci, amante del Duce e per questo uccisa, e che tra gli attori figurava il fascista Osvaldo Valenti, anch’esso assassinato dai partigiani insieme all’attrice Luisa Ferida, non lasciava scampo nell’Italia di quegli anni.
“L’invasore” divenne così un filmi “maledetto”, destinato ad essere dimenticato, anche per l’imbarazzante presenza di tal Roberto Rossellini che, nel 1943, collaborava con disinvoltura con il rivoluzionario ultrafascista Asvero Gravelli e non era ancora quello di “Roma città aperta”.
A tutt’oggi pochissimi sono coloro che hanno visto “L’invasore” che, secondo alcuni, non fu mai neanche montato. Invece, grazie all’opera di ricerca condotta dal Dott. Alberto Sulpizi e dal Dott. Pietro Cappellari, è stato possibile rintracciarne una copia che verrà presentata in prima nazionale a Nettuno il 10 agosto.
Osvaldo Valenti in divisa della Decima MAS
Roberto Rossellini. Nel 1943 collaborava con l’ ultrafascista Asvero Gravel